ROMA - Svolta generazionale, e con Matteo Renzi - dice - "gioco di squadra", altro che dualismo. Ma anche stabilità quale condizione "per fare crescita e ridurre le tasse", conti pubblici, crisi "alle spalle", nuova legge elettorale prima delle europee (con tanto di referendum che è "essenziale anche se c'è il sì delle Camere"), superamento del bicameralismo perfetto nel 2014 e niente rimpasto di governo. I risultati, insomma, si vedranno l'anno prossimo. Tanto che "i san Tommaso saranno costretti a ricredersi". All'indomani del disco verde fornito a quel 'piano Renzi' che è tutto dedicato a lavoro e occupazione ma che per la Cgil sa tanto di minestra riscaldata, il premier Enrico Letta affronta la tradizionale conferenza stampa di fine anno e promette soluzioni sul conflitto d'interessi mentre in parlamento si continua a lavorare - tra polemiche, ingorghi e doppie blindature - su legge di Stabilità e decreto salva Roma. Una conferenza che l'opposizione si affretta subito a bollare come "un'apoteosi di verbi al futuro", dal "faremo" al "diremo" al "decideremo" e che viene curiosamente affiancata da un altro tradizionale incontro con la stampa di fine anno: quello organizzato da Renzi a Firenze in qualità, però, di primo cittadino del capoluogo toscano. Il sindaco rottamatore, infatti, parla in contemporanea al premier ma - lo ribadisce e poi mantiene il punto - "only about Florence". Solo di questioni fiorentine. Per non travalicare. Concessioni alla politica romana? Zero.
Perché di crisi e di futuro del Paese parla, da Montecitorio, il premier. "L'Italia - esordisce Letta - ha lasciato la sala operatoria, siamo in fisioterapia. E' alle spalle la parte più complessa della crisi, sono fermamente convinto che questo Paese ce la farà. Tra un anno i dati saranno migliori". Soltanto qualche minuto prima, il saluto al carabiniere ferito nella sparatoria avvenuta davanti Palazzo Chigi mentre il governo giurava al Quirinale: "La difesa delle istituzioni è un valore a cui ognuno di noi deve fare riferimento. Voglio ricordare e rivolgere un saluto al brigadiere Giuseppe Giangrande, che ha avuto la sua vita menomata per la difesa delle istituzioni".
RNEWS "La svolta giovanilista e il rischio del nuovo"
"Il 2013 - ha poi proseguito Letta - sarà ricordato come l'anno della svolta generazionale, sarà l'anno della svolta dei quarantenni. Una svolta che non è un fatto individuale e di cui il Paese aveva bisogno. Uno sforzo che poi si declina con l'attenzione a rompere il circolo vizioso della disoccupazione giovanile. La svolta generazionale ci mette alla prova. La svolta l'abbiamo chiesta, ed è arrivata, in primis per merito della scelta del presidente della Repubblica. Oggi questa generazione non può fallire, se fallisse vorrebbe dire che tutti gli auspìci di questi anni non sono andati nella giusta direzione. Come generazione non abbiamo possibilità di fallire e non abbiamo alibi. Io farò la mia parte perché questa svolta riesca. Coglieremo questa opportunita".
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Conti pubblici. "Non sfasceremo i conti pubblici - assicura Letta -. La stabilità, se si porta avanti nel tempo, ha i suoi dividendi. La stabilità di questi otto mesi ha portato un dividendo, con un minor peso in miliardi di euro degli interessi sul debito, che dipendono dalla stabilità e dalla fiducia nell'Italia. Nel 2009 abbiamo pagato 70 miliardi, nel 2010 71 miliardi, nel 2011 78 miliardi, nel 2012 86 miliardi. Nelle previsioni del 2013 dovevamo pagare 89 miliardi, oggi invece siamo a 83 miliardi. Il dividendo della stabilità è di circa 5,5 miliardi, con cui abbiamo potuto fare alcune cose, come l'abolizione dell'Imu sulla prima casa".
