L’uccisione dell’avvocata Martina Scialdone, 35 anni, specializzata in diritto di famiglia, al fianco anche di donne vittime di violenza e assassinata da un ex di 61 anni davanti al ristorante romano dove con lui a tavola aveva discusso in modo vistoso, dove lei si era rifugiata in bagno, lascia aperti molti interrogativi. Come sempre, verrebbe voglia di dire: si poteva fare qualcosa? Perché è stato possibile, perché è accaduto? Capiremo di più nei prossimi giorni, ma intanto oggi Telefono Rosa organizza un presidio su quel marciapiede dove Costantino Bonaiuti, ingegnere dell’Enav, campione regionale di tiro a segno, le ha sparato, centrandole il petto con una pallottola. E sollecita la premier Meloni a occuparsi di femminicidi, che la violenza di genere sia in cima alla sua agenda. Qui ora riflettiamo ancora sul governo e sulle sue prospettive, oggi i titoli sono sull’Autonomia leghista. Ma ci soffermiamo anche su Ignazio La Russa, presidente del Senato irrimediabilmente loquace.