Cibi anti-cancro: il vero e il falso della prevenzione a tavola
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Meglio mangiare cibi crudi che cotti?
VERO - Nelle crucifere (cavoli, cavoletti di Bruxelles, broccoli, verza, crescione, rape, ravanelli, rafano) sono presenti, in particolare in broccoli e cavoli, i glucosinolati, sostanze solforate che si trasformano prevalentemente in isotiocianati. Questi ultimi sono sostanze ad attività antitumorale che hanno la capacità di riattivare la funzione del gene p53, un gene oncosoppressore (cioè che protegge dal cancro) che è inattivato nelle cellule cancerose. I glucosinolati sono inattivati dal calore e quindi è preferibile consumare i prodotti crudi o perlomeno solo leggermente cotti al vapore, tecnica che preserva le sostanze nutrienti. In particolare il calore distrugge la tirosinasi, enzima fondamentale per la trasformazione dei glucosinolati nei composti attivi.
L’aglio previene alcuni tipi di tumore?
VERO - Soprattutto in quello fresco è presente l’allina, sostanza che si trasforma in allicina, che ha dimostrato la capacità di rallentare la crescita tumorale e indurre in esperimenti in vitro la morte delle cellule neoplastiche. L’aglio, inoltre, è ricco di polifenoli e in particolare del flavonoide quercetina, sostanza che ha dimostrato di inibire la crescita tumorale in esperimenti su colture cellulari e negli animali. Di recente è stata dimostrata un’attività antitumorale della quercetina anche mediante l’induzione di apoptosi (morte cellulare programmata) in cellule di osteosarcoma, il tumore primitivo dell’osso più frequente. In uno studio un aumentato consumo di aglio è stato inoltre correlato ad un ridotto rischio di cancro del colon-retto.
Il pane congelato aumenta il rischio di cancro?
FALSO - Circa 15 anni fa si diffuse l’informazione che il pane congelato aumentava il rischio di ammalarsi di cancro. Niente di più falso. In realtà la storia nacque dall’osservazione di alcuni casi di iperacidità gastrica in persone che avevano consumato pane da loro congelato dopo averlo acquistato al supermercato credendolo fresco, mentre in realtà era surgelato e scongelato. Nacque una polemica legata al fatto che le etichette non riportavano che il pane venduto come fresco era in realtà surgelato. Da allora sulle etichette del pane surgelato venduto fresco deve essere indicata la modalità di conservazione.
I carciofi hanno un’azione anticancerogena?
VERO - Oltre a contenere sostanze antiossidanti come l’acido clorogenico e la cinarina, hanno nelle foglie un principio attivo dal gusto amaro con proprietà antitumorali denominato cinaropicrina. Questo principio ha dimostrato in vitro attività antitumorale contro cellule leucemiche inducendo apoptosi.
I peperoni prevengono alcuni tipi di tumore?
VERO - Hanno elevate concentrazioni di vitamina C e carotenoidi (poco presenti però nei peperoni verdi) e i suoi estratti hanno dimostrato di inibire la formazione e l’attività delle nitrosammine, potenti agenti cancerogeni. Alcuni studi hanno correlato un elevato consumo di peperoni ad un ridotto rischio di tumore cerebrale.
La curcuma protegge dal cancro?
VERO - La curcuma contiene la curcumina, sostanza che agisce su diversi fattori di crescita tumorali con in particolare attività antinfiammatoria, antiossidante, pro-apoptotica e antiangiogenetica. Si sta studiando l’utilizzo della sostanza in terapia legandola a piccolissime particelle (nanoparticelle), strategia già utilizzata per noti farmaci anticancro. Il legame della curcumina alle nanoparticelle ne aumenta l’attività antitumorale contro linee cellulari di cancro del polmone mediante una maggiore penetrazione della sostanza stessa nelle cellule tumorali. Il limite della curcuma è legato al fatto che viene poco assorbita a livello intestinale (circa il 10% di quanto ingerito); sono attualmente in fase di studio tecniche di associazione con altre sostanze per aumentarne l’assorbimento.
Gli asparagi prevengono il cancro della mammella?
