La legge dei numeri

La legge dei numeri

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È la freddezza matematica dei numeri a scandire un'altra giornata drammatica sul fronte Covid. Prima arrivano le cifre del decreto ristoro, i soldi che il governo ha stanziato a tempo di record per le categorie colpite dal semi-lockdown: migliaia di euro a ristoratori, baristi, gestori di discoteche, come scrive Roberto Petrini. Saranno 460 mila le imprese a beneficiarne, entro il 15 novembre. E poi aiuti ai lavoratori stagionali, cassa integrazione prorogata.
 
Il premier Conte annuncia le misure in conferenza stampa quasi in contemporanea all'uscita del bollettino giornaliero sui contagi. E sono questi altri numeri a preoccupare: quasi 22 mila positivi, 221 morti (come a maggio). L'orologio della pandemia torna indietro, ci riporta alla fase uno e con essa allo spettro che finora si è voluto evitare: quello di un nuovo lockdown. Racconta Tommaso Ciriaco che, di fronte all'evidenza dei numeri, anche a Palazzo Chigi vacilla la certezza di poter scongiurare lo scenario più rigido, magari arrivando alla chiusura delle scuole, il cui effetto acceleratore del contagio sembra sempre più evidente. Del resto la Francia, che sta messa poco peggio di noi, si prepara a chiudere quasi tutto un'altra volta.

 Si può discutere all'infinito su cause, responsabilità, efficacia dei provvedimenti. Ma poi bisogna arrendersi alla legge dei numeri.