ROMA - Maria Elena Boschi, responsabile delle Riforme nella segreteria del nuovo Pd renziano, ha le idee chiare: legge elettorale subito con chi ci sta. Ma non per puntare alle elezioni in tempi brevi, bensì "per evitare di andare al voto con il Porcellum modificato dalla Consulta che ci farebbe ripiombare nella prima Repubblica". La giovane deputata del Pd spiega che "è stato importante spostare la riforma dal Senato alla Camera come chiedevamo noi visto che a Palazzo Madama era bloccata in commissione. Ora vogliamo che a Montecitorio, dove ci sono numeri ed equilibri diversi, si possa procedere velocemente".
Con che tempi vorreste chiudere l'accordo con gli altri partiti?
"La legge elettorale va fatta subito, non si può aspettare l'iter delle riforme costituzionali, a partire dall'abolizione del bicameralismo perfetto, che comunque vanno assolutamente messe in campo. Se poi al termine della riforma costituzionale sarà necessario rivedere la legge in base al nuovo assetto istituzionale, lo faremo senza problemi".
Non c'è il rischio che appena fatta la nuova legge si vada a elezioni?
"Assolutamente no e mi auguro che nessuno usi la legge elettorale con questo scopo perché il nostro obiettivo non è quello di modificarla per poi andare al voto. Va rifatta perché l'abbiamo promesso agli italiani e perché votare con il Porcellum modificato, dunque un proporzionale puro, riporterebbe il Paese alla Prima Repubblica con le larghe intese che diventerebbero la normalità. Al Paese serve invece un bipolarismo forte che permettaal vincitore di governare".
Gli altri partiti temono che ora alla Camera sia il Pd a imporre il proprio modello.
"A Montecitorio abbiamo altri numeri ma nemmeno lì siamo autosufficienti. Detto questo il Pd è il partito più forte e senza il Pd la riforma non si fa e dunque è normale che rivendichi un ruolo da protagonista, anche se cercheremo il consenso più ampio possibile".
Partendo dalla maggioranza o coinvolgendo subito le forze dell'opposizione?
"Noi parliamo con tutti, d'altra parte abbiamo già indicato le caratteristiche imprescindibili della nuova legge ovvero il riavvicinamento dei cittadini con un rapporto più diretto tra elettore ed eletto, la governabilità e la certezza del risultato il giorno stesso in cui si vota. Noi questi obiettivi li proponiamo a tutti, poi chi ci sta voterà con noi".
Ma gli altri azionisti del governo, come Alfano, chiedono di partire da un accordo di maggioranza per poi allargare.
"Chiaramente parleremo con le forze di maggioranza ma se non dovessimo trovare un accordo la priorità resterebbe la nuova legge e quindi parleremmo con gli altri. D'altra parte se Alfano non è d'accordo con i principi cardine che proponiamo dovrà spiegarne il perché ai cittadini. Comunque anche lui ha parlato del "Sindaco d'Italia" e quindi sono ottimista".
Avete in mente un modello nel quale inserire i principi chiave che ha esposto?
"Noi abbiamo chiari gli obiettivi e siamo disponibili a ragionare su diversi modelli proprio perché pronti al dialogo più ampio possibile".
Con che tempi volete chiudere la legge elettorale?
"Come limite per un nuovo sistema approvato e pronto all'uso ci siamo dati le elezioni europee di fine maggio".
Con che tempi vorreste chiudere l'accordo con gli altri partiti?
"La legge elettorale va fatta subito, non si può aspettare l'iter delle riforme costituzionali, a partire dall'abolizione del bicameralismo perfetto, che comunque vanno assolutamente messe in campo. Se poi al termine della riforma costituzionale sarà necessario rivedere la legge in base al nuovo assetto istituzionale, lo faremo senza problemi".
Non c'è il rischio che appena fatta la nuova legge si vada a elezioni?
"Assolutamente no e mi auguro che nessuno usi la legge elettorale con questo scopo perché il nostro obiettivo non è quello di modificarla per poi andare al voto. Va rifatta perché l'abbiamo promesso agli italiani e perché votare con il Porcellum modificato, dunque un proporzionale puro, riporterebbe il Paese alla Prima Repubblica con le larghe intese che diventerebbero la normalità. Al Paese serve invece un bipolarismo forte che permettaal vincitore di governare".
Gli altri partiti temono che ora alla Camera sia il Pd a imporre il proprio modello.
"A Montecitorio abbiamo altri numeri ma nemmeno lì siamo autosufficienti. Detto questo il Pd è il partito più forte e senza il Pd la riforma non si fa e dunque è normale che rivendichi un ruolo da protagonista, anche se cercheremo il consenso più ampio possibile".
Partendo dalla maggioranza o coinvolgendo subito le forze dell'opposizione?
"Noi parliamo con tutti, d'altra parte abbiamo già indicato le caratteristiche imprescindibili della nuova legge ovvero il riavvicinamento dei cittadini con un rapporto più diretto tra elettore ed eletto, la governabilità e la certezza del risultato il giorno stesso in cui si vota. Noi questi obiettivi li proponiamo a tutti, poi chi ci sta voterà con noi".
Ma gli altri azionisti del governo, come Alfano, chiedono di partire da un accordo di maggioranza per poi allargare.
"Chiaramente parleremo con le forze di maggioranza ma se non dovessimo trovare un accordo la priorità resterebbe la nuova legge e quindi parleremmo con gli altri. D'altra parte se Alfano non è d'accordo con i principi cardine che proponiamo dovrà spiegarne il perché ai cittadini. Comunque anche lui ha parlato del "Sindaco d'Italia" e quindi sono ottimista".
Avete in mente un modello nel quale inserire i principi chiave che ha esposto?
"Noi abbiamo chiari gli obiettivi e siamo disponibili a ragionare su diversi modelli proprio perché pronti al dialogo più ampio possibile".
Con che tempi volete chiudere la legge elettorale?
"Come limite per un nuovo sistema approvato e pronto all'uso ci siamo dati le elezioni europee di fine maggio".