VERO – Gli asparagi hanno una dimostrata attività antitumorale, grazie ai flavonoidi (prevalentemente la quercetina), ai glucosinolati e alle saponine (glicosidi terpenici). Inoltre l’acido asparagusico, i cui derivati contenenti zolfo sono responsabili del caratteristico odore che assumono le urine dopo aver mangiato gli asparagi, ha dimostrato attività antitumorale inibendo l’enzima ciclossigenasi 2 (Cox2). In particolare le saponine hanno dimostrato attività antitumorale in colture cellulari di carcinoma della mammella, del pancreas e del colon. Un estratto di asparago si è dimostrato attivo in laboratorio, sia su colture cellulari che in animali, contro il carcinoma primitivo del fegato (epatocarcinoma) e del rene, in particolare inducendo apoptosi. L’estratto ha anche indotto un potenziamento del farmaco chemioterapico mitomicina C.
Pesce spada, tonno e salmone prevengono alcuni tipi di tumore?
FALSO – Anche se sogliola, merluzzo, pesce spada, tonno e salmone sono ricchi di Omega 3, è bene consumare con moderazione i pesci di taglia grande perché accumulano elevate concentrazioni di metalli pesanti, in particolare mercurio, per l’inquinamento marino. I pesci di grossa taglia sono a maggior rischio di inquinamento perché vivono di più, quindi hanno una potenziale maggiore durata di esposizione, e perché frequentano i fondali, che hanno una maggiore concentrazione di inquinanti rispetto alla superficie.
La soia protegge dai tumori ormono-dipendenti?
VERO - La soia è un legume che in tutte le sue forme (legume, tofu, miso, salsa, latte, yogurt) è ricco di isoflavoni o fitoestrogeni o estrogeni delle piante (in particolare genisteina, daidzeina e gliciteina) con capacità protettive in particolare nei confronti dei tumori ormono-dipendenti come il carcinoma mammario, dell’endometrio e della prostata. Gli isoflavoni sono molto meno attivi degli estrogeni naturali e si legano ai recettori ormonali presenti nelle cellule umane in modo competitivo esplicando anche un’attività antiestrogenica. È dimostrato che hanno anche attività antiangiogenetica, favoriscono l’apoptosi e inibiscono la formazione di metastasi. Nelle donne affette da carcinoma mammario con presenza di recettori ormonali vi può comunque essere un rischio per consumi elevati di integratori alimentari contenenti fitoestrogeni, mentre non sembrano esserci problemi per consumi limitati come un vasetto di yogurt di soia o un bicchiere di latte di soia al giorno.
I frutti di bosco determinano l’apoptosi delle cellule tumorali?
VERO - Fragole, lamponi, mirtilli, more, ribes e tutti i frutti di bosco hanno buone quantità di polifenoli e in particolare di polidatina, un potente agente antiossidante presente anche nella buccia dell’uva rossa. Altro polifenolo contenuto nei frutti di bosco (in particolare nei lamponi e nelle fragole) è l’acido ellagico, che ha dimostrato capacità antiangiogenetica, cioè blocca la formazione di vasi sanguigni da parte del tumore, che serve al tumore stesso per rifornirsi di sangue e quindi di nutrimento. I mirtilli sono ricchi di antocianidine, sostanze che determinano apoptosi delle cellule tumorali.
La mela protegge dal tumore al colon?
VERO - La mela sembra ridurre il rischio di tumore grazie ad un potente antiossidante, la procianidina, contenuta in particolare nella varietà renetta. Contiene inoltre la polidatina e i flavonoidi quercetina e apigenina. Di recente alcuni ricercatori hanno dimostrato una promettente attività antitumorale su linee cellulari di carcinoma del colon da parte della pectina, un oligosaccaride (zucchero) contenuto nella mela.
L’uva ha un’azione protettiva?
VERO - L’uva (anche l’uva passa) è ricca di polifenoli. In particolare la buccia dell’uva rossa contiene un potente antiossidante, la polidatina (presente anche nei frutti di bosco), che è una sorta di progenitore del resveratrolo. In particolare il resveratrolo, presente nella buccia dell’uva nera fermentata (e quindi nel vino rosso), è un antiossidante che ha dimostrato in laboratorio attività antitumorale.
La frutta secca svolge attività anti-tumorale?
VERO - Le noci, le nocciole, le mandorle e i pinoli sono ricchi di acidi omega-3, di agenti antiossidanti e di D-alfa-tocoferolo (forma particolare di vitamina D) ad attività antitumorale, che invece non è presente nella stessa forma di origine sintetica o in altre forme di vitamina D. Le noci hanno dimostrato nelle cavie di rallentare la crescita del carcinoma mammario e della prostata. Noci e nocciole contengono anche acido ellagico, caratterizzato da attività antiangiogenetica.
Il cumino nero protegge dal cancro?
