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Salvate Marco Cavallo

Franco Basaglia e i collaboratori sfondano, con una panca, l’ingresso dell’ospedale psichiatrico di Trento per farla passare 

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A Muggia, comune dell’Istria italiana, hanno dato lo sfratto alla grande statua emblema della battaglia che grazie all’opera di Franco Basaglia ha portato a considerare la malattia mentale con un altro sguardo: urge una soluzione rapida
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Sarà un lungo inverno. A Muggia, comune dell’Istria italiana, hanno dato lo sfratto alla grande statua di Marco Cavallo, emblema itinerante della battaglia che grazie all’opera di Franco Basaglia ha portato a considerare la malattia mentale con un altro sguardo, una diversa cura e una maggiore umanità.


Dinanzi all’iniziativa del sindaco leghista Paolo Polidori, che ha accampato questioni di regolarità amministrativa riguardo agli spazi nel deposito comunale dove la scultura era parcheggiata, non si può che alzare gli occhi al cielo con sconsolata rassegnazione; già nel 2019, allora vicesindaco di Trieste, il personaggio si era segnalato alle cronache per aver raccolto da terra coperte e stracci entro cui si avvoltolava di notte qualche senzatetto e come gesto dimostrativo li aveva buttati nell’immondizia. Nella stessa direzione va ora il ripudio di Marco Cavallo rivelando però una scelta che non è solo di ordin…

Sarà un lungo inverno. A Muggia, comune dell’Istria italiana, hanno dato lo sfratto alla grande statua di Marco Cavallo, emblema itinerante della battaglia che grazie all’opera di Franco Basaglia ha portato a considerare la malattia mentale con un altro sguardo, una diversa cura e una maggiore umanità.


Dinanzi all’iniziativa del sindaco leghista Paolo Polidori, che ha accampato questioni di regolarità amministrativa riguardo agli spazi nel deposito comunale dove la scultura era parcheggiata, non si può che alzare gli occhi al cielo con sconsolata rassegnazione; già nel 2019, allora vicesindaco di Trieste, il personaggio si era segnalato alle cronache per aver raccolto da terra coperte e stracci entro cui si avvoltolava di notte qualche senzatetto e come gesto dimostrativo li aveva buttati nell’immondizia. Nella stessa direzione va ora il ripudio di Marco Cavallo rivelando però una scelta che non è solo di ordine, ma si pone contro il progresso, l’umanità, la memoria e un po’ anche contro la poesia.

 

Sembra oggi incredibile, ma ancora all’inizio degli anni 70 un ronzino chiamato Marco era utilizzato per consegnare la biancheria all’ospedale psichiatrico di Trieste, dove da poco erano in servizio Basaglia e il suo staff. Un giorno, ormai vecchio, l’animale fu condannato alla macellazione. A nome di tutti i matti venne allora proposta alla provincia una sorta di riscatto per fargli trascorrere serenamente gli ultimi anni della sua vita al manicomio con l’aiuto dei ricoverati. L’amministrazione acconsentì.

Per celebrare l’evento, con la collaborazione del cugino scultore di Basaglia e del drammaturgo Giuliano Scabia, venne coralmente innalzato un cavallone di legno e cartapesta, quattro metri d’altezza, che i pazienti vollero di colore blu e a cui affidarono i loro desideri di guarigione e libertà. Però Marco Cavallo, allora come oggi, era ingombrante e quando lo si volle far uscire dal manicomio non passava per il cancello, che venne sfondato con una panchina per allargare il varco, presagio simbolico e liberatorio della riforma psichiatrica – la legge Basaglia –  varata dal Parlamento nel 1978.

 

Fascio di luce

Quasi mezzo secolo è passato e quasi tutti i protagonisti di quell’avventura sono scomparsi. Per Marco Cavallo toccherà alla coscienza civile trovare una nuova sede. Ma resta difficile ignorare che la nuova stagione politica si annuncia rimuovendo, con selvaggi pretesti logistico-burocratici, un pezzo di Storia fra i più degni di questa nazione, come piace chiamarla ai nuovi potenti autonominatisi conservatori. Provino loro adesso a spiegare che la goffa cultura della cancellazione sta solo a sinistra. Quanto all’inverno che arriva, per fortuna – ma qualcuno potrebbe evocare persino la Provvidenza - esiste sempre il cappotto.

 

Pubblicato sul Venerdì del 4 novembre 2022