Niente panico, ci mancherebbe. Ma un pizzico di preoccupazione è lecito. Perché nessuno mette in dubbio la sicurezza del vaccino AstraZeneca, supportata dai numeri, dai test scientifici e dalle parole degli esperti; però va anche detto che il generale Figliuolo e la sua brigata di punturisti devono rivedere la strategia di vaccinazioni a tappeto varata da poche ore. In questo Monopoli anti-Covid è capitata una casella imprevisti. Le dosi di Oxford sono state sospese in tutta Europa e questo significa che in Italia la campagna si ferma: gli insegnanti e le altre categorie già in coda sono stati rimandati a casa, quelli in attesa sono stati avvisati via Whatsapp, quelli che hanno già fatto la prima iniezione stanno tra color che son sospesi, in attesa del pronunciamento dell'Ema. L'effetto logistico è che - fino a quando la questione AstraZeneca non verrà chiarita - milioni di fiale sulle quali il governo faceva affidamento per il suo piano non saranno disponibili e quindi bisognerà trovare una soluzione alternativa (leggi Pfizer), come ci raccontano Annalia Cuzzocrea e Alberto D'Argenio.
Ma c'è anche un aspetto sanitario che non può essere sottovalutato. Chi ha AstraZeneca in corpo o chi si prepara a riceverlo ha diritto a sapere come funzionano le procedure di verifica di un vaccino, quelle che sta effettuando l'Ema - l'agenzia europea del farmaco - e che i governi europei attendono per riattivare la somministrazione. Prova a spiegarcelo Elena Dusi, cercando di rendere comprensibile il dibattito intorno alla coagulazione del sangue che si è aperto negli ultimi giorni.
Quel che è certo, nel giorno in cui mezza Italia torna in zona rossa, è che notizie come queste non aiutano l'ottimismo, sembrano allontanare un traguardo già faticoso proprio quando appariva più vicino all'orizzonte. Ma quest'anno di pandemia ci ha fortificato. Per aspera, ad Astra(Zeneca).
Ma c'è anche un aspetto sanitario che non può essere sottovalutato. Chi ha AstraZeneca in corpo o chi si prepara a riceverlo ha diritto a sapere come funzionano le procedure di verifica di un vaccino, quelle che sta effettuando l'Ema - l'agenzia europea del farmaco - e che i governi europei attendono per riattivare la somministrazione. Prova a spiegarcelo Elena Dusi, cercando di rendere comprensibile il dibattito intorno alla coagulazione del sangue che si è aperto negli ultimi giorni.
Quel che è certo, nel giorno in cui mezza Italia torna in zona rossa, è che notizie come queste non aiutano l'ottimismo, sembrano allontanare un traguardo già faticoso proprio quando appariva più vicino all'orizzonte. Ma quest'anno di pandemia ci ha fortificato. Per aspera, ad Astra(Zeneca).