Politica

Slittano ddl finanziamento e omofobia.
Camera riapre il 6 settembre, Senato il 4

Deputati in ferie dal 10 agosto a Montecitorio. Rinviate così le misure sui contributi ai partiti. A Palazzo Madama tempi più lunghi per la norma contro il voto di scambio politico mafioso

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ROMA - Slittano, a causa della pausa estiva della Camera, il ddl sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la legge contro l'omofobia. A Montecitorio si chiude il 10 agosto, e si riprende il 6 settembre, dopo 26 giorni. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il provvedimento sui contributi ai partiti, su cui si è impegnato direttamente il governo, andrà in aula a partire dal 10 settembre, subito dopo il via libera al ddl costituzionale (da licenziare entro il 9). Mentre le ultime misure ad essere approvate ad agosto dovrebbero essere il dl Fare e il dl lavoro. Già nelle scorse settimane il calendario dei lavori parlamentari era stato profondamente modificato per l'ostruzionismo grillino al dl fare, interrotto soltanto dopo il rinvio del disegno di riforma istituzionale.

PROTESTE DAL M5S - Durante la riunione dei capigruppo, il presidente dei deputati 5 Stelle, Riccardo Nuti, ha avanzato la proposta di procedere con una seduta fiume fra giovedì sera e venerdì, per trattare il ddl partiti, ma la richiesta non è stata accolta dagli altri capigruppo. "I parlamentari italiani sono già in vacanza - ha commentato Nuti -, è evidente che non v'è alcuna volontà di affrontare uno dei provvedimenti maggiormente richiesti dai cittadini".

Proteste anche dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S): "A maggio c'era un titolo di giornale in prima pagina che recitava 'Letta mette a dieta i partiti'. Si riferiva al disegno di legge per l'abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti. Bene: non solo quel disegno non è mai stato votato, ma addirittura è stato rinviato ancora una volta, nonostante l'avremmo dovuta votare venerdì. Questa maggioranza la scuola politica del rinvio: come fregare i cittadini con annunci e proclami".

Parole a cui replica, in casa Pd, Emanuele Fiano: "Questo spostamento non cambia in alcun modo le nostre opinioni su quella proposta né sugli emendamenti presentati. - afferma il capogruppo democratico in commissione Affari costituzionali - . Manterremo la parola data di approvarlo in Parlamento". 

VOTO DI SCAMBIO A SETTEMBRE - Chiusura più breve a Palazzo Madama, dove i lavori riprendono il 2 settembre per le commissioni, e il 4 per l'aula. Rinviata così l'approvazione del provvedimento sul voto di scambio politico-mafioso (la riforma del 416 ter). Il testo è all'esame della Commissione Giustizia, dopo l'allarme lanciato dai pm antimafia e la denuncia di Roberto Saviano sul testo approvato alla Camera e i nuovi emendamenti presentati, successivamente, dal Pd.

 
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