VERO - Il cumino nero, spezia utilizzata sia da sola che come componente del curry, ha un elevato contenuto in flavonoidi e vitamine (B, C, K) ad attività antiossidante. Ha dimostrato attività antitumorale e potenziamento del sistema immunitario inducendo l’aumento della produzione di interferone. In particolare, ha dimostrato in laboratorio di proteggere le cavie dal cancro dello stomaco e del fegato.
Le carni rosse favoriscono il cancro?
VERO - Il consumo di carni rosse aumenta il rischio di cancro della mammella e del colon-retto. Per il cancro della mammella, e tale ipotesi è valida anche per il carcinoma colo-rettale, va considerato che le carni rosse sono ricche di grassi saturi (o grassi di origine animale), i quali portano ad un aumento ponderale che generalmente aumenta il rischio di ammalarsi di tumore. Per il cancro dell’intestino ci sono invece anche delle altre ipotesi. Le carni rosse sono infatti più ricche di ferro e in particolare di ferro eme, che è un potente agente ossidante che favorisce la formazione di sostanze cancerogene nell’intestino come ad esempio le nitrosammine. una dieta ricca di carni rosse non solo è correlata ad una maggiore incidenza di cancro colo-rettale ma anche di recidiva in pazienti operati per tale neoplasia. Il consumo di carni rosse dovrebbe pertanto essere estremamente limitato, anche in considerazione dei risultati dello studio EPIC (indagine prospettica europea su nutrizione e cancro) in cui il consumo di 200 grammi a settimana ha determinato un rischio doppio di ammalarsi di carcinoma colo-rettale rispetto al consumo inferiore ai 50 grammi.
Scaldare il cibo col forno a microonde aumenta il rischio di cancro?
FALSO - Non c’è nessuna correlazione tra la cottura, il riscaldamento o lo scongelamento dei cibi con forno a microonde e il cancro. I forni a microonde emettono campi elettromagnetici a radiofrequenza che mettono in movimento le molecole degli alimenti e vari studi hanno dimostrato che non ne inducono alterazioni dannose. In questo tipo di cottura il riscaldamento, e quindi la cottura del cibo, avviene direttamente all’interno degli alimenti e non dall’esterno come con le altre modalità. Inoltre, i tempi brevi di cottura (anche quattro volte inferiori rispetto ad altri sistemi) determinano una minore degradazione di vitamine e dispersione di altre sostanze nutritive.
Il sale aumenta il rischio di cancro?
VERO - Il sale (cloruro di sodio) deve essere utilizzato con grande moderazione. Un eccessivo consumo di sale non solo favorisce l’ipertensione e altre malattie cardiovascolari e renali ma aumenta anche il rischio di cancro dello stomaco e del pancreas. L’effetto negativo è legato all’aumentata concentrazione di sodio. Esso infatti partecipa in sinergia con i nitrati, naturali o aggiunti come conservanti, alla formazione di nitrosammine, sostanze notoriamente cancerogene. Inoltre un eccesso di sale nella dieta è correlato ad una maggiore incidenza di infezione gastrica da Helicobacter pylori. Tale batterio è responsabile di gastrite, di stimolo alla proliferazione cellulare ed è correlato con una maggiore probabilità di sviluppare un tumore dello stomaco.
La carne bianca favorisce l’insorgenza del tumore?
FALSO - Il consumo di carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) non è collegato a un aumentato rischio di cancro e in alcuni studi è stato anche osservato addirittura un effetto protettivo. È difficile stabilire però se l’effetto protettivo è specifico di tali carni o se è semplicemente dovuto a un ridotto consumo di carni rosse. Le carni bianche hanno un basso contenuto di grassi. Inoltre il pollo e il tacchino sono ricchi di selenio, un potente antiossidante. Attenzione al fatto che oca, anatra e fagiano hanno invece un elevato contenuto di grassi animali e non vanno considerati carni bianche.
La cottura alla brace favorisce l’insorgenza dei tumori?
VERO - Cuocere carne e pesce alla brace è fortemente sconsigliato. Questo tipo di cottura libera il benzopirene e altri idrocarburi policiclici aromatici, note sostanze cancerogene, che si formano durante la combustione incompleta delle materie organiche. Tali molecole si depositano sulla superficie degli alimenti grigliati e quindi vengono ingerite. Va considerato che in 1 chilogrammo scarso di carne molto cotta alla brace vi sono concentrazioni di benzopirene corrispondenti a quelle di 600 sigarette. La cottura alla brace di pesci e pollame può essere meno problematica se poi la pelle, dove si accumulano le sostanze nocive, viene eliminata. Gli idrocarburi policiclici aromatici sono associati al cancro del polmone, della mammella, dell’apparato digerente e delle vie urinarie. La cottura alla brace produce anche altre sostanze nocive denominate ammine eterocicliche, che hanno dimostrato nelle cavie di indurre tumori dell’intestino e della mammella.
