Spettacoli

La mia opera suona il rock

E se Beethoven fosse cresciuto con la musica di Led Zeppelin e Muse?
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“La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive, pensa e crea”. Le parole non sono quelle pronunciate dall’ultimo fenomeno pop in cima alle classifiche di Spotify, ma quelle di un genio senza tempo che, se fosse nato ai giorni nostri, sarebbe l’artista-star dei social. Ovviamente stiamo parlando di Ludwig van Beethoven, primo compositore rock della storia. Le sue sinfonie sono da oltre due secoli un abbraccio globale di tutti gli elementi della vita, della società, della complessità umana. A traghettarlo in epoca moderna tra le preferenze dei giovani, è stato Stanley Kubrick con il suo cult “Arancia meccanica”.
Ma che tipo di musica avrebbe prodotto Beethoven se fosse davvero cresciuto ai giorni nostri, ascoltando musica punk? Alla domanda intrigante rispondono i WakeUpCall, giovane band romana, che per il loro ultimo lavoro discografico, dal titolo “If Beethoven was a punk”, si sono ispirati alla figura del geniale compositore austriaco. Il disco, incentrato sul potere salvifico della musica, è un vero e proprio concept album, dove passato e futuro s’intrecciano con il rock e la musica classica, dimostrando che Beethoven, ma anche Mozart e Wagner, non siano poi così diversi dalle rockstar di oggi e si trovino anzi in perfetta sintonia accanto a gruppi come Smashing Pumpkins, Papa Roach o Cure.
L’opera dei WakeUpCall riporta alla memoria pietre miliari della cultura pop come “Tommy” e “Quadrophenia” degli Who, “The Wall” dei Pink Floyd e il “Captain Fantastic” di Elton John. Come queste, “If Beethoven was a punk” non si limita a essere solo un lavoro discografico, ma anche una graphic novel, curata da Arianna Vittoria Beffardi, una app interattiva e un’opera teatrale che il 27 giugno debutta in prima nazionale al Teatro all’aperto della Casa del Cinema di Villa Borghese, a Roma.
WakeUpCall 
Il progetto, prodotto da Made in Tomorrow, e vincitore del bando Siae "Sillumina" nel settore delle Arti Visive, Performative e Multimediali, è uno spettacolo innovativo e di grande coinvolgimento che combina musica, immagini, tecnologia e approfondimento culturale con al centro le canzoni dei WakeUpCall, la sceneggiatura di Andrea Dezzi e i quadri di Arianna Vittoria Beffardi. Elementi diversi tra loro, tenuti insieme da Alex, il personaggio principale della storia, emblema dei giovani musicisti di oggi: pur con tutti gli strumenti a sua disposizione, non riesce a imboccare la strada del successo. Non è folle come il Pink protagonista dell’album e della trasposizione cinematografica di “The Wall” dei Pink Floyd, nè deve scontare le sofferenze del “Tommy” cantato dagli Who. Alex è un anti-eroe, perfettamente in linea con le difficoltà dei nostri tempi. Arrivato alla soglia dei 30 anni, si è reso conto che la via per il successo è costellata da infiniti ostacoli: talento e gavetta oggigiorno non bastano più, bisogna sapersi costruire un’immagine, diventare una celebrità sui social, passare per i talent show. E ad Alex tutto questo non va giù. Ma proprio quando è sul punto di mollare tutto, arriva in suo soccorso una band singolare composta da musicisti come Beethoven, Mozart, Bach, Vivaldi, Debussy e capeggiata da nonna Muse, 75 anni e lo spirito di una ventenne in vacanza a Ibiza. Un’allegra compagnia che la sera ama riunirsi per suonare e fare festa, pronta a dimostrare ad Alex che per sfondare non basta il talento, ci vogliono anche tenacia e una dose di sana follia. E quando si è disposti a osare, non c’è talent show che regga.