Politica

Mps, il Csm contro Trani e l'inchiesta bis:
"Qualche pm in cerca di notorietà"

Dal caso Montepaschi, il Consiglio superiore apre una pratica sulla competenza territoriale. Intanto Mussari ottiene il rinvio dell'interrogatorio a Siena e il supertestimone conferma le accuse sulla "banda del 5%". L'ad Viola: "Spero a breve condizioni per nuovi soci, ma la Borsa ancora non ci crede"
 

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ROMA - Era il giorno dell'interrogatorio di Giuseppe Mussari, ma il colloquio dell'ex presidente con i pm di Siena è durato poco. Mussari è entrato a Palazzo di giustizia alle 15,27 e ne è uscito circa cinquanta minuti più tardi, dopo aver chiesto e ottenuto il rinvio dell'interrogatorio per l'indisponibilità di uno degli avvocati difensori.

Rizzo conferma tutto. Su un altro fronte dell'indagine, la guardia di finanza ha raccolto a Roma la deposizione di Antonio Rizzo, l'ex funzionario di banca Dresdner che fin dal 2008 aveva denunciato ai magistrati l'esistenza, ai piani alti di Montepaschi, di una "banda del 5%". Rizzo ha confermato il contenuto delle sue precedenti segnalazioni, a partire dal fatto che questa "banda" pretendeva una 'commissione' illecita su ogni operazione e che c'era un sistema di 'pagamenti riservati'. Rizzo ha ribadito le sue accuse contro Gianluca Baldassarri, ex direttore dell'area finanza di Mps, e contro Matteo Pontone, già a capo dell'ufficio Mps di Londra, ma ha aggiunto i nomi di alcuni funzionari di Dresdner che avrebbero partecipato alle riunioni in cui si affrontava la questione delle percentuali per i funzionari di Rocca Salimbeni. Persone che saranno adesso sentite nei prossimi giorni dalla procura di Siena. Rizzo ha inoltre poi confermato l'esistenza dei nastri sui quali avrebbe registrato le conversazioni tra lui e gli altri funzionari della Dresdner nelle occasioni in cui si parlava di Mps.

Il Csm contro l'inchiesta di Trani. Proprio sul fronte giudiziario, il Csm è intervenuto oggi criticando duramente l'iniziativa della procura di Trani che ha a sua volta avviato un'inchiesta sulla vicenda Mps: "C'è qualche iniziativa estemporanea dettata più dall'esigenza di inseguire la notorietà che da un coerente e responsabile esercizio dell'azione penale", ha detto il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. Un punto su cui era intervenuto nei giorni scorsi anche il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati. "Quando diciamo che i magistrati devono ispirare la propria azione a un rigoroso rispetto delle regole - ha detto Vietti - , il riferimento è anche alle regole che riguardano la competenza. La competenza territoriale non è un optional, è uno dei criteri fondamentali nell'esercizio della giurisdizione". Viste le polemiche di questi giorni, il Csm annuncia però l'apertura di una pratica formale presso la VI commissione per valutare modifiche alle norme sulla competenza territoriale in vista di una maggiore chiarezza.

Le novità da Trani. Forse nel tentativo di stemperare lo scontro, i magistrati di Trani hanno trasmesso ai colleghi di Siena gli atti della loro inchiesta, aperta inizialmente a carico di ignoti su esposto dell'Adusbef, relativi al presunto omesso controllo di Bankitalia e Consob sull'operato dell'ex vertice di Montepaschi. Resta in piedi, invece, in Puglia il filone per truffa e usura, relativo ai prodotti finanziari, i cosiddetti derivati, che sarebbero stati venduti dalla banca senese e da altri istituti di credito ai danni di investitori sul territorio. La Procura della città pugliese indaga per verificare l'operato di alcuni ispettori della Banca d'Italia che nel corso dei controlli non avrebbero sanzionato l'operato dei gruppi bancari ai danni della clientela. In questo contesto, tra l'altro, andrebbe verso l'archiviazione la posizione di Anna Maria Tarantola, ex capo della vigilanza di Bankitalia e oggi presidente della Rai, la cui posizione nella vicenda, secondo fonti del tribunale, sarebbe stata marginale.

Dipendenti contro media: "Non buttate fango". I dipendenti del Monte dei Paschi, intanto, criticano  l'atteggiamento di alcuni media e "la cattiva informazione che viene diffusa continuamente ai danni dei dipendenti, dell'azienda, dei correntisti e dell'immagine della banca". "Premesso che le responsabilità, ove accertate, devono essere pagate - si legge in una nota inviata alle agenzie -, è ingiusto e meschino buttare fango su un'azienda in cui lavorano 31.000 dipendenti, con passione, orgoglio, professionalità e soprattutto con onesta!".

Viola e lo scetticismo della Borsa. Le cose non vanno bene, infine, sul piano del recupero di credito sui mercati. Parlando a Radio 24, l'amministratore delegato, Fabrizio Viola, ha detto di auspicare che "si creino in tempi brevi le condizioni per un interesse da parte di soci finanziari stabili e di qualità per la banca''. Soci che in questo momento, ha aggiunto, non ci sono: "Il deprezzamento di Mps in Borsa - ha concluso Viola - è sintomo del fatto che ancora il mercato non crede a quello che potrà essere il miglioramento dei fondamentali implicito nel piano industriale".
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