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Circeo, serve un omicidio per cambiare una legge?

Circeo, serve un omicidio per cambiare una legge?
La serie tv sul terribile caso di cronaca del 1975 ripercorre tutte le fasi del processo, ma racconta anche e soprattutto quanto l'uccisione, la tortura e lo stupro di due giovani ragazze abbiano cambiato radicalmente la società italiana dell’epoca e contribuito alla riforma della normativa sullo stupro
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“Non puoi andare a ballare, la gente si aspetta­­­ che tu soffra”, urla l'avvocata alla sua assistita. La giovane non è una ragazza qualunque, lei è Donatella Colasanti, la sopravvissuta al massacro del Circeo. Siamo nell'Italia di fine anni Settanta e lo stupro è punito solo come un'offesa alla morale, “come urinare contro un muretto” sintetizza tranchant Donatella. Lei non l'ha ancora capito, ma la sua avvocata sì, la giovane è diventata un simbolo di tutte le donne, una bandiera del movimento femminista “mi devo sentire in colpa perché voglio andare avanti?” chiede arrabbiata. Ed è in questo momento che questa storia di cronaca nera diventa molto di più, diventa una lotta per i diritti delle donne.

La serie tv Circeo, disponibile in esclusiva attraverso il nuovo servizio di streaming Paramount+, prende le mosse dai terribili fatti che alla fine di settembre del 1975 sconvolsero l'Italia. Due giovani amiche, Donatella Colasanti (interpretata da Ambrosia Caldarelli) e Rosaria Lopez (Adalgisa Manfrida), vengono attirate con l'inganno da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, in una villa di proprietà della famiglia di quest'ultimo a San Felice Circeo, col pretesto di una festa, e qui stuprate e torturate fino a provocare la morte di Rosaria. L'immagine di Donatella che esce nuda dal bagagliaio dell'auto in cui era stata richiusa insieme a Rosaria, perché ritenute entrambe morte dai loro aguzzini, segnerà un prima e un dopo nella storia del Paese. Ma all'evento in sé è dedicata solo la prima puntata della serie, poi si apre un nuovo fronte e lo sguardo si amplia.

Circeo, infatti, si distingue dalle altre narrazioni nel racconto di cosa è successo non solo dentro la villa o nelle aule dei tribunali, ma soprattutto da ciò che è successo fuori nelle coscienze di tante donne e in quella di un Paese intero. Irrompono sulla scena le manifestazioni che hanno attraversato l'Italia, donne nelle piazze, nelle strade, che protestano, che si ammassano di fronte al tribunale di Latina dove si sta svolgendo il processo. A difendere Donatella c’è Teresa Capogrossi (personaggio di fantasia interpretato da Greta Scarano), la giovane e ambiziosa avvocata che lavora prima per Fausto Tarsitano (personaggio realmente esistito interpretato da Enrico Ianniello), noto avvocato comunista e poi per Tina Lagostena Bassi (Pia Lanciotti), “l'avvocato delle donne”, impegnata in prima fila per la riforma della legge sulla violenza sessuale. “Le donne non resteranno più mute” dice Teresa a Donatella. Da lì, infatti, partirà una lunga lotta per modificare la legge e la mentalità di un Paese, battaglia che vedrà la vittoria solo nel 1996 quando lo stupro sarà dichiarato 'delitto contro la persona' e non più un'offesa alla morale. 

I sei episodi di Circeo, prodotti da Cattleya in collaborazione con VIS, Paramount+ e Rai Fiction, sono disponibili in esclusiva su Paramount+ e ripercorrono tutte le fasi del processo seguito al terribile caso di cronaca del 1975, raccontando quanto abbia cambiato radicalmente la società italiana dell’epoca e contribuito alla lotta per i diritti delle donne. Circeo è la prima produzione originale di Paramount+ e colpisce per l’approccio non scontato alla narrazione di un fatto di cronaca, senza indugiare nella violenza gratuita, ma inserendo il racconto in un contesto storico sconosciuto ai più giovani. Un contesto storico in cui un omicidio efferato ha portato alla modifica di una legge indegna ed è servito come elemento catalizzatore del movimento femminista: grazie a Donatella, le donne hanno trovato la loro voce.