Imu. "Io sono convinto che nei prossimi anni il peso e il carico dell'Imu sarà inferiore rispetto a quello degli anni precedenti. Mi riferisco agli anni precedenti al 2013, perchè nel 2013 l'Imu sulla prima casa non è stata pagata. Alla fine, l'anno prossimo gli italiani pagheranno un 10% medio invece di pagare tutta la tassa. Queste cose sono figlie del dividendo della stabilità: la stabilità è precondizione per la crescita".
Taglio delle tasse. Taglio delle tasse a partire ad quelle sul lavoro, con i proventi che deriveranno dalla spending review e dal rientro dei capitali illegalmente esportati all'estero. Letta lo ribadisce aggiungendo che "questo è l'impegno che avevamo preso e che riconfermo qui. Il meccanismo di automatismo per la riduzione delle tasse sul lavoro con i proventi della spending e dei capitali illegalmente esportati è un impegno che confermo: sarà così, ci sono state discussioni e equivoci per l'interpretazione delle norme. Ma questo è l'impegno che ci prendiamo, ci saranno interventi per ridurre le tasse sul lavoro, il costo del peso fiscale sul lavoratore e su chi dà lavoro".
Pacchetto contro illegalità. Il governo varerà a gennaio un pacchetto di misure contro l'illegalità di natura finanziaria. "Se chiudiamo in parlamento entro gennaio con la delega - dice il premier - si può andare avanti con altre riforme sul fisco come quella sul catasto o altre norme anti elusione. A partire dalla delega e con l'attuazione dei provvedimenti varati, il 2014 sarà un anno importante per un fisco diverso". Ci saranno misure "sul tema dei capitali illegalmente importati e contro l'autoriciclaggio che staranno dentro al collegato al pacchetto di interventi che faremo contro le illegalità di natura finanziaria".
Renzi e la leadership. "Non sospetto che Matteo Renzi voglia subito elezioni. C'è occasione leadership per una generazione. Su legge elettorale e riforme, Pd e Renzi fano bene a parlare con Forza Italia". E poi: quest'anno ci sono state "turbolenze in parte dovute all'intreccio tra fattori esterni e politica", in particolare in relazione alla "sentenza che ha riguardato uno dei tre leader che hanno fatto nascere questo governo". Il riferimento di Letta è alla sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, aggiungendo che "ci sono cose che avrei potuto fare meglio, ma le tengo dentro".
Corsa alla premiership. "Dimostreremo che la nuova generazione sarà in grado di vivere in un modo assolutamente diverso la capacità di fare gioco di squadra". E secondo il premier questo gioco di squadra con Renzi, segretario Pd, "se ci sarà, e sono convinto che ci sarà, come in queste prime due settimane ha dimostrato di esserci, dimosterà tutti i suoi effetti positivi non solo la prossima settimana ma in futuro, e sarà una delle cose più importanti che renderà il Pd un partito in grado di vivere non solo in questi mesi ma molto a lungo".
Riforme costituzionali e Province. "Sulle riforme costituzionali il Governo farà la sua parte - afferma Letta -. Prima delle europee dovremo avere la nuova legge elettorale e i primi passaggi parlamentari sull'eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma del Titolo V, e l'eliminazione della parola 'Province' dalla Costituzione"
Dalla maggioranza "a tutti". Le riforme istituzionali "devono essere fatte naturalmente a partire dalla maggioranza di governo", ha detto Letta, ma "con un'apertura vera fuori dalla maggioranza" che "naturalmente riguarda tutti i soggetti politici, tutti i gruppi parlamentari".
Rimpasto di governo. Il rimpasto della formazione di governo "non è un tema all'ordine del giorno", sostiene Letta. Che anzi ringrazia "tutti i ministri e i sottosegretari che hanno lavorato con me, anche quelli che si sono dimessi a causa dell'uscita di Forza Italia dalla coalizione di governo".
Modello tedesco. Il governo lavorerà per avviare "la compartecipazione delle lavoratori alla vita dell'azienda sul modello tedesco, vogliamo sperimentarlo in società del perimetro pubblico che sono le Poste e se funziona lo faremo anche in modo più esteso". Poi Letta aggiunge: "Ho intenzione di coinvolgere le parti sociali".
