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Tumore della mammella, sintomi e diagnosi

Gonfiore o ispessimento nella mammella, o nell’area ascellare, è generalmente il primo segnale. Gli esami a disposizione sono mammografia, ago aspirato e biopsia
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IL TUMORE della mammella è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria. La neoplasia in stadio iniziale si riferisce al cancro confinato nel tessuto adiposo del seno (Stadio 1). Il carcinoma può in seguito diffondere nelle immediate vicinanze (Stadio 2,), estendersi ai tessuti sottostanti della parete toracica (Stadio 3) o a altre parti del corpo (Stadio 4, metastatico). Sia la prognosi che il trattamento sono influenzati dallo stadio in cui la neoplasia si trova al momento della diagnosi. Esistono inoltre diversi tipi di cancro della mammella, con caratteristiche anatomo-patologiche e biologiche diverse, con tassi di crescita e risposta alle terapie differenti. Ciò significa che il tessuto tumorale dovrebbe essere sempre valutato con esame istologico e caratterizzato biopatologicamente per determinare il tipo di neoplasia.

I numeri. In Italia si registrano circa 48mila nuovi casi di carcinoma mammario, che rappresenta la  neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne. La sopravvivenza relativa a 5 anni dalla diagnosi, indipendentemente da altre patologie, è in moderato e costante aumento da molti anni (78% dal 1990 al 1992, 87% dal 2005 al 2007) in relazione a diverse variabili, tra cui lo screening e il miglioramento della diagnosi e dei trattamenti.

Sintomi e diagnosi. Gonfiore o ispessimento nella mammella o nell’area ascellare, solitamente palpabile, è generalmente il primo segnale del carcinoma. Le altre avvisaglie sono: cambiamenti dell’aspetto del seno (increspature o irritazione della pelle); cambiamenti nella dimensione e forma della mammella; alterazione, ritrazione, dolore e fragilità del capezzolo o dell’areola e presenza di secrezione. Dopo la mammografia l’esame citologico o ago aspirato è in grado di differenziare le lesioni benigne da quelle maligne nel 95% dei casi. L’ago aspirato è indolore e non necessita di alcuna anestesia. Con la biopsia si arriva a una diagnosi quasi sempre certa.