Di quali suggestioni vive lo scomodo trono del Partito democratico? A proposito dell’estetizzazione della politica e della sua crescente osmosi con il mondo dell’intrattenimento televisivo converrà ricordare che gli aspiranti tronisti del programma Uomini e donne, specie quelli di una certa età e quindi candidati nel girone cosiddetto over, arrivano negli studi Mediaset come effettivamente sono nella vita di tutti i giorni. È lì che in vista della tele-esposizione un esercito di agenti, image maker, make up artist e hair stylist li concia per le feste rendendoli appetibili al grande spettacolo dell’illusione e della seduzione. In teoria li reinventano e ne rigenerano l’aspetto, in pratica gli rifanno il look perché, mutati in prototipi tv, diano vita alle dovute smancerie, gelosie, ripicche, piazzate. Ora, dispiace un po’ avvicinare così a fondo le dinamiche del dating show al governo della cosa pubblica e in particolare al destino di una necessaria forza d’opposizione oggi divenuta irrilevante e sull’orlo del baratro. Sennonché, fra i candidati alla guida del Pd ce n’è uno, Stefano Bonaccini, valoroso presidente dell’Emilia Romagna, la cui immagine pubblica fa pensare abbia vissuto lo stesso trattamento riservato ai tronisti del trofeo guidato da Maria De Filippi. Nel senso che Bonaccini, come si vede nella prima foto qui, così appariva nel 2015: cicciottello, con pochi capelli e pesanti occhiali; mentre dopo l’accentuata trasfigurazione intervenuta in previsione della campagna elettorale del 2020 si presenta oggi in modo televisivamente assai piacione: cranio rasato, lenti a goccia, una folta barba sale e pepe che spicca su giacche trendy dai morbidi tessuti, magliette scure aderenti del tutto in linea con il glamour imposto dagli imperativi cosmetici del prime time. Non si è purtroppo in grado di documentare chi ne abbia governato la rapida metamorfosi; né quanto quest’ultima possa influire nella scalata al Nazareno di un personaggio già molto impegnato con la regione. Ma ferme restando ubiquità e capacità di lavoro, perizia amministrativa e anche fermezza di carattere, almeno a prima vista Bonaccini si configura come un soggetto politico eminentemente esteriore, che esiste cioè nella misura in cui è visibile per piacere al pubblico – e il resto verrà, se verrà. D’altra parte la realtà è brutta, scriveva Nietzsche. E neanche a farlo apposta pochi mesi fa c’era un altro Stefano, di cognome Bagazzini, aspirante al trono di Canale5. Pure lui provvisto di barba a falcetto e dolce vita sotto la giacca. Ha corteggiato Gemma, poi Cristiana, quindi Elena. Vive a Fregene, ha fatto il parà, anche in Libano. Tanto in tv che nel congresso costituente del Pd l’autenticità, da molto lontano, fa ciao ciao.