Un richiamo irresistibile, quello di Matteo Renzi per il mondo arabo. Il 28 gennaio, a poche ore dalle consultazioni al Quirinale che poi avrebbero fatto nascere il governo Draghi, il leader di Italia viva era con il suo amico (cit) bin Salman a Riad, ospite della Future investment initiative, la “Davos del deserto”, in qualità di conferenziere ben remunerato, 80 mila euro l’anno. In quell’occasione Renzi aveva parlato di neo-Rinascimento dell’Arabia Saudita, ne erano derivate polemiche non ancora sopite, riaccese a fine febbraio per il report della Cia sulla morte del giornalista dissidente Khashoggi, che certificava la responsabilità di bin Salman per quell’assassinio.
Tra il 6 e l’8 marzo l'ex premier è poi volato a Dubai, negli Emirati Arabi, per faccende private delle quali non ha voluto dare spiegazioni. Ieri è infine spuntato nel paddock della Formula 1 in Bahrain, con il principe dell’Emirato Al Khalifa e il presidente della Federazione internazionale dell'automobile (Fia) Jean Todt.
Tre trasferte mediorientali in due mesi. L'ufficio stampa del senatore, dato il sollevamento via social, ha diramato una nota: “I suoi viaggi non costano un centesimo al contribuente. Le norme sono rispettate. Martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act. I viaggi di Renzi riguardano Renzi”. Però li osservano tutti, a distanza di sicurezza. Dalle zone rosse e arancioni, dove si aspettano i vaccini, le terapie intensive sono di nuovo in forte sofferenza, non si possono andare a trovare amici e parenti, le scuole si fanno in Dad, bar e ristoranti sono chiusi e la Pasqua sarà tra quattro mura. Ragioni personali a parte, forse il punto è un po’ questo.
Tra il 6 e l’8 marzo l'ex premier è poi volato a Dubai, negli Emirati Arabi, per faccende private delle quali non ha voluto dare spiegazioni. Ieri è infine spuntato nel paddock della Formula 1 in Bahrain, con il principe dell’Emirato Al Khalifa e il presidente della Federazione internazionale dell'automobile (Fia) Jean Todt.
Tre trasferte mediorientali in due mesi. L'ufficio stampa del senatore, dato il sollevamento via social, ha diramato una nota: “I suoi viaggi non costano un centesimo al contribuente. Le norme sono rispettate. Martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act. I viaggi di Renzi riguardano Renzi”. Però li osservano tutti, a distanza di sicurezza. Dalle zone rosse e arancioni, dove si aspettano i vaccini, le terapie intensive sono di nuovo in forte sofferenza, non si possono andare a trovare amici e parenti, le scuole si fanno in Dad, bar e ristoranti sono chiusi e la Pasqua sarà tra quattro mura. Ragioni personali a parte, forse il punto è un po’ questo.