Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. Di colpo, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, allo stesso modo in cui agisce l’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, questa essenza non era in me, era me stesso. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Donde mi era potuta venire questa gioia potente? (Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto)
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Esistono sapori che, da soli, rimandano a una fanciullezza comune, a un’idea di felicità e di dolcezza: sapori che hanno la capacità di riportarci indietro nel tempo lasciandoci comunque nel presente e restituendocelo più gradevole. E per accomunare grandi e piccini in un’unica idea di fanciullesca felicità c’è bisogno di qualcosa che abbia attraversato il tempo: un secolo intero, per esempio. Una storia che inizia come una favola, quando, nel 1922, Hans Riegel, caramellaio di Bonn, fonda HARIBO. È dalle sillabe del suo nome (Hans RIegel) e della sua città (BOnn) che comincia la storia degli ORSETTI D'ORO, le iconiche caramelle gommose al gusto frutta di HARIBO. In questi cento anni HARIBO è cresciuta insieme a loro: al famoso jingle “HARIBOè la bontà” a metà degli anni ’60, viene aggiunto “Che si gusta ad ogni età”, e negli anni 80 arriva la famosa mascotte, l’orsetto giallo con il farfallino rosso.
HARIBO è oggi presente capillarmente in 100 Paesi con 16 sedi produttive proprie, un processo in costante espansione per regalare a tutti, grandi e piccini, momenti di felicità fanciullesca, sempre mantenendo standard eccellenti nell’incredibile varietà di caramelle -più di mille!- così che ognuno trovi la sua preferita. HARIBO nasce per donare allegria e felicità ai più piccoli, e per permettere agli adulti di tornare bambini per qualche dolce attimo.
Gertrud e Hans Riegel, fondatori
I valori che un secolo fa hanno mosso l’intraprendenza del suo fondatore sono ancora oggi quelli che caratterizzano l’azienda, che vede tuttora ai vertici la terza generazione dei suoi discendenti.
E’ anche per questo che più di 9 italiani su 10 conoscono HARIBO, e il 60% di chi compra caramelle gommose sceglie questa azienda. Un successo incredibile in tutto il mondo, se si pensa che mettendo in fila i 160 milioni di ORSETTI D'ORO prodotti in un giorno si potrebbe fare 10 volte il giro del globo.
E un’azienda che ha la felicità nel suo Dna non può che crescere in una direzione ben precisa: l’inclusione, l’investimento formativo aziendale e soprattutto il sociale: da qui la partnership con Fondazione Dynamo Camp Onlus con l’obiettivo di portare la felicità fanciullesca propria di HARIBO dove ce n’è più bisogno: a tutti quei bambini e alle loro famiglie che trovano nella Terapia Ricreativa un aiuto concreto per ritrovare fiducia in sé stessi e migliorare la qualità della loro vita. Questo sostegno si fonda sullo sviluppo di progetti che coinvolgano sia la community di HARIBO, sia i dipendenti di HARIBO Italia. Il progetto che lega HARIBO a Dynamo Camp si basa su due pilastri: diversità e inclusione.
Il percorso che HARIBO sta sviluppando insieme a Dynamo Camp prevede quindi dei momenti di condivisione sia all’esterno, coinvolgendo la community in eventi a sostegno di Dynamo Camp (come nel caso del centenario di ORSETTI D'ORO), sia all’interno della struttura aziendale, con attività formative che permetteranno ai dipendenti HARIBO di vivere in modo sempre più cosciente e profondo i valori del brand, coltivare un pensiero consapevole dell’importanza della diversità e dell’inclusività. Nelle parole di Marco Piantanida, Amministratore Delegato HARIBO Italia:
Ciò che noi di HARIBO Italia riconduciamo al concetto chiave di Childlike Happiness - la felicità fanciullesca per tutti, grandi e piccini – trova dimora nel sostegno alle realtà che si occupano di regalare momenti di spensieratezza, di fronte alla difficoltà della malattia, a persone di tutte le età; ai bambini, ma anche agli adulti, alle famiglie che li affiancano nelle battaglie quotidiane.
Marco Piantanida, CEO HARIBO
E pensare che tutto è cominciato con degli ORSETTI D'ORO.