Politica

RIFORMA LAVORO

Napolitano: "Basta giovani precari e sfruttati"
Camusso: "Controriforma non passerà"

Appello del presidente della Repubblica a istituzioni e sindacati per un impegno comune. Duro il segretario della Cgil: "Sui licenziamenti il presidente del Consiglio non ha convinto nessuno". Bonanni: "Governo accetti modello tedesco con reintegro". Di Pietro: "Monti si occupi degli italiani". E Alfano: "Temiamo condizionamenti dall'estrema sinistra"

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ROMA
- Basta con i giovani precari e sfruttati: il pensiero del presidente della Repubblica va in primo luogo alle ultime generazioni, "sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile". E che devono poter accedere al mercato del lavoro in modo da non essere penalizzate "da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento". Giorgio Napolitano richiama istituzioni e organizzazioni sindacali ad un impegno comune in contro la disoccupazione, piaga che colpisce in primo luogo donne e giovani.
Intervenendo con un messaggio inviato al segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, in occasione del terzo congresso confederale, il capo dello Stato fa appello alle parti sociali perché contribuiscano a sviluppare "un confronto aperto e costruttivo sulle soluzioni da perseguire con forte spirito unitario".

Ma poi il presidente fa un riferimento preciso alle polemiche di questi giorni sulla riforma del mercato del lavoro e lancia un appello ai sindacati: "L'attiva partecipazione delle organizzazioni sindacali al dibattito pubblico e alla vita sociale" rappresenta "per il nostro Paese, in un momento di crisi ma anche di grandi opportunità di riforme sociali, una preziosa risorsa per perseguire quella crescita equa e sostenibile di cui l'Italia ha urgente bisogno", sottolinea il presidente.

I toni del confronto fra governo, partiti e parti sociali però non si abbassano. In mattinata Susanna Camusso ha avuto parole dure nei confronti di Mario Monti, accusando il premier di aver cercato lo strappo sull'articolo 18 e ricordando che il Parlamento ha un dovere morale nei confronti del Paese e dei lavoratori. Sulla modifica dell'articolo 18 "il governo ha deciso uno strappo, forse ha immaginato che un suo consenso fosse tale da consentirgli questa operazione ma non ha funzionato", dice la leader Cgil a margine dell'attivo di quadri e delegati della Camera.

E aggiunge "i lavoratori e le lavoratrici hanno ben capito di cosa stiamo parlando e se lo hanno bene chiaro sono in grado di dirlo a tutti gli altri". "E se questo Paese lo dice - continua - siamo certi che alla fine non passerà la controriforma del mercato del lavoro". "Il Parlamento ha il dovere morale, non tecnico, di guardare a cosa pensa il Paese, i lavoratori e le lavoratrici" prima di varare la riforma del mercato del lavoro, dice ancora Camusso.

E torna anche sul tema delle pensioni: "E' scandaloso che l'Inps non sia in grado di stabilire l'entità degli esodati e delle ricongiunzioni onerose". Tema che sta particolarmente a cuore anche al Pd, che chiede al ministro Fornero che i risparmi della riforma vadano agli "esodati", quei lavoratori che per effetto della riforma si trovano senza stipendio e senza pensione, avendo concluso una trattativa in base alla vecchia legge, ma trovandosi in attesa visto che la riforma ha spostato in avanti l'età minima per ritirarsi. Il capogruppo in commissione lavoro Cesare Damiano, in conferenza stampa alla Camera insieme alla deputata Marialuisa Gnecchi, sottolinea che c'è la "necessità di risolvere questo problema politico e sociale. Il ministro Fornero ha promesso di presentare una proposta di legge ad hoc entro giugno; vigileremo perchè ciò avvenga", ha detto.

Sulla riforma del mercato del lavoro, per Raffaele Bonanni il governo dovrebbe accettare il modello tedesco. "Evitiamo così discussioni inutili e ci predisponiamo alla battaglia per la crescita, che si ottiene attraverso la concordia nazionale", dice il leader della Cisl, intervenendo al congresso dell'Ugl, richiamando il modello tedesco sulla base del quale, alla fine dell'iter, "si va dal giudice il quale decide se è reintegro o indennizzo". 

Un duro attacco al governo arriva anche da Nichi Vendola. "Monti è peggio di Berlusconi ed Elsa Fornero peggio di Sacconi", dice il leader di Sel dopo la direzione del partito e torna ad attaccare sull'articolo 18. "Ieri Monti ha detto che le imprese non assumono perché non possono licenziare. E' una menzogna insopportabile in un Paese come l'Italia, dove le imprese si informano della mafia e della corruzione, della lentocrazia burocratica non dell'articolo 18". "Queste sono le vere barriere alle assunzioni", secondo il leader di Sel, che fa appello al Pd perché mandi a casa il professore. "Un governo che fa una riforma del mercato del lavoro che non affronta i nodi e peggiora drammaticamente la civiltà e la cultura dei diritti deve essere mandato a casa, non merita di vivere", ha risposto Vendola ai cronisti che gli chiedevano se il Pd debba o meno staccare la spina a Monti.

Anche Antonio Di Pietro incalza il presidente del Consiglio: "Invito Monti a occuparsi dei problemi degli italiani e non della sua immagine e del suo ego che ormai sta diventando ipertrofico", attacca. 

Il Pdl, dal canto suo, teme che sulla riforma del mercato del lavoro il Paese venga condizionato dall'estrema sinistra. A dirlo è il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ospite di Forcaffè il web-editoriale del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Dobbiamo creare più occupazione e, quindi, la riforma del mercato del lavoro non deve servire a licenziare meglio ma ad assumere di più", dice Alfano. "Noi del Pdl temiamo che la Fiom, la parte estrema della Cgil, condizioni la stessa Cgil che a sua volta condizioni il Pd, il quale condizioni il Governo. C'è il rischio, alla fine, che il Paese venga condizionato da una parte estrema della sinistra", conclude.





 
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