Ester Cohen parlava così due giorni fa alla radio israeliana 103 Fm. Da ieri è indagata come l’ex marito per il sequestro del nipotino Eitan, sei anni, il piccolo superstite della funivia del Mottarone che sabato è stato portato da Pavia a Tel Aviv con l’inganno. Shmuel Peleg, il nonno militare che l’ha fatto salire su macchina e poi aereo verso Israele, è inoltre agli arresti domiciliari sino a venerdì proprio in quella abitazione in cui dovrebbe trovarsi Eitan, stando ai media israeliani. L’uomo è stato interrogato a lungo dalla polizia e poi è scattata la misura, gli è anche stato ritirato il passaporto. Etty, la nonna che nella strage del 23 maggio ha perso figlia, l’altro nipotino, il genero e i suoi genitori, sembra abbia avuto un ruolo nel rapimento. Forse anche lei era in Italia l’11 settembre, o comunque nei giorni immediatamente precedenti. Aya Biran, la zia tutrice di Eitan, ha presentato al Tribunale per le questioni familiari di Tel Aviv la richiesta di far rientrare il piccolo nel nostro Paese, chiedendo l'applicazione della Convenzione dell'Aja sui minori. Una possibilità prevista dal trattato per chi ha l’affido, anche senza l'intermediazione delle autorità centrali. E ha intenzione di andare a Tel Aviv. La guerra delle famiglie continua. Cosa accadrà e quando ovviamente è presto per dirlo. Ma una domanda preme più di tutte le altre. Come sta Eitan?
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