Non c’è più la censura di una volta
di Francesco Merlo
La repressione della satira o del dissenso, si tratti di Tognazzi e Vianello, di Dario Fo o di Biagi, Santoro e Luttazzi, o ancora di Scurati, ha sempre il tratto rozzo e maldestro dell’obbedienza a un comando “non dato”