Necessaria più informazione. Tuttavia, ancora poco diffusa è l’informazione, anche in Italia, circa le patologie derivanti dall’infezione da Hpv a livello dell’ano. Anch’esse sono straordinariamente frequenti ma, in questo caso, non vengono attuate le più idonee di routin le strategie preventive e di diagnosi precoce dirette alla localizzazione del virus nell’ano. Il recentissimo Congresso dell’International Anal Neoplasia Society (IANS), tenutosi a San Francisco, ha ulteriormente puntualizzato i termini di questa importante emergenza sanitaria mondiale.
I soggetti a maggior rischio. L’intervento sanitario deve essere importante non solo nella popolazione generale ma anche, e particolarmente, tra i soggetti a maggiore rischio (quelli affetti da Hiv, chi ha pratica di omosessualità e i pazienti immunodepressi, quali i portatori di trapianto d’organo). L’efficace applicazione del piano vaccinale per l’Hpv, già proposto dal Ministero della Salute, dovrà essere diretto non solo alle ragazze ma anche ai ragazzi in età di 12-13 anni e porterà con certezza ad effetti positivi di prevenzione delle patologie Hpv-correlate anche a livello anale.
Diagnosi precoce. La diagnosi precoce, attuata mediante la diffusione del PAP-test anale, dell’Hpv-Dna-test anale e dell’anoscopia ad alta risoluzione, saranno determinanti nell’individuare le fasi iniziali della malattie, prevenendo le conseguenze, spesso devastanti, del cancro anale. A tale scopo, la corretta informazione è fondamentale e preliminare a qualunque intervento sanitario nella popolazione, finalizzata anche a vincere l’ovvio e comprensibile riserbo e l'istintiva riluttanza che circonda l’ambito più specificamente caratteristico delle infezioni da Hpv anale: la sessualità anale.
*responsabile dell'Unità Operativa di Proctologia presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli