Questa campagna d’autunno contro l’influenza stagionale avrebbe dovuto essere la più estesa e veloce di sempre. Gli inviti degli esperti a vaccinarsi e a vaccinare la più ampia fetta possibile di popolazione erano iniziati già prima dell’estate. E la spiegazione che immunizzarsi almeno contro l’influenza avrebbe permesso di non confondere qualsiasi malanno con il Covid, e di non sovraccaricare il lavoro di medici e ospedali, era sembrato il perfetto assioma del buon senso applicato alla prevenzione.
Invece per molti, forse per troppi, la richiesta di una dose di vaccino è diventata una caccia al tesoro. E i racconti di persone a rischio che hanno atteso settimane o di pazienti che si sono visti cancellare l’appuntamento già fissato con il medico o di ricette rimaste in giacenza in farmacia senza esito, sono diventate all’ordine del giorno. Finché in diverse regioni, come la Lombardia, il Piemonte o la Puglia, la somministrazione si è di fatto interrotta.
L’introvabilità del vaccino anti influenzale ha adesso una spiegazione. Scrive Michele Bocci che almeno tre case farmaceutiche non sono riuscite a rispettare gli impegni presi con le Regioni. Di fatto hanno venduto più dosi di quante ne potevano produrre, tanto che al momento nel nostro Paese ne mancano all’appello almeno 3 milioni.
Questo ritardo è ingiustificabile secondo Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano. “Il problema è serio”, dice nell’intervista a Elena Dusi. “Mi chiedo come faremo in queste condizioni a mettere in piedi una campagna senza precedenti come quella per il Covid”.
Invece per molti, forse per troppi, la richiesta di una dose di vaccino è diventata una caccia al tesoro. E i racconti di persone a rischio che hanno atteso settimane o di pazienti che si sono visti cancellare l’appuntamento già fissato con il medico o di ricette rimaste in giacenza in farmacia senza esito, sono diventate all’ordine del giorno. Finché in diverse regioni, come la Lombardia, il Piemonte o la Puglia, la somministrazione si è di fatto interrotta.
L’introvabilità del vaccino anti influenzale ha adesso una spiegazione. Scrive Michele Bocci che almeno tre case farmaceutiche non sono riuscite a rispettare gli impegni presi con le Regioni. Di fatto hanno venduto più dosi di quante ne potevano produrre, tanto che al momento nel nostro Paese ne mancano all’appello almeno 3 milioni.
Questo ritardo è ingiustificabile secondo Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano. “Il problema è serio”, dice nell’intervista a Elena Dusi. “Mi chiedo come faremo in queste condizioni a mettere in piedi una campagna senza precedenti come quella per il Covid”.