Politica

Alfano: "Sarà il governo delle intese chiare". E sul nodo giustizia: "Il Pd non ha più alibi"

Il vicepremier detta la sua agenda al nuovo esecutivo: "Legge elettorale, superamento del bipolarismo, meno tasse sul lavoro". Con un "capitolo a parte": "Riformare la Giustizia penale". "Ncd non vuole piacere alla sinistra". "Berlusconi? Dopo la decadenza non l'ho più sentito"

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MILANO - La "nuova maggioranza" non è attesa solo al "passaggio parlamentare" che segni la discontinuità con le "larghe intese", di cui il premier Letta ragionerà lunedì incontrando il presidente Napolitano. Ci sarà da lavorare sui contenuti del nuovo patto di governo con il Nuovo Centrodestra, la neonata formazione degli ex "ministeriali Pdl" guidata da Angelino Alfano, che ribattezza il nuovo corso delle "chiare intese".

Il vicepremier e ministro dell'Interno lo fa capire chiaramente intervenendo a Milano a un convegno sul Ncd, a cui partecipano, fra gli altri, Gaetano Quagliariello, Renato Schifani e Roberto Formigoni.  "Pensiamo che, nel 2014 si possano realizzare alcune cose importanti", esordisce Alfano, passando quindi in rassegna "una legge elettorale che deve restituire agli elettori il potere di scegliere i candidati e salvaguardi il bipolarismo", lo snellimento dei tempi parlamentari con il "superamento del bicameralismo perfetto", il sostegno fiscale all'economia reale "diminuendo le tasse sul lavoro e detassando il salario di produttività".

Ma c'è un "capitolo a parte" su cui Alfano calca appositamente i toni: la Giustizia. "Perché" dopo l'uscita di scena di Berlusconi e le pregiudiziali derivanti dal suo status di perenne indagato, ora condannato, in conflitto di interessi, "pensiamo che il Pd non abbia più alibi e possa procedere insieme a noi alla riforma della Giustizia nel suo aspetto penale".

Tanta attenzione di Alfano sul tema della Giustizia, il più caro al suo vecchio leader, innesca inevitabilmente la domanda sulla stato dei rapporti tra l'ex "delfino" e l'antico pigmalione. "Berlusconi dopo il voto della decadenza non l'ho sentito. Prima sì".

Come Ncd, aggiunge più tardi Alfano, "l'ambizione che non abbiamo è fare un movimento politico di centrodestra che possa piacere alla sinistra. Non vogliamo piacere alla sinistra. Altrimenti vorrebbe dire che abbiamo sbagliato". "Abbiamo fatto una scommessa politica che non è eterna, ma di un anno - aggiunge il vicepremier -. Sono convinto che, nel 2015, potremmo avere un'alternativa di centro-destra vincente".

Ferranti: "Intendersi su Giustizia". La replica ad Alfano da parte del Pd giunge dal presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: "Non so di quali alibi Alfano parli, il Pd non ha certo remore a mettere mano al sistema Giustizia. Occorre però intendersi: per noi riformare la Giustizia significa garantire qualità e tempi rapidi dei processi, non certo inseguire stravolgimenti punitivi o vendicativi nei confronti della magistratura".
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