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Dai loro studi sono stati sviluppati farmaci che hanno rivoluzionato la storia della lotta ai tumori. Ma questo Letterio non poteva certo saperlo quando, fidandosi del suo istinto e di Michele Maio, l'oncologo italiano che per primo ha sperimentato l'immunoterapia, ha firmato per entrare nella sperimentazione. “Avevo solo una possibilità e l'ho colta”, dice Visigalli. “A quel punto la mia diagnosi era davvero infausta: il melanoma si era diffuso e avevo metastasi in tutti gli organi vitali, fegato, polmoni e anche ai linfonodi. Per fortuna sono entrato fra i pazienti a cui veniva dato il farmaco e già fin dalla terza infusione il tumore è regredito”. Così l'ex cestista diventa il paziente 0 europeo, il primo a essere arruolato da questa parte dell'Oceano.
• LA TERAPIA
“Sono stato il primo, quindi nessuno sapeva per quanto tempo dovessi continuare a fare le infusioni”, continua Visigalli. “Alla fine ne ho fatte 32, fino a giugno del 2011. Anche se la malattia non si vedeva più già dal 2010”. In tutto questo tempo il paziente 0 non si è mai perso d'animo: da vero sportivo ha continuato a fare attività fisica anche durante la terapia: 50 chilometri di bicicletta tutte le mattine. E poi la concentrazione che gli ha consentito di rimanere focalizzato sul suo obiettivo: non sentirsi malato. Dal 2010 non ci sono più tracce di malattia nel suo corpo e ultimamente ha anche potuto rallentare i controlli, soprattutto quelli più impegnativi.
• L'IMPEGNO PER GLI ALTRI
“Sono stato fortunato: ero a Siena quando c'era anche Maio, ho compreso l'opportunità che mi si presentava, ho un allenamento del corpo e della mente che mi ha consentito di affrontare questa avventura al meglio. Ma non tutti sono nella mia stessa condizione”, sottolinea Visigalli. “Pazienti, familiari, ma anche i medici che sono tutti i giorni a contatto con storie di dolore hanno bisogno di essere aiutati a prendere le giuste decisioni”. Per questo Visigalli e la sua associazione – Aquattromani – si battono perché in ogni centro di immunoterapia ci sia a disposizione uno psiconcologo. Non solo, l'ex cestista è testimonial AIRC per la ricerca contro i tumori, si impegna spesso e volentieri per l'azienda farmaceutica che produce il farmaco che gli ha salvato la vita. Non ultimo si spende personalmente insieme a Paola Queirolo, responsabile scientifico di ‘Mela Talk’ e responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, per la sensibilizzazione all'uso dei nuovi farmaci immunoterapici: insieme vanno in giro per l'Italia per il ciclo di incontri promossi da BMS che, dopo Genova e Roma, presto arriverà a Bari, Bologna e Siena.