Politica

Omofobia, falchi Pdl contro la mediazione.
"Testo irricevibile, no a reati di opinione"

Nonostante l'accordo in Commissione Giustizia alla Camera, Brunetta e Sacconi all'attacco: "La legge non è una priorità. Norma ideologica". Bondi si smarca: "Pretendono di imporre la linea". Galan: "Nel nostro partito talebani". Pd compatto, Epifani: "Scelta che fa migliore il Paese". M5S all'attacco: "Compromesso al ribasso"

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ROMA - Il testo dovrebbe arrivare in aula venerdì, dopo la faticosa intesa in Commissione Giustizia alla Camera. Ma nonostante l'ottimismo del relatore Pdl, Antonio Leone: "La legge arriverà con una maggioranza che potrebbe essere favorevole", la partita sull'omofobia non sembra ancora chiusa. Oltre ai dissidi politici, il rischio adesso è anche lo slittamento per l'annunciato ostruzionismo del M5S sulla fiducia al decreto "fare".

FALCHI ALL'ATTACCO - Che la partita politica non sia chiusa lo si capisce dalle parole del capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta: "Non c'è un'emergenza omofobia che semmai dura da migliaia di anni - attacca l'esponente azzurro -. La vera emergenza è rappresentata dalle condizioni economiche del Paese, e su questo il governo deve concentrare i suoi sforzi, non sui temi etici". Un distinguo riguarda anche i contenuti della legge: "Non vogliamo che la legge contro l'omofobia si trasformi nell'assolutismo del pensiero unico - precisa Brunetta -. Noi salvaguarderemo fino in fondo il diritto alla libertà di ciascun individuo e di essere e di pensare quanto gli detta la coscienza. Sono due facce della medesima libertà. No alla discriminazione, no a nuovi reati di opinione". 

"TESTO IRRICEVIBILE" - Sulla stessa linea Maurizio Sacconi, uno dei quattro esponenti del Pdl, che aveva chiesto una moratoria sui temi etici. "Il testo sull'omofobia prodotto nella notte dalla Commissione Giustizia della Camera è irricevibile per coloro che credono nel diritto naturale e nella libertà di opinione - attacca Sacconi -. Si è voluto strumentalizzare il tema condiviso della tutela della dignità di ogni persona, con riferimento anche all'orientamento sessuale, per tradurlo in una legge ideologica divisiva". Sotto accusa anche l'ultima formulazione della norma. "Non sarà quindi sufficiente la semplice attenuazione del reato di opinione se questo rimane confermato, anche perché nel nostro paese non è difficile immaginare quali potrebbero essere gli esiti giurisprudenziali. È necessario un intervento di Letta, noi pronti a fare ostruzionismo".

BONDI SI SMARCA - Ma che non tutti la pensino allo stesso modo nel Pdl è ormai chiaro. Come fa notare polemicamente il coordinatore del partito Sandro Bondi: "D'ora in poi terrò gelosamente per me le mie convinzioni sui temi etici riservati alla coscienza di ciascun parlamentare - sottolinea il coordinatore del Pdl -. Troppi infatti nel mio partito, anche dai banchi del governo, pretendono di imporre una linea vincolante per tutti sia ai cattolici che ai laici".

GALAN: "ROCCELLA E SACCONI TALEBANI" - Meno diplomatico Giancarlo Galan, che dice: "I cattolici esistono in tutti i Partiti, ma i nostri si agitano di più e questo non riesco a capirlo, forse avere eletto un po' troppo fanatici ci sta costando un pochino". Un attacco che prende di mira Roccella e Sacconi, tra i più attivi tra i contrari alla legge: "Appartengono a un fronte talebano perché - dice  il presidente della Commissione Cultura - vogliono imporre la loro linea al partito e questo è inammissibile in un partito che si richiama ai valori liberali".

LEGA CONTRARIA  - Si pone invece decisamente contro la norma la Lega Nord, che ha votato contro il Commissione Giustizia. "Con questa pericolosa legge, approvata ieri notte solo perché il Pdl si è venduto al Pd - attacca il capoprubbo leghista in Commissione Giustizia, Nicola Molteni -, si rischia di creare una nuova serie di discriminazioni che limitano la libertà del singolo. E' ormai chiaro che il Pdl ha smarrito i propri valori e la matrice liberale che lo caratterizzava".

IL PD VA AVANTI - Va avanti deciso invece il Partito democratico. Soddisfatto il segretario, Guglielmo Epifani che scrive su facebook: "Omofobia e transfobia: ieri si è fatto un passo in avanti per affermare anche nella nostra legislazione, il diritto a un rispetto pieno contro intolleranze e discriminazioni. Ci sono scelte che fanno migliore un paese, questa è una di quelle". Spinge per l'accelerazione, anche la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che giudica la legge: "un
intervento atteso da tempo e non c'è alcuna ragione perché il Parlamento e il governo non intervengano in fretta".

"VITTORIA DI PIRRO" - Giudizio diverso dal M5S. "Il Pd celebra la sua vittoria di Pirro sulla legge contro l'omofobia e inganna i cittadini italiani: questa legge è vuota - è il commento dei deputati grillini -. Ecco il prezzo che i democratici hanno dovuto pagare per sottostare ai diktat della parte più conservativa e retrograda della variopinta maggioranza di governo". " Il testo, infatti - continua la nota - oltre a essere un compromesso al ribasso, è una presa in giro nei confronti dei numerosi cittadini che attendono, ormai da anni, che vengano riconosciuti i propri diritti".

INCOGNITA CALENDARIO -
L'ultima insidia per il ddl, riscritto dai relatori, però, potrebbe essere di natura tecnica. Dopo che il governo ha posto la fiducia sul decreto legge "Fare", l'annunciato ostruzionismo dei grillini rischia di stravolgere un calendario già fortemente intasato: un'incognita in più.



 
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