Salute

La cura dei denti diventa personalizzata

La salute della bocca dipende dai batteri che ci abitano, diversi per ognuno di noi. Un nuovo approccio odontoiatrico permette di “fotografare” il microbiota di ogni paziente e programmare la cura più adatta per infezioni batteriche complesse come la parodontite.
2 minuti di lettura
La medicina personalizzata diventa realtà anche nella cura dei denti. Biologia e genomica molecolare entrano nello studio del dentista e lo aiutano a sconfiggere in maniera efficace e duratura la parodontite, una malattia multifattoriale caratterizzata da un’infezione batterica che colpisce il parodonto, cioè l’insieme di strutture preposte a sostegno degli elementi dentali. “Oggi si parla molto di microbiota intestinale che è considerato fondamentale per la salute di tutto il nostro organismo, ma noi ci occupiamo del microbioma e microbiota della bocca da oltre 20 anni, in quanto Istituto di Ricerca”, spiega Francesco Martelli, chirurgo odontoiatra, fondatore dei centri IMI EDN.

È proprio l'alterazione del microbiota orale, infatti, a innescare l’infiammazione che porta alla distruzione dei tessuti di supporto dei denti: osso, legamento osso radice, radice del dente, e gengiva. Ecco perché lo studio dettagliato delle popolazioni batteriche presenti nella bocca grazie a strumenti di biologia molecolare e analisi enzimatiche consente di avere un'idea precisa della situazione di ogni singolo paziente. In più, attraverso test genetici, è possibile valutare quanto la persona sia predisposta allo sviluppo della parodontite e se l'enzima che distrugge il collagene dell'osso si sia attivato o meno. Una volta chiariti tutti questi elementi si ricompone il puzzle e si decide quale sia il percorso terapeutico migliore per il paziente.


Le 4P della medicina orale

La salute orale del futuro, quindi, è quella delle 4P: personalizzata, proattiva, preventiva e di precisione. Personalizzata, perché si agisce in base al quadro clinico e alle abitudini di ogni paziente; proattiva, perché consente di agire prima che i sintomi siano evidenti; preventiva, perché grazie ai test permette di valutare i rischi e correre ai ripari più precocemente possibile; di precisione, perché la soluzione viene disegnata addosso a ogni paziente, come un abito su misura. L'approccio personalizzato permette di eradicare la malattia perché consente di prevenire anche le ricadute e quindi di risolvere la situazione ristabilendo il giusto equilibrio fra le popolazioni di batteri presenti nella bocca.


Odontoiatria 4.0

Ai test di biologia molecolare e genomica si affiancano le tecnologie digitali che permettono di ridurre al minimo l'errore umano e di realizzare protesi dentali precise e sicure. Si completa così la rivoluzione 4.0 dell'odontoiatria. Nello specifico, grazie a software simili a quelli usati in architettura e ingegneria, è possibile progettare la protesi che poi può essere realizzata da una stampante 3D o da un fresatore che la costruiscono da zero in maniera perfetta, senza l’intervento manuale dell’odontoiatra e dell'odontotecnico.

“Queste tecnologie, unite all’uso sistematico del microscopio operatorio in ogni ambito dell’attività odontoiatrica,  ci permettono di arrivare a livelli di precisione prima impensabili, con un controllo che arriva a millesimi di millimetro (5-10 micron) mentre, per avere un metro di paragone, l’operatore artigiano più bravo difficilmente riesce a scendere sotto i 200 micron”, dice ancora Martelli. In più, una volta che questa protesi viene realizzata, posizionata in bocca e funzionalizzata può essere replicata a costi bassissimi infinite volte. Così se la protesi si usura o si dovesse rompere per un evento traumatico, il paziente non dovrà più rifare tutta la trafila e spendere nuovamente: basterà schiacciare un pulsante e avrà una protesi nuova di zecca.


Non solo bocca

La parodontite è collegata a numerose malattie che colpiscono l'intero organismo. Come il diabete e le sindromi metaboliche, le malattie cardiovascolari, e le patologie neurodegenerative. Gli anziani con parodontite non trattata e segni di demenza senile, infatti, hanno un declino cognitivo sette volte più rapido rispetto a quelli che ricevono un livello adeguato di trattamento parodontale. Ma ci sono correlazioni anche tra le patologie polmonari, renali, oculari, otorinolaringoiatriche e l'osteoporosi.

A questo proposito, il gruppo di ricerca dell'Istituto IMI EDN ha pubblicato uno studio che ha permesso l’identificazione di profili genetici legati alla predisposizione alla progressione dell'osteoporosi e della malattia parodontale. A giocare un ruolo importante per favorire l'insorgere di entrambe queste patologie ci sono specifiche mutazioni legate alla produzione di vitamina D che si possono individuare grazie agli esami genetici e così decidere, in maniera mirata per ogni paziente, come agire per prevenirne lo sviluppo e/o la ricaduta.