ROMA - Maroni, in un'intervista a Radio 24, torna sull'impegno "preso per iscritto" da Silvio Berlusconi a non candidarsi alla presidenza del Consiglio. "Il suo - ha detto il leader della Lega - è un atto di generosità". Riguardo poi alle indiscrezioni che l'accordo sia stato scritto sull'unico pc disponibile nella notte ad Arcore, in guardiola, Maroni ha smentito: "Non è assolutamente vero, sono cose di colore che scrivono i giornali. È stata una cosa normalissima, i retroscena sono invenzioni dei giornali".
Dopo l'accordo siglato con il Pdl ieri in vista delle elezioni, Maroni è tornato quindi sul nodo della premiership. Il candidato premier, ha spiegato il segretario della Lega, si deciderà insieme dopo il voto, come aveva già detto il Cavaliere. "Berlusconi ieri - ha aggiunto Maroni - ha anticipato la propria preferenza per Angelino Alfano, io ho detto benissimo, mi sta bene Alfano, è una persona che stimo e con cui ho lavorato come ministro, io aggiungo anche la figura di Giulio Tremonti che è una persona sicuramente in grado di svolgere questa attività. Però l'accordo è che ci vedremo io e lui e decideremo insieme qualora dovessimo vincere le elezioni".
VIDEO Bersani: "Asse Pdl-Lega inquietante"
Per il segretario federale della Lega Nord si è arrivati all'intesa dopo "una lunga trattativa partendo da due presupposti: il primo è che il Pdl ha finalmente capito che ha fatto male a sostenere il governo Monti, che ha fatto danni, e si è messo all'opposizione. Il secondo è che Lega e Pdl sono al governo insieme in quattro regioni del nord, cioè Piemonte, Veneto, Friuli e Lombardia, e in quasi 500 amministrazioni comunali nel nord. L'alleanza Lega-Pdl è nei fatti".
Diverso il giudizio del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, che ha commentato con sarcasmo la ritrovata intesa tra i due ex alleati, definita "un accordo della disperazione, un deja vu un po' triste". "Non si capisce - rincara - chi tra Berlusconi, Tremonti e Alfano sia il candidato vero. Dobbiamo fare una caccia al tesoro per capirlo". "Nella Lega e nel Pdl - ha detto ancora Casini - si vergognano di Berlusconi e lo affiancano con altri due nomi di comodo: Alfano e Tremonti". Il leader dell'Udc ha poi confermato l'intenzione di inserire in lista il segretario Lorenzo Cesa. "Sarà candidato come è stato fatto negli ultimi 15 anni. La sua candidatura non è mai stata in discussione", ha assicurato.
In serata la replica del Cavaliere: "Che la Lega si vergogna di me, è una delle tante menzogne che il personaggio (Casini, ndr) è abituato a dire, è il presidente della Repubblica che decide il premier". Berlusconi, a Otto e mezzo, rivendica come sua la scelta di non candidarsi a premier: "Sono io che ho avanzato questa proposta che ha facilitato il gioco e il lavoro all'interno della Lega. Ho ricordato in tv che in queste condizioni un premier non ha la possibilità di agire, mentre il ministro dell'Economia mettendo assieme le responsabilità del ministro dello Sviluppo può agire in profondità".
Per l'ex sindaco di Milano e ora candidato governatore in Lombardia, Gabriele Albertini, intervistato a La7, sull'accordo raggiunto da Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni, "Il Cavaliere ha accettato un'umiliazione". "Pensate che capacità di incassatore che ha il presidente Berlusconi - ha detto Albertini -: gli hanno detto 'va bene l'accordo ma tu sei impresentabile ai nostri elettori per cui fatti da parte'. E Berlusconi ha accettato un'umiliazione del genere, resa pubblica. E' encomiabile, per fare questo accordo ha sacrificato molta della sua dignità".
Maroni si è detto ottimista: "I mugugni ci sono sempre, ma così io posso vincere, nella storia della Lega c'è stato ben peggio, rotture, scissioni, guerre intestine. La base è fatta di persone vere, che hanno grande passione. Con quest'accordo noi siamo riusciti a ottenere ciò che volevamo e così io posso vincere in Lombardia e realizzare il sogno di Miglio di costituire la macroregione. Riusciremo a risolvere ciò che è una normale e sana reazione della base. Bossi - ha aggiunto - mi ha detto: 'E' l'unica operazione possibile, c'è voluto del coraggio e tu ce l'hai per vincere in Lombardia'"
Poi i particolari, sulle tasse: "Se vinciamo noi certamente tratteniamo il 75% di tasse al nord, questo avverrà nell'arco della legislatura. Nell'accordo si dice che questo punto vale non solo per la Lombardia, ma anche per le elezioni politiche. Se vinciamo a Roma è fatta. Vince Bersani? Bene, voglio vedere Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, un fronte compatto che negozia col governo e il governo fa finta di niente? Deve venire a negoziare con noi", ha assicurato il segretario del Carroccio.
