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Uno spiraglio c’è. La riforma della cittadinanza per gli stranieri sembrava finita in fondo a un cassetto, con l’arrivo al governo della destra trazione Meloni. Eppure è palese quanto sia fuori dal tempo la legge datata 1992 che, sulla base dello ius sanguinis, tramanda il diritto ad essere gli italiani di padre in figlio, per discendenza di sangue. A vuoto i tentativi del passato, di aiutare bambini e ragazzi nati da genitori stranieri e cresciuti in Italia ad accelerare il percorso, evitare di aspettare i diciotto anni, per vedersi riconoscere italiani. Silenzio totale sul tema da due anni, da quando la destra governo. Ma ora qualcosa si muove: Forza Italia assicura che farà sul serio, in autunno presenterà una sua proposta di legge sulla cittadinanza, probabilmente sul modello dello ius scholae, per garantire il diritto a chi nel nostro Paese completa un ciclo di studi.

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