La cattiva notizia è che da qui a fine gennaio l'Italia potrebbe vedere il numero complessivo dei morti a causa del Covid salire fino a quota 90 mila. La stima, scrive Michele Bocci, è stata fatta dall'Institute for health metrics and evaluation dell’Università di Washington, finanziato dalla fondazione di Bill e Melinda Gates. La buona notizia, se vogliamo chiamarla così, è che, secondo quella stessa proiezione, la curva delle vittime di questa seconda ondata dovrebbe aver raggiunto il suo picco. I numeri purtroppo ancora molto alti degli ultimi giorni non risentono a sufficienza dell'effetto lockdown a colori. Ma la discesa è cominciata e questa tragica conta sarà molto più contenuta già a Natale.
In attesa di quella data, che il destino ha collocato quando siamo ancora nel pieno della pandemia, gli italiani - o almeno una parte di essi - esorcizzano il dramma cercando di dare una parvenza di normalità alle imminenti vacanze. Racconta Paolo Brera che il divieto di spostamenti tra regioni a partire dal 21 dicembre ha avuto come primo effetto una corsa alle prenotazioni di viaggi in treno e in aereo nel weekend precedente: chi vorrà raggiungere i propri cari lontani, chi non vorrà comunque rinunciare ad un po' di relax nei luoghi di villeggiatura, nonostante restrizioni e coprifuoco. E' un delicato equilibrio, da trovare oltre i moralismi e l'ipocrisia. Nell'anno peggiore della nostra vita (così lo ha definito Time), ci tocca anche questo: vivere e morire a Natale.
In attesa di quella data, che il destino ha collocato quando siamo ancora nel pieno della pandemia, gli italiani - o almeno una parte di essi - esorcizzano il dramma cercando di dare una parvenza di normalità alle imminenti vacanze. Racconta Paolo Brera che il divieto di spostamenti tra regioni a partire dal 21 dicembre ha avuto come primo effetto una corsa alle prenotazioni di viaggi in treno e in aereo nel weekend precedente: chi vorrà raggiungere i propri cari lontani, chi non vorrà comunque rinunciare ad un po' di relax nei luoghi di villeggiatura, nonostante restrizioni e coprifuoco. E' un delicato equilibrio, da trovare oltre i moralismi e l'ipocrisia. Nell'anno peggiore della nostra vita (così lo ha definito Time), ci tocca anche questo: vivere e morire a Natale.