Le escluse
(agf)

Le escluse

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Nella proporzione di 99 a 2, esattamente 99mila donne rimaste senza occupazione fra il novembre e il dicembre scorso contro duemila uomini, sta la dimensione dell’esclusione femminile dal mondo del lavoro provocata dalla pandemia e rilevata dall’Istat. Man mano che la seconda ondata di Covid 19 è montata e le restrizioni si sono inasprite, un esercito di autonome e precarie è rimasto a casa, suggellando un anno disastroso per l’occupazione femminile, in cui tre lavoratori su quattro rimasti senza impiego sono donne.

La soluzione, secondo Linda Laura Sabbadini, è investire sulla cura. “Questa è una crisi atipica – scrive- Ha colpito di più il settore dei servizi, in particolare turismo, ristorazione, alberghi, servizi domestici, cultura, dove più presenti sono le donne. È crisi della cura che nasce dalla incapacità dei governi di comprendere che le infrastrutture sociali sono vitali per l’intero Paese e la cura degli altri non può essere delegata solo alle donne”.

Ma la pandemia, il lockdown, la didattica a distanza hanno portato anche un altro contraccolpo. L’aumento  del 30 per cento dei casi di giovani malate di disturbi del comportamento alimentare. “Sono sempre di più le bambine e le ragazze che si sentono diverse dalle altre, hanno male all’anima, e non trovano altro modo per dirlo se non attraverso il cibo” scrive Michela Marzano in un dialogo con Ambra Angiolini, a pochi mesi dall’uscita del libro “InFame”, in cui Angiolini racconta la sua battaglia contro la bulimia. “Ora l’allarme è alto” riflette. “Tutti ne parlano, tutti si preoccupano. E poi? C’è il rischio che, col tempo, tutti se ne dimentichino”.