Meglio dirlo subito: se siete in cerca di buone notizie, questa lettura non fa per voi. Bisogna parlare di futuro e anche se ci aggrappiamo all'ottimismo della volontà, in questo momento a prevalere deve essere il pessimismo della ragione. Certo, la tendenza dei dati sembra migliorare, le misure di contenimento e distanziamento danno i primi effetti, così comincia a delinearsi la cosiddetta fase due. Ma prima di uscire a riveder le stelle dobbiamo essere consapevoli che ci attende un purgatorio fatto di rinunce, ricadute, vite lontane da quelle di prima, per un bel po'.
Spiega Luca Fraioli, facendo parlare gli esperti, che nella fase due ci scorderemo comunque le partite negli stadi, i concerti, tutti gli assembramenti (quindi magari anche le file di ombrelloni in spiaggia). E dovremo imparare a convivere con la mascherin ed essere pronti a nuove restrizioni nel caso l'epidemia abbia una recrudescenza. E avremo probabilmente scaricato un software che ci renderà tracciabili negli spostamenti e nei contatti. Insomma, più che fase due sarà una fase uno e mezzo.
Nel frattempo, i nostri figli si saranno dimenticati di cosa significhi andare a scuola, anche se saranno stati tutti ammessi alla classe successiva, o avranno sostenuto l'esame di maturità a distanza, nella speranza che almeno a settembre si possa tornare nelle aule, a incontrare quei prof che avranno tentato di garantire a tutti il massimo possibile date le condizioni. Ci vuole pazienza: Concita De Gregorio la chiama didattica della lentezza.
Come se non bastasse, il procuratore antimafia Cafiero De Raho, intervistato da Giuliano Foschini, avverte che le mafie non vanno in quarantena, anzi sono pronte ad approfittare della situazione per ampliare consenso e giro d'affari, distribuendo sussidi agli indigenti e offrendo soluzioni facili alle imprese in difficoltà: anche gli anticorpi contro il crimine, di questi tempi, abbassano le difese.
Però siccome di buone notizie abbiamo bisogno, magari possiamo consolarci sapendo che - a differenza del suo premier Boris Johnson - la scrittrice J.K. Rowlings sta meglio, è guarita dai sintomi che hanno fatto temere tutti i fan di Harry Potter. Ci piace pensare che sia stato un qualche Expecto Patronum a farle da scudo e che, alla fine, Lord Voldemort non vincerà.
Spiega Luca Fraioli, facendo parlare gli esperti, che nella fase due ci scorderemo comunque le partite negli stadi, i concerti, tutti gli assembramenti (quindi magari anche le file di ombrelloni in spiaggia). E dovremo imparare a convivere con la mascherin ed essere pronti a nuove restrizioni nel caso l'epidemia abbia una recrudescenza. E avremo probabilmente scaricato un software che ci renderà tracciabili negli spostamenti e nei contatti. Insomma, più che fase due sarà una fase uno e mezzo.
Nel frattempo, i nostri figli si saranno dimenticati di cosa significhi andare a scuola, anche se saranno stati tutti ammessi alla classe successiva, o avranno sostenuto l'esame di maturità a distanza, nella speranza che almeno a settembre si possa tornare nelle aule, a incontrare quei prof che avranno tentato di garantire a tutti il massimo possibile date le condizioni. Ci vuole pazienza: Concita De Gregorio la chiama didattica della lentezza.
Come se non bastasse, il procuratore antimafia Cafiero De Raho, intervistato da Giuliano Foschini, avverte che le mafie non vanno in quarantena, anzi sono pronte ad approfittare della situazione per ampliare consenso e giro d'affari, distribuendo sussidi agli indigenti e offrendo soluzioni facili alle imprese in difficoltà: anche gli anticorpi contro il crimine, di questi tempi, abbassano le difese.
Però siccome di buone notizie abbiamo bisogno, magari possiamo consolarci sapendo che - a differenza del suo premier Boris Johnson - la scrittrice J.K. Rowlings sta meglio, è guarita dai sintomi che hanno fatto temere tutti i fan di Harry Potter. Ci piace pensare che sia stato un qualche Expecto Patronum a farle da scudo e che, alla fine, Lord Voldemort non vincerà.