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Renzi rompe il silenzio e Grillo lo attacca.
"Che i suoi abbiano impallinato Prodi?"

Il nuovo post del leader M5S solleva il dubbio su un ruolo da regista ombra del sindaco di Firenze nel voltafaccia di 101 parlamentari Pd rispetto alla candidatura del Professore al Quirinale. "Può il giovane ebetino dimostrare che i suoi 55 parlamentari non hanno contribuito?"

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ROMA - Non sono trascorse neanche 24 ore dall'intervento con cui Matteo Renzi ha rotto gli indugi sul palco della Festa democratica di Bosco Albergati alla vigilia della direzione nazionale di questa sera, che arriva l'attacco di Grillo al sindaco di Firenze. Sul suo blog, il leader del Movimento 5 Stelle chiama in causa il "rottamatore" in merito alle controverse vicende che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica. Napolitano, a cui lo stesso Grillo due giorni fa, sempre sul suo blog, aveva apertamente chiesto di farsi da parte perché responsabile del governo delle larghe intese.

In quei tormentati giorni di aprile, la rielezione di Napolitano giunse dopo il voltafaccia con cui i parlamentari Pd prima acclamarono all'unanimità la candidatura di Romano Prodi, poi nel segreto dell'urna in molti gli fecero mancare il loro sostegno. Franchi tiratori mai usciti allo scoperto. Ed è a loro che Grillo accosta la figura di Renzi, sollevando il dubbio di un suo ruolo da regista ombra.

"I 101 tiratori del pdmenoelle che hanno affossato Prodi - ricorda Grillo - sono tra i principali artefici della situazione attuale del Paese. Può il giovane ebetino di Firenze Matteo Renzie (storpiatura coniata da Grillo dopo il passaggio di Renzi ad Amici di Maria De Filippi con un giubbino di pelle alla Fonzie, ndr) dimostrare che i suoi 55 parlamentari non hanno contribuito, dietro suo ordine, all'impallinamento di Prodi e quindi alla nascita del governo guidato di fatto dal suo amico Berlusconi o conferma questa vox populi?".

 "Sono sicuro - aggiunge Grillo - che Renzie con uno scatto d'orgoglio da statista, uno come quello che lo portò ad Arcore dal futuro pregiudicato o come quello che lo fiondò alla tavola di Briatore, dimostrerà inequivocabilmente la sua estraneità".

Il post si conclude poi con un P.S.: "Ponte Vecchio è libero domenica 11 agosto?"

La prima replica a Grillo è in un tweet di Matteo Richetti: "Vedo che anche lei ha i sondaggi relativi al M5S in caso di candidatura Renzi. Comunque tranquillo, nostri voti tutti a Prodi".

Decisamente meno propenso all'ironia un altro deputato renziano, Angelo Rughetti. "Ricordo quei giorni come fosse adesso - afferma, parlando dell'elezione del capo dello Stato -. Io sono uno dei 55 a cui fa riferimento Grillo, ma non sono uno dei 101. Stia attento perché queste dichiarazioni sono al limite della denuncia penale. Noi votammo Prodi convinti e provammo anche a convincere parlamentari di altri gruppi a sostenere questa candidatura". "Grillo approfitti del periodo di riposo per riflettere sugli effetti delle decisioni assunte dal suo eremo genovese e come il famoso film Sliding Doors si interroghi su come sarebbe stata la storia di questo Paese negli ultimi cinque mesi se avesse fatto scelte diverse".

La senatrice Pd Laura Cantini: "Beppe Grillo, dal suo buon ritiro in Sardegna, evidentemente legge molta fantascienza. Matteo Renzi ha sostenuto alla luce del sole la candidatura di Romano Prodi, forse all'epoca i parlamentari 5 stelle erano troppo impegnati a scontrarsi sui rimborsi spese, per ricordarselo". "Il governo di larghe intese ha nel comico il suo vero e grande sponsor - attacca la parlamentare - fino ad oggi il suo gruppo non ha inciso praticamente su nulla".

Oltre al post diretto a Renzi, il leader del M5S ha parlato anche a Businessweek, intervistato sul futuro dell'Italia e dell'Europa. Su un eventuale permanenza nell'euro, però, per 6 volte non ha risposto.
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