Le bevande alcoliche aumentano il rischio di tumore al fegato?
VERO - L’abitudine all’alcol, oltre che indurre la cirrosi epatica (che a sua volta aumenta il rischio di tumore al fegato), è collegata a un’aumentata incidenza di carcinoma del pancreas, della mammella, dell’esofago e del distretto cervico-facciale. Come l’alcol possa essere collegato a una maggiore incidenza di queste neoplasie è oggetto di discussione. Tra le varie ipotesi vi sono il ruolo della presenza di sostanze cancerogene come l’acetaldeide tra i metaboliti dell’etanolo, un aumento di deficit nutrizionali, un’attività immunosoppressiva e un’aumentata esposizione a fattori ossidanti. Per il vino non andrebbe comunque superata la quantità di un bicchiere (120 ml) al giorno per le donne e 2 bicchieri per l’uomo, da consumare durante i pasti principali.
Il melograno è anti-cancerogeno?
VERO - Il melograno è ricco di sostanze antiossidanti ad attività antitumorale, come i flavonoidi e in particolare i polifenoli tra cui l’acido ellagico, quest’ultimo presente anche nei lamponi, nelle fragole e nelle noci. Il succo di melograno ha dimostrato attività antitumorale in laboratorio contro il carcinoma polmonare, il carcinoma mammario e il carcinoma prostatico. In particolare è stata dimostrata la capacità di inibire le cellule cancerose di carcinoma prostatico e di carcinoma mammario, soprattutto bloccando l’insorgenza di metastasi.
L’olio extravergine d’oliva protegge dal cancro?
VERO - Le olive e l’olio extravergine d’oliva sono ricchi di sostanze antiossidanti come i polifenoli, in particolare l’idrossitirosolo, che sembrerebbero avere un’azione protettiva contro alcuni tumori come il carcinoma mammario e, in particolare, il carcinoma del colon-retto. L’idrossitirosolo ha dimostrato inoltre effetto antitumorale in vitro e in vivo contro il carcinoma delle vie biliari.
Dolci, bevande zuccherate e gli alimenti iper-calorici in genere favoriscono l’insorgenza del tumore?
VERO - un’alimentazione ipercalorica porta all’incremento ponderale e all’obesità. Vi è correlazione tra obesità e alcuni tumori come il carcinoma della mammella, dell’endometrio, del colon-retto e, come recentemente dimostrato da uno studio americano, della prostata. Oggi l’obesità è considerata, dopo il fumo, il secondo fattore di rischio per lo sviluppo di cancro negli Stati Uniti e il terzo in Italia, preceduta dall’alcol. Per i tumori della mammella e dell’endometrio vi è una spiegazione per la connessione tra sovrappeso e cancro. Nelle donne obese vi è un aumento degli ormoni estrogeni circolanti e in particolare dell’estrone, che stimola la proliferazione neoplastica a livello mammario. Infatti proprio nel tessuto adiposo, in particolare quello addominale, avviene la trasformazione degli ormoni androgeni in estrogeni e in particolare in estrone. Inoltre nelle donne obese vi è una maggiore produzione di leptine, sostanze che aumentano la velocità di proliferazione delle cellule tumorali. È importante sottolineare che l’obesità non è solo correlata a una maggiore incidenza di cancro mammario, ma sembra essere correlata anche a una maggiore incidenza di recidive nelle pazienti operate per tale neoplasia.
La frittura è cancerogena?
VERO - La temperatura elevata libera una sostanza cancerogena chiamata acroleina (o acrilaldeide) che è tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica. Viene prodotta dalla disidratazione del glicerolo, reazione che si presenta durante la frittura oltre il “punto di fumo” dei grassi (quando il grasso, per l’alta temperatura, inizia a decomporsi). Il consumo frequente di alimenti fritti è stato associato a una maggiore incidenza di tumori dell’esofago, del pancreas, della mammella, del distretto cervico-facciale e della prostata. In particolare uno studio recente ha evidenziato una maggiore incidenza di carcinoma prostatico in soggetti che consumavano patatine o pollo o pesce fritti almeno una volta a settimana rispetto a soggetti che li consumavano non più di una volta al mese. In particolare, va considerato un rischio maggiore per alimenti fritti in olio “riciclato” utilizzato per fritture ripetute.