The show must go on
(vasini)

The show must go on

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Uno spettro si aggira per l'Europa, lo spettro del lockdown. I contagi aumentano ovunque ma i governi sanno di non potersi permettere la terapia d'urto della scorsa primavera: le economie nazionali non reggerebbero un secondo shock. Un dato fotografa la situazione, un numero, una cifra tonda. A fornirlo è Eurostat, l'Istituto europeo di statistica:  la crisi causata dalla pandemia è costata 10 milioni di posti di lavoro, come racconta Rosaria Amato.Grecia, Spagna e Francia i paesi più colpiti. Anche l'Italia, ovviamente, fa i conti con la disoccupazione e il governo mette in campo un piano da 17 miliardi per rilanciarla.

Ma c'è un settore che finora ha dovuto subire più di altri gli effetti delle misure anti-contagio, i divieti di assembramenti, l'impossibilità di tornare alla vita normale: è il comparto dei lavoratori dello spettacolo, non solo e non tanto chi sta sul palcoscenico ma soprattutto chi lavora dietro le quinte. Sono le altre vittime del Covid, quelle e quelli dei "bauli" che hanno protestato simbolicamente in piazza Duomo a Milano. Ce ne parla Arianna Finos, elencando i numeri del dramma: 250 mila lavoratori che ruotano intorno ai concerti dal vivo sono fermi, mentre dei 300 mila dipendenti del comparto teatrale, solo la metà è attiva. Chiedono di poter ripartire, in sicurezza, rispettando il distanziamento e le norme igieniche.

L'appello a salvare il mondo della musica è raccolto anche dal direttore d'orchestra Antonio Pappano, che intervistato da Leonetta Bentivoglio chiede al governo di rivedere la stretta sugli spettacoli dal vivo, visto che il prossimo Dpcm sembra voler limitare la presenza del pubblico a 200 persone. Insomma, la sicurezza e la salute sono prioritarie, ma non si può chiudere tutto. The show must go on.