Un Bel Respiro
(agf)

Un Bel Respiro

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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si scrolla di dosso la pioggia di Villa Pamphilj e ripara in uno studio tv, quello di Massimo Gramellini su RaiTre. Lì dice che nessuno vuole perdere tempo. E che gli Stati generali non sono affatto inutili. "Dobbiamo avere dei piani precisi per usare i fondi, come la banda larga in tutte le case, mettere le scuole in sicurezza energetica, digitalizzare il sistema dei pagamenti. Si tratta dunque di fare delle scelte di fondo".

Collegata come tutti in videoconferenza – eccezion fatta per il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, unico ospite “in presenza”, davanti al governo riunito nel verde di Roma – la presidente della Commissione europea al mattino aveva usato una frase ad effetto, l”Europa s’è desta”. Ma all’Italia un minuto dopo aveva anche chiesto riforme e investimenti ambiziosi, ovvero progetti che prevedano una giustizia più rapida, una pubblica amministrazione efficiente, disegni di sviluppo tangibili per la scuola e una svolta fiscale.

A questo servono gli Stati generali, in fondo. A rassicurare l’Europa che siamo mossi dalle migliori intenzioni e che faremo buon uso di quei 172 miliardi che il piano dell’Unione – un bazooka da 750 miliardi contro la crisi del Covid - immagina per noi. Intanto c’è da pensare al Mes. Ai 36 miliardi destinati alla sanità. Il 19 giugno, al Consiglio europeo, la discussione sarà avviata. Ma serviranno nuovi incontri a luglio, forse altre due sessioni per arrivare a chiudere la partita e per far masticare al Movimento Cinquestelle una parola indigeribile che però corrisponde a una boccata d’ossigeno, sì proprio quello, per malati e medici.

Davanti c’è una settimana ancora di Stati generali. Sarà un caso ma si tengono al Casino del Bel Respiro.