Tonino Angelucci, the man in pink

L’onorevole Tonino Angelucci nel centro di Roma con due guardie del corpo
L’onorevole Tonino Angelucci nel centro di Roma con due guardie del corpo  
Ha 76 anni e ha fatto registrare il 96,8 per cento di assenze a Montecitorio: un protagonista
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Se comincia così ne vedremo delle belle, o magari delle brutte, non ha importanza, in mezzo alle rovine l'estetica ha preso il posto della politica, un modo di pensarsi, di vedere il mondo, di lasciarsi guardare, ridere, piangere.Così il fermo immagine qui sotto è tratto dal primo degno filmato della XIX legislatura, realizzato dal videomaker Leonardo Parata fuori dalla Sala Umberto dove Salvini aveva radunato gli eletti della Lega. Raffigura l'onorevole Tonino Angelucci che in uno slancio di fantasia securitaria si è presentato con due possenti guardaspalle di colore. Entrambi indossano una uniforme blu scuro che comprende cravatta in tinta e occhiali da sole. Del protagonista, 78 anni e 96,8 per cento di assenteismo a Montecitorio, oltre a un'aria che evoca pallida e appagata naturalezza, colpiscono i baffetti, le lenti azzurrate transitions e una maglia color salmone che forse solo i ricchi e i potenti possono permettersi il capriccio di sfoggiare.

 


Angelucci non solo è un uomo molto ricco, ma pure dedito al culto del denaro: "Chi ce l'ha" è il suo motto "ha vinto". Un po' ne ha speso per regalare all'Urbe la controversa statuona di Wojtyla alla stazione Termini. Con la licenza media giunse a Roma dall'Abruzzo profondo; portantino ospedaliero e sindacalista, fu tra i primi a comprendere che con la fisioterapia riabilitativa i vecchietti che si rompevano le ossa potevano rimettersi in piedi; ora, insieme ai tre figli, possiede un impero di cliniche, un bouquet di giornali e una quantità di relazioni che dagli ex comunisti (insieme al Bottegone e alle Frattocchie si comprò il debito dei ds) si estende convenientemente ai Fratelli d'Italia (Fitto) passando per i due Mattei, Renzi e Salvini, attraverso l'amicizia con Denis Verdini.

 


Con quest'ultimo fu descritto mentre alla Camera dei deputati giocava a testa o croce a botte di 40-50 euro. Per Roma Angelucci scorrazza a bordo di una Ferrari gialla F430 costantemente scortato dagli agguerriti vigilanti su Audi o Suv. È comprensibile che voglia proteggersi avendo subito due rapine nelle sue ville di Fregene e ai Castelli, e ogni tot gli arriva un proiettile per posta. Ma l'aspetto scenico, l'ostentata rassegna delle guardie del corpo supera qualsiasi ragionevole precauzione. C'è molto cinema in quel fotogramma: Bad Boys, Man in Black, un filo di Tarantino oltre all'ombra perenne della commedia all'italiana. Ma forse i film non bastano più e verrebbe solo voglia di ingrandire la visione costruendole attorno una spessa cornice dorata, forse barocca, forse neoclassica, al modo di Francesco Vezzoli, che potrebbe dispensare qualche lacrima sulle guance dei guardaspalle. Realismo grottesco e inaugurale. Se comincia così, indovina un po' come continua.

 

Pubblicato sul Venerdì del 21 ottobre 2022