I nostri sogni possono entrare nel portafoglio, nel cruscotto dell’auto o in una borsetta. Per accedere al sogno basta possedere il biglietto “giusto”. Altrimenti? Altrimenti fa lo stesso: il biglietto “sbagliato” forse non esiste, dato che il gusto sta tutto qui; il gusto di sognare, di fantasticare, di poter dire “C’ero anch’io, ci ho provato anch’io”. Con la Lotteria, insomma, si sogna tutti insieme. Succede in Italia; succede oggi e succedeva anche prima.
Si dice che da noi la prima lotteria fu indetta a Milano nel 1449. Passeranno gli anni e i… biglietti. O tagliandi, che dir si voglia. Piccoli rettangoli cartacei capaci di farci sentire parte di un gioco che, se perdi, non precipiti in fondo a nessuna classifica. “Oggi ho preso quello giusto…”. Quante volte l’abbiamo pensato? Quante volte i nostri nonni e bisnonni si saran detti la stessa cosa?
La nostra storia passa anche dai tagliandi della Lotteria. Ci son passate le guerre, le speranze di tutte le generazioni. Quei biglietti parlano di noi, sono pagine di un libro di storia che tutti abbiamo tenuto in tasca. L’Italia di ieri, quella di oggi e di domani. Il Belpaese e la Lotteria Italia.
Si comincia nel 1900; anzi, un po’ prima, 1898. Il biglietto della Lotteria Nazionale costava lire 1. Alla fine del primo conflitto mondiale la Lotteria Nazionale fu a beneficio della Croce Rossa; prezzo del tagliando sempre una lira. Primo premio: 150 mila lire, che nel 1918 erano un patrimonio. Verrà il tempo delle automobili e delle lotterie dedicate alle corse, alle gare. L’automobile era simbolo di progresso e campeggiò sui tagliandi in numerose edizioni negli Anni 30 e 40.
Finisce un’altra guerra, l’Italia è stanca, è ferita. Ma noi siamo bravi a curarci ed a rialzarci. Ci siamo rimessi in gioco e non abbiamo smesso di sognare. I biglietti cambiano, si aggiorna la grafica: negli Anni 50 appaiono le immagini delle nostre città, della nostra arte. Insomma le nostre bellezze che il mondo ci invidia e che il mondo, soprattutto, deve venire a vedere da vicino. Prezzo del tagliando: 50 lire.
I sogni, negli Anni 50, si fecero “in quattro”: Lotteria di Merano, di Agnano, di Monza e ovviamente Lotteria Italia. Nel ’54 arriva la Tv che diventerà compagna inseparabile delle lotterie a partire dai mitici Sessanta: ogni edizione si abbina ad una trasmissione televisiva o radiofonica.
Le 150 mila lire del 1918 diventano 150 milioni: è il primo premio alla fine degli Anni 60, come si legge chiaramente nel tagliando del 1969, abbinato a “Canzonissima”. Nei ‘70 si insiste con la cultura: sui biglietti campeggiano opere di artisti contemporanei. Prosegue l’abbinamento con Canzonissima o con altre trasmissioni di successo. Doveroso l’aggiornamento del primo premio: fino al 1977 200 milioni; poi, dal ’79, 300.
Storia e sogno continuano a viaggiare sui biglietti che il giorno dell’estrazione sono sotto i riflettori di “Fantastico” (praticamente per tutti gli Anni 80), di “Scommettiamo che?” o di “Carramba…!”. Dalla riffa alla… Raffa, cioè la compianta Raffaella Carrà. Poi (o prima) Baudo, Corrado, Fiorello… C’è il primo premio, quelli più piccoli e anche quelli da vincere telefonando in trasmissione; inoltre dal 2006 al 2018 assieme al tagliando c’è pure un “Gratta e vinci”.
Ci siam passati tutti, tutti stampati su quei biglietti: la guerra, il “Boom”, Carosello, i cambiamenti piccoli e grandi del XX e XXI secolo. La Lotteria Italia, oggi l’unica “nazionale” esistente nel nostro Paese, è anche nei social, con le centinaia di tagliandi postati per ricordare un’epoca, un momento, un giorno particolare. Ora il biglietto costa 5 euro. Primo premio 5 milioni. Nel 2020, tra vincite di prima, seconda e terza categoria la Lotteria Italia ha distribuito premi per oltre 192 milioni di euro.
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