Politica

Bersani: "Berlusconi e Lega? Solo al 24%.
Prontissimo a collaborare anche con Monti"

Il segretario Pd parla del futuro dell'Ue al German Council on Foreign Relations di Berlino. E assicura che la destra non vincerà le elezioni in Italia. Manifesta la sua disponibilità ad avviare un dialogo con il Professore. "Ma non a tutti i prezzi". Che risponde: "Sì all'apertura ma per fare le riforme"

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BERLINO - Il Pd si conferma un partito a vocazione europeista e traccia la strada degli Stati Uniti d'Europa. Quanto alle prossime elezioni, "Berlusconi e Lega sono al 24%, non vinceranno". Contro "leghismo, berlusconismo e populismo" si dichiara "prontissimo a collaborare anche con Monti". Lo ribadisce Pierluigi Bersani parlando a Berlino al German Council for Foreign Relations. E puntualizza: 'Le alleanze non le faccio a tutti i prezzi, ho sentito cose che non mi convincono sulle unioni civili". Il segretario Pd prospetta per il futuro "più Europa", o meglio "l'Europa massima possibile" all'insegna di un'integrazione sempre più completa. "Io ritengo che per il mio Paese, per l'Italia, tuttora, il massimo interesse nazionale coincida con il proseguimento dell'integrazione", spiega Bersani e aggiunge: "L'Europa ha allargato i nostri mercati, ha cambiato la cultura delle nuove generazioni, ha rappresentato spesso il "vincolo esterno" - pur liberamente assunto - che ci ha obbligato a riforme necessarie. Perciò lavoriamo anche oggi per raggiungere l'Europa massima possibile, non per convivere con quella minima indispensabile".

Sul risultato del confronto elettorale Bersani rassicura: il centrodestra non è in fase di sorpasso, come ha invece dichiarato il Cavaliere a Studio Aperto: "In Italia c'è una destra 'particolare' - spiega il segretario Pd - che non ha dentro storicamente un concetto liberale, liberal-moderato. I sondaggi danno Berlusconi e la Lega attorno al 24 per cento". E ancora "La destra è preoccupante, ma ci sono forze in Italia in grado di evitare prenda in mano il comando". Ci tiene poi a ribadire che l'Italia è fermamente antifascista. La frase di Berlusconi ("Mussolini ha fatto anche cose buon") è "rivolta ai nostalgici". Bersani si dice pronto ad avviare un dialogo con Monti dopo il voto, e ripercorre la parabola della discesa in campo del Professore: "Monti- spiega- è arrivato da solo. Era il professor Monti. Non aveva una forza politica, né una maggioranza parlamentare. Gliele abbiamo date noi. Noi abbiamo voluto Monti, noi abbiamo affrontato il popolo che ha visto la riforma del lavoro e delle pensioni. Ci riteniamo protagonisti nel bene e nel male di questo anno e mezzo". Pronta la risposta del Professore: "Apprezzo l'apertura di Bersani - dice Monti da Pordenone - ma per fare riforme serie".

Bersani sottolinea poi la necessità che l'Ue si muova sullo scenario internazionale con una sola voce. "Non servono argomentazioni ricercate per comprendere che come attore globale l'Unione Europea - non dimentichiamo mai che è solo il 7% della demografia globale - pesa di più delle nostre singole ambizioni nazionali".
 
Il centrosinistra italiano si impegna a "garantire gli accordi presi per la stabilità", a "proseguire e anzi rafforzare le riforme" ribadisce il segretario Pd. Tuttavia stabilità, rigore e completamento del mercato non sono sufficienti "se non riparte una strategia di investimenti e di crescita su scala continentale", aggiunge. "Non possiamo nasconderci - sottolinea- che l'Europa ha balbettato davanti alla crisi, mentre l'Italia non ha fatto le riforme necessarie. Il peggio è passato, ma non siamo ancora la riparo". Crescita e occupazione "non sono un lusso da rinviare a domani", ammonisce. E se Silvio Berlusconi, protagonista di una lunga fase di governo, "ha bruciato la credibilità del Paese", adesso è il momento di "un'Europa più unita e progressista". Bersani si sbilancia, poi, facendo un'affermazione impegnativa, richiamata anche nel vademecum inviato oggi a circoli e candidati del Pd:il reciproco controllo dei bilanci pubblici. "A fronte di una strategia comune a favore degli investimenti e del lavoro - spiega -  siamo pronti a costruire ulteriori corresponsabilità sui bilanci nazionali, a stringerci su una verifica reciproca dei bilanci nazionali".

Il segretario Pd critica infine l'isolazionismo della Gran Bretagna: "Londra si è chiamata fuori dai più efficaci successi degli ultimi dieci anni. Non possiamo far sì che urlino solo gli euroscettici e che i sostenitori di una Europa politica tacciano". E sollecita la Germania ad assumere un ruolo politico di guida: "Ci sembra di vedere una riluttanza ad assumere un ruolo di leadership politica", ricorda Bersani, "vedrei volentieri se il parlamento italiano e quello tedesco convocassero un'assise congiunta sul futuro dell'Europa".

 
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