Oncoline

Gamma knife Icon, radiochirurgia precisa e su misura

A Brescia trattati i primi 100 pazienti con la nuova tecnologia che nel 20% dei casi è stata applicata in modalità frameless, usando una maschera invece che il casco. Aumentando il comfort e ampliando le possibilità di applicazione
1 minuti di lettura
Trattare le lesioni intracraniche che il bisturi classico non può raggiungere. E bombardare solo loro, solo quelle, con raggi gamma emessi da cobalto, salvando i tessuti circostanti non colpiti dalla malattia, tumori soprattutto, benigni e maligni. Questa è la radiochirurgia stereotassica gamma knife. Ora il nuovo modello Gamma Knife Icon amplia del 20% le possibilità di trattamento, grazie a una maschera termoplastica personalizzata, una sorta di rete preriscaldata che si fa aderire sul volto del paziente.

LA RUBRICA - I cento esperti di RSalute - Scrivi all'esperto

Via il casco. La maschera sostituisce il casco, un telaio metallico più costrittivo e invasivo, con vantaggio in termini di comfort per il paziente. Non solo. Essendo rimovibile, negli intervalli di tempo che separano una sessione di trattamento dall’altra, la tecnica frameless (senza casco, appunto) favorisce il trattamento radiochirurgico anche in più sessioni che con la tecnica tradizionale è invece difficilmente eseguibile perché comporta il fissaggio del casco sul cranio del paziente per tutta la durata del trattamento, quindi anche per 3-4 giorni.

Quota 100. La Icon è l’ultima frontiera nell’ambito della radiochirurgia stereotassica. Nel mondo viene applicata in 50 centri e in Italia solo alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, ospedale multispecialistico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. “Da fine settembre 2017, quando abbiamo introdotto il nuovo macchinario in Poliambulanza, a oggi abbiamo trattato 100 pazienti con Gamma Knife Icon”, dice il Alberto Franzin, responsabile dell’Unità Semplice di Neurochirurgia Funzionale e Gamma Knife. “Le patologie afferiscono per il 58% a tumori benigni, per il 28% a tumori maligni, per il 7% a disturbi funzionali e per l’7% a malformazioni vascolari”.

Primato internazionale. “Il 20% dei trattamenti è stato eseguito con la maschera, in linea con quanto avviene all’estero, negli altri centri”, continua Franzin. “Analizzando il programma dei trattamenti previsti nei prossimi mesi, posso dire che la percentuale di utilizzo della maschera è destinata ad aumentare, consentendoci di diventare centro di riferimento in ambito internazionale”.