Il governo incassa due delle quattro fiducie poste sul ddl lavoro, che introduce il nuovo art.18 e modifica le tipologie dei contratti. Le votazioni non hanno riservato sorprese e alla fine il governo ha ottenuto rispettivamente 456 sì, 77 no e 19 astenuti; 430 sì, 74 no e 11 astenuti. Dopo il primo "Sì" sugli articoli da 1 a 21 (flessibilità in entrata e articolo 18), è arrivato quindi l'ok anche al secondo pacchetto di misure (sugli articoli che riguardano gli ammortizzatori sociali). La fiducia sugli altri due articoli del ddl sarà votata domani a partire dalle 9.30, mentre l'approvazione definitiva della riforma è prevista invece per il tardo pomeriggio.
In attesa del voto finale, il premier Mario Monti ha insistito sull'importanza di questa riforma per poter andare a trattare con la Merkel avendo fatto i compiti. Ma lo stesso presidente del Consiglio si è solennemente impegnato nell'aula della Camera di intervenere presto con modifiche al testo, nei punti chiesti da Pd e Pdl. E per quest'ultimo a ribadire le richieste è stato l'ex premier Silvio Berlusconi.
Tra le novità approvate in serata c'è anche nuova struttura degli ammortizzatori sociali, con la nuova Aspi, l'Assicurazione sociale per l'impiego. Prima di questo passaggio parlamentare, Monti, parlando alla Camera sul Vertice Ue del 27 e 28 giugno, ha insistito sulla rilevanza della riforma del mercato del lavoro per potersi presentare più forte all'appuntamento. L'Italia deve essere un paese con i conti in ordine, ma anche con le "riforme strutturali" senza le quali la Germania non vuole cedere alla messa in comune delle garanzie sul debito, come ha ribadito la cancelliera Angela Merkel anche ieri. Il presidente del Consiglio ha detto che domani, subito dopo il voto finale, scriverà al presidente del Consiglio europeo, per sottolineare i "progressi" dell'Italia nelle riforme strutturali.
Ma Monti si è fatto carico delle obiezioni dei partiti della sua maggioranza, specie il Pdl, che votano le quattro fiducie pur non condividendo del tutto il provvedimento. Di qui "l'impegno del governo", ribadito da Monti, di modificare in successivi provvedimenti il ddl nella parte della flessibilità in entrata, come ha chiesto il Pdl, nonchè in quella sugli ammortizzatori sociali, come chiede il Pd, senza dimenticare gli esodati.
Questa sera in aula non c'era Silvio Berlusconi, che proprio oggi ha pranzato con il premier Monti. Sempre dal partito di maggioranza relativa in Parlamento alla prima fiducia ci sono stati quattro voti contrari, come avevano preannunciato Renato Brunetta e Guido Crosetto hanno votato no, ma anche Francesco Alacri e Viviana Beccalossi. Dopo l'incontro a Palazzo Chigi con Monti Berlusconi ha detto: "Abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo voteremo la fiducia nonostante condividiamo il parere del presidente del Confindustria su questa legge" che, come noto, l'ha definita "una boiata". Della stessa opinione di Confindustria, ma per ragioni opposte, è anche il sindacato, con la Cgil che domani terrà una serie di manifestazioni contro la riforma nelle principali città italiane.
In attesa del voto finale, il premier Mario Monti ha insistito sull'importanza di questa riforma per poter andare a trattare con la Merkel avendo fatto i compiti. Ma lo stesso presidente del Consiglio si è solennemente impegnato nell'aula della Camera di intervenere presto con modifiche al testo, nei punti chiesti da Pd e Pdl. E per quest'ultimo a ribadire le richieste è stato l'ex premier Silvio Berlusconi.
Tra le novità approvate in serata c'è anche nuova struttura degli ammortizzatori sociali, con la nuova Aspi, l'Assicurazione sociale per l'impiego. Prima di questo passaggio parlamentare, Monti, parlando alla Camera sul Vertice Ue del 27 e 28 giugno, ha insistito sulla rilevanza della riforma del mercato del lavoro per potersi presentare più forte all'appuntamento. L'Italia deve essere un paese con i conti in ordine, ma anche con le "riforme strutturali" senza le quali la Germania non vuole cedere alla messa in comune delle garanzie sul debito, come ha ribadito la cancelliera Angela Merkel anche ieri. Il presidente del Consiglio ha detto che domani, subito dopo il voto finale, scriverà al presidente del Consiglio europeo, per sottolineare i "progressi" dell'Italia nelle riforme strutturali.
Ma Monti si è fatto carico delle obiezioni dei partiti della sua maggioranza, specie il Pdl, che votano le quattro fiducie pur non condividendo del tutto il provvedimento. Di qui "l'impegno del governo", ribadito da Monti, di modificare in successivi provvedimenti il ddl nella parte della flessibilità in entrata, come ha chiesto il Pdl, nonchè in quella sugli ammortizzatori sociali, come chiede il Pd, senza dimenticare gli esodati.
Questa sera in aula non c'era Silvio Berlusconi, che proprio oggi ha pranzato con il premier Monti. Sempre dal partito di maggioranza relativa in Parlamento alla prima fiducia ci sono stati quattro voti contrari, come avevano preannunciato Renato Brunetta e Guido Crosetto hanno votato no, ma anche Francesco Alacri e Viviana Beccalossi. Dopo l'incontro a Palazzo Chigi con Monti Berlusconi ha detto: "Abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo voteremo la fiducia nonostante condividiamo il parere del presidente del Confindustria su questa legge" che, come noto, l'ha definita "una boiata". Della stessa opinione di Confindustria, ma per ragioni opposte, è anche il sindacato, con la Cgil che domani terrà una serie di manifestazioni contro la riforma nelle principali città italiane.