Giustizia civile. Letta annuncia inoltre che sarà pronto per gennaio il provvedimento per l'efficienza della giustizia civile: "E' quasi pronto - ha detto - un altro intervento per rendere la giustizia civile più funzionante".
La politica dell'Iran. La svolta impartita da Hassan Rohani nella politica dell'Iran "è una opportunità. La percezione è che si apra una opportunità" per tutta la zona, dice Letta. "Per noi rimane fondamentale la soluzione pacifica delle vicende. Penso che uno sblocco della situazione iraniana sia fondamentale. Abbiamo voluto dare all'Iran una opportunità, ma tutto quello che stiamo facendo non molla in nulla il punto del disarmo nucleare in Iran, che è assolutamente necessario".
Indulto e amnistia. "L'amnistia e l'indulto sono competenza esclusiva delle Camere - sottolinea il premier -. Abbiamo deciso di dare subito un segnale rispetto al discorso di Giorgio Napolitano con un primo passo importante: il decreto dell'altro giorno". Un dl che è un "primo passo importante perché va nella direzione, senza alcun pregiudizio per sicurezza dei cittadini, di modificare delle norme per la rendere vita nelle carceri meno drammatica di come avviene oggi a causa del sovraffollamento".
Immigrazione e Bossi-Fini. "Gli sbarchi nel 2013, per via dell'instabilità e delle tensioni nel Mediterraneo, sono più che triplicati in un anno - afferma Letta -. Ci siamo trovati sotto una pressione fortissima. Mare Nostrum è stata una risposta, le altre risposte sono state fornite durante il Consiglio europeo, con rafforzamento di Frontex ed Eurosur. Per questo servirà, già a gennaio, la revisione di alcuni aspetti della Bossi-Fini".
Gioco d'azzardo. "Il piano d'azione sul gioco d'azzardo non conterrà frasi o impegni generici. Ci sarà un complesso di interventi che modificheranno il modo d'agire del nostro Paese nei confronti di questo settore, che provoca danni sociali purtroppo molto forti. Sento fortissima la necessità di intervenire. Le società del settore non hanno accolto la sanatoria, pensano attraverso la giustizia di avere maggiore soddisfazione. Le critiche al governo su quel punto vengono meno - ha proseguito Letta -. Il piano d'azione è quasi pronto e conterrà un cambio radicale, necessario anche alla luce di quello che è avvenuto alla Camera con la cosiddetta 'porcata' sulle slot machine. Serve un cambio radicale".
Ius soli. Sulla riforma di cittadinanza, Letta dice: "Sono sempre stato convinto che una normativa diversa sulla cittadinanza, fondata sullo ius soli, sia necessaria. Rivendico il fatto di aver voluto un ministro dell'Immigrazione e di ver voluto Cecile Kyenge a ricoprire quel ruolo. Lavorerò perché una riforma della cittadinanza fondata sullo ius soli faccia parte del patto di gennaio. Sarà uno dei punti qualificanti del patto di governo".
Contro Grillo a difesa del Colle. "Dobbiamo renderci conto della impressionante fatica della politica nel dare risposte. Il presidente Napolitano ha salvato l'Italia che stava sbandando e andando fuori strada". Napolitano è stato, dice Letta, "un presidente della Repubblica saldo, fermo e attento al dettato costituzionale. Credo che nell'ultima settimana si sia veramente passato il limite negli attacchi al capo dello Stato". A ruota, Lette definisce "assolutamente fuori luogo" le parole di Beppe Grillo.
Stipendi dei politici. Dei costi della politica "tanti ne parlano, pochi fanno. Noi abbiamo fatto quello che potevamo fare: abbiamo eliminato con un decreto lo stipendio per ministri che siano anche parlamentari. E' facile fare dei tweet, ma la realtà è più complessa". Lo ha rivendicato il premier letta ricordando anche il decreto sul finanziamento ai partiti (rimborsi elettorali, ndr): "Erano decenni che si voleva intervenire, ora ai cittadini che non vorranno contribuire non sarà tolto un euro" anche se ci sarà una "fase di transizione" perché "il contributo volontario del 2 per mille non lo si può applicare dal giorno allla notte".
