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<img src="https://puntoitalia.online/static/images/rubriche/2012/cambiare-la-legge.jpg" alt="" /><br /> BERLINO

Germania, finanziamenti ai partiti
solo con bilanci e donazioni trasparenti

Il tetto di spesa complessivo  è di 150,8 milioni: 70 centesimi per ogni elettore e 38 per ogni euro speso nell'attività politica. Controlli rigidi che non hanno evitato alcuni scandali

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BERLINO - In Germania sia il finanziamento pubblico dei partiti sia le donazioni di aziende o privati alle forze politiche sono una sfera rigidamente e chiaramente definita dal Grundgesetz, la democraticissima, garantista, pacifista Costituzione federale, sia da leggi entrate successivamente in vigore, prima e dopo la riunificazione.

IL SISTEMA BRITANNICO
IL SISTEMA FRANCESE

I partiti in Germania hanno tutti diritto a un finanziamento pubblico, ma il tetto di spesa complessivo è rigido: non più di 150,8 milioni l'anno per tutti i finanziamenti - federali o dei Bundeslaender, cioè i 16 Stati - a tutte le forze politiche. E una delle precondizioni indispensabili per ottenere il finanziamento pubblico è l'assoluta trasparenza di bilanci e conti di ogni partito, che devono essere resi pubblici ogni anno, e la dichiarazione precisa di ogni 'Spende', cioè donazione, ricevuta da imprese o da cittadini. Incassare fondi neri vuol dire mettere in discussione indirettamente il proprio diritto ad avere il finanziamento pubblico: in ogni caso devi restituire quella parte corrispondente alle somme entrate nelle casse del partito e non dichiarate.

Il calcolo dei finanziamenti pubblici ai singoli partiti, fatto salvo appunto il limite assoluto dei 150,8 milioni per la somma globale da dividere tra tutti, è complesso. Uno schema è la distribuzione di 70 centesimi per ogni voto conquistato e 38 centesimi per ogni euro speso per l'attività politica. La soglia minima al di sotto del quale non puoi ricevere finanziamenti pubblici è molto inferiore alla soglia minima del 5 per cento dei voti totali espressi necessaria a conquistare seggi a qualsiasi livello. La soglia minima per accedere ai finanziamenti pubblici è infatti raccogliere lo 0,5 per cento dei voti alle elezioni europee o nazionali oppure l'1 per cento a quelle che si tengono nei Bundeslaender o a livello comunale.

Il finanziamento pubblico dei partiti esiste in Germania con il fine dichiarato di rendere le forze politiche autonome da lobbies e gruppi d'interesse, e le leggi in vigore postulano come precondizione una separazione totale tra bilanci pubblici e bilanci dei partiti. Ciò nonostante, scandali per donazioni illecite, non dichiarate, ci sono stati anche qui. Decenni addietro, molto prima della riunificazione, scoppiò l'affaire Flick, dal numero del colosso industriale che versò fondi neri a tutti i partiti per ingraziarseli. Poi nel primo decennio dell'attuale secolo addirittura il padre della riunificazione tedesca e dell'Europa unita, l'ex cancelliere Helmut Kohl, fu travolto dalla scoperta di pagamenti in nero che aveva raccolto non per sé ma per il suo partito, la Cdu. Kohl personalmente non si era messo un tasca un centesimo, ma aiutò il partito a pagare la multa comminatale dalle autorità mettendo un'ipoteca sulla sua casa.

 
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