La gita dentro porta

La gita dentro porta

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Per i cinesi non era Capodanno, per tutto il resto del mondo sì. In quel primo giorno del 2020, l'Organizzazione mondiale della Sanità venne avvisata della presenza di polmoniti anomale nella città di Wuhan. Cento giorni dopo, quel virus sviluppatosi nel vecchio 2019 (da cui il nome di battesimo, Covid 19) ha trasformato l'anno successivo nel più disastroso del nuovo millennio: come racconta Luca Fraioli, la profezia dello "spillover", il salto di specie che provoca la pandemia, si è avverata. In cento giorni il mondo è cambiato in modo irreversibile, perché tutti sappiamo che nulla sarà più come prima. La Cina nel frattempo, che per prima ha combattuto la sua battaglia contro il virus, sta ricominciando a vivere: si vedono le foto dei ragazzi che tornano a scuola rispettando il distanziamento sociale, banchi ben separati, mascherine, ingressi scaglionati.

E noi? Intanto sappiamo che dovremo stare a casa fino al 3 maggio, il governo, spiega Annalisa Cuzzocrea, non vuole correre rischi affrettando la ripartenza. Qualcosina riaprirà, alcune attività produttive e le cartolibrerie, soprattutto per andare incontro alle esigenze degli studenti. Per il resto c'è ancora da aspettare, per non rischiare di ritrovarci alla casella di partenza. Lo ribadisce anche Walter Ricciardi, il consulente del ministro della Sanità Speranza, intervistato da Michele Bocci. Nel frattempo, prepariamoci alla Pasqua più incredibile della nostra vita, con la messa in televisione, l'abbacchio in cucina e la gita di Pasquetta, rigorosamente dentro porta.