Premier tecnico. "Non sono e non sarò mai un premier tecnico - risponde Letta a una domanda della stampa -. In questi mesi, in particolare tra fine settembre e inizio ottobre quando il governo ha rischiato di cadere, ho dimostrato che cosa è necessario fare quando c'è bisogno di una svolta politica vera. E anche in futuro per il bene del Paese non avrei problemi a rifarlo, non per me ma per il bene del Paese".
Conflitto di interessi. "Non ho alcun dubbio" che il conflitto di interessi e la questione degli incroci proprietari saranno nel nuovo patto di governo", rassicura Letta. "Anche nel 'milleproroghe' che faremo venerdì in Consiglio dei ministri ci sarà pure la proroga sulla questione del divieto di incroci di proprietà. Chi aveva dubbi su questa cosa non so bene a quale presidente del Consiglio facesse riferimento. E' evidente che sono temi che hanno bisogno di soluzioni".
Perché di crisi e di futuro del Paese parla, da Montecitorio, il premier. "L'Italia - esordisce Letta - ha lasciato la sala operatoria, siamo in fisioterapia. E' alle spalle la parte più complessa della crisi, sono fermamente convinto che questo Paese ce la farà. Tra un anno i dati saranno migliori". Soltanto qualche minuto prima, il saluto al carabiniere ferito nella sparatoria avvenuta davanti Palazzo Chigi mentre il governo giurava al Quirinale: "La difesa delle istituzioni è un valore a cui ognuno di noi deve fare riferimento. Voglio ricordare e rivolgere un saluto al brigadiere Giuseppe Giangrande, che ha avuto la sua vita menomata per la difesa delle istituzioni".
RNEWS "La svolta giovanilista e il rischio del nuovo"
"Il 2013 - ha poi proseguito Letta - sarà ricordato come l'anno della svolta generazionale, sarà l'anno della svolta dei quarantenni. Una svolta che non è un fatto individuale e di cui il Paese aveva bisogno. Uno sforzo che poi si declina con l'attenzione a rompere il circolo vizioso della disoccupazione giovanile. La svolta generazionale ci mette alla prova. La svolta l'abbiamo chiesta, ed è arrivata, in primis per merito della scelta del presidente della Repubblica. Oggi questa generazione non può fallire, se fallisse vorrebbe dire che tutti gli auspìci di questi anni non sono andati nella giusta direzione. Come generazione non abbiamo possibilità di fallire e non abbiamo alibi. Io farò la mia parte perché questa svolta riesca. Coglieremo questa opportunita".
[[ge:rep-locali:repubblica:74341185]]
Conti pubblici. "Non sfasceremo i conti pubblici - assicura Letta -. La stabilità, se si porta avanti nel tempo, ha i suoi dividendi. La stabilità di questi otto mesi ha portato un dividendo, con un minor peso in miliardi di euro degli interessi sul debito, che dipendono dalla stabilità e dalla fiducia nell'Italia. Nel 2009 abbiamo pagato 70 miliardi, nel 2010 71 miliardi, nel 2011 78 miliardi, nel 2012 86 miliardi. Nelle previsioni del 2013 dovevamo pagare 89 miliardi, oggi invece siamo a 83 miliardi. Il dividendo della stabilità è di circa 5,5 miliardi, con cui abbiamo potuto fare alcune cose, come l'abolizione dell'Imu sulla prima casa".
Imu. "Io sono convinto che nei prossimi anni il peso e il carico dell'Imu sarà inferiore rispetto a quello degli anni precedenti. Mi riferisco agli anni precedenti al 2013, perchè nel 2013 l'Imu sulla prima casa non è stata pagata. Alla fine, l'anno prossimo gli italiani pagheranno un 10% medio invece di pagare tutta la tassa. Queste cose sono figlie del dividendo della stabilità: la stabilità è precondizione per la crescita".
Taglio delle tasse. Taglio delle tasse a partire