Manca una settimana all’inizio delle votazioni per il presidente della Repubblica, si comincerà alle ore 15 del 24 gennaio. Sarà un voto a oltranza, in teoria: se non eleggeranno un nuovo capo dello Stato nei primi giorni, i 1009 grandi elettori andranno in Aula anche il sabato e la domenica. 1009 in verità non saranno: attualmente si contano 29 deputati e 6-8 senatori positivi, e i positivi non possono votare, ma l'istruttoria su questo tema continua.
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Il presidente Fico, in ogni modo, è orientato a pronunciare solo il cognome del candidato votato, durante lo scrutinio: così facendo dovrebbe depotenziare le strategie di Silvio Berlusconi, che – per misurare la fedeltà dei suoi alleati e contenere i franchi tiratori – prevede l’utilizzo di una formula-codice per ciascuno: i grandi elettori di Forza Italia dovrebbero scrivere sulla scheda “Berlusconi”, quelli della Lega “Silvio Berlusconi”, quelli di Fratelli d’Italia “Berlusconi Silvio” e così via.
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Fa notizia inoltre la lettera segreta (una mail) che Denis Verdini, peraltro suocero di Matteo Salvini (sua figlia Francesca è la giovane compagna del leader del Carroccio) dai domiciliari scrive a Dell’Utri e Confalonieri, scoop del Tirreno. Verdini nasce imprenditorialmente titolare di macellerie per finire politicamente senatore di Altro. In carica sino al 2018, nel 2020 condannato in via definitiva per il crac del Credito cooperativo fiorentino, vanta una carriera di palazzo cominciata nel Psi e e cresciuta in Forza Italia. Il patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, sancito 8 anni fa esatti – era il 18 gennaio 2014 – viene siglato anche grazie alla sua incessante azione. La rottura con il Cavaliere è dell’anno successivo, guarda caso quando è stato eletto al Quirinale Sergio Mattarella. Ma cosa scrive Verdini nella mail? Spiega quali strategie e trucchi dovrebbe seguire l’ex premier, ma soprattutto strizza l'occhio al 'genero' Matteo Salvini: "Ciò che non si può pretendere" dal leader della Lega è che "rinunci al tentativo di esercitare un ruolo da king maker", appunta. Ovvero, "gli si può chieder lealtà ma non fedeltà assoluta. Un'eventuale sconfitta sul Quirinale pregiudicherebbe la sua carriera politica". Che fare, dunque? Intanto Berlusconi garantisca che Forza Italia starà ancora nel centrodestra: "Niente patti con Letta e Renzi", via "il chiacchiericcio" dai giornali sulla possibilità che possa appoggiare, in caso di suo fallimento "Draghi, Amato o chissà chi altri, spaccando il centrodestra". Perché "se Salvini o Meloni capissero che il 'Nostro'- (ndr, Berlusconi) ha seconde carte o piani B, sarebbe l'intero centrodestra a saltare per aria".