Dopo l'accordo siglato con il Pdl ieri in vista delle elezioni, Maroni è tornato quindi sul nodo della premiership. Il candidato premier, ha spiegato il segretario della Lega, si deciderà insieme dopo il voto, come aveva già detto il Cavaliere. "Berlusconi ieri - ha aggiunto Maroni - ha anticipato la propria preferenza per Angelino Alfano, io ho detto benissimo, mi sta bene Alfano, è una persona che stimo e con cui ho lavorato come ministro, io aggiungo anche la figura di Giulio Tremonti che è una persona sicuramente in grado di svolgere questa attività. Però l'accordo è che ci vedremo io e lui e decideremo insieme qualora dovessimo vincere le elezioni".
VIDEO Bersani: "Asse Pdl-Lega inquietante"
Per il segretario federale della Lega Nord si è arrivati all'intesa dopo "una lunga trattativa partendo da due presupposti: il primo è che il Pdl ha finalmente capito che ha fatto male a sostenere il governo Monti, che ha fatto danni, e si è messo all'opposizione. Il secondo è che Lega e Pdl sono al governo insieme in quattro regioni del nord, cioè Piemonte, Veneto, Friuli e Lombardia, e in quasi 500 amministrazioni comunali nel nord. L'alleanza Lega-Pdl è nei fatti".
Diverso il giudizio del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, che ha commentato con sarcasmo la ritrovata intesa tra i due ex alleati, definita "un accordo della disperazione, un deja vu un po' triste". "Non si capisce - rincara - chi tra Berlusconi, Tremonti e Alfano sia il candidato vero. Dobbiamo fare una caccia al tesoro per capirlo". "Nella Lega e nel Pdl - ha detto ancora Casini - si vergognano di Berlusconi e lo affiancano con altri due nomi di comodo: Alfano e Tremonti". Il leader dell'Udc ha poi confermato l'intenzione di inserire in lista il segretario Lorenzo Cesa. "Sarà candidato come è stato fatto negli ultimi 15 anni. La sua candidatura non è mai stata in discussione", ha assicurato.
In serata la replica del Cavaliere: "Che la Lega si vergogna di me, è una delle tante menzogne che il personaggio (Casini, ndr) è abituato a dire, è il presidente della Repubblica che decide il premier". Berlusconi, a Otto e mezzo, rivendica come sua la scelta di non candidarsi a premier: "Sono io che ho avanzato questa proposta che ha facilitato il gioco e il lavoro all'interno della Lega. Ho ricordato in tv che in queste condizioni un premier non ha la possibilità di agire, mentre il ministro dell'Economia mettendo assieme le responsabilità del ministro dello Sviluppo può agire in profondità".
Per l'ex sindaco di Milano e ora candidato governatore in Lombardia, Gabriele Albertini, intervistato a La7, sull'accordo raggiunto da Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni, "Il Cavaliere ha accettato un'umiliazione". "Pensate che capacità di incassatore che ha il presidente Berlusconi - ha detto Albertini -: gli hanno detto 'va bene l'accordo ma tu sei impresentabile ai nostri elettori per cui fatti da parte'. E Berlusconi ha accettato un'umiliazione del genere, resa pubblica. E' encomiabile, per fare questo accordo ha sacrificato molta della sua dignità".
Maroni si è detto ottimista: "I mugugni ci sono sempre, ma così io posso vincere, nella storia della Lega c'è stato ben peggio, rotture, scissioni, guerre intestine. La base è fatta di persone vere, che hanno grande passione. Con quest'accordo noi siamo riusciti a ottenere ciò che volevamo e così io posso vincere in Lombardia e realizzare il sogno di Miglio di costituire la macroregione. Riusciremo a risolvere ciò che è una normale e sana reazione della base. Bossi - ha aggiunto - mi ha detto: 'E' l'unica operazione possibile, c'è voluto del coraggio e tu ce l'hai per vincere in Lombardia'"
Poi i particolari, sulle tasse: "Se vinciamo noi certamente tratteniamo il 75% di tasse al nord, questo avverrà nell'arco della legislatura. Nell'accordo si dice che questo punto vale non solo per la Lombardia, ma anche per le elezioni politiche. Se vinciamo a Roma è fatta. Vince Bersani? Bene, voglio vedere Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, un fronte compatto che negozia col governo e il governo fa finta di niente? Deve venire a negoziare con noi", ha assicurato il segretario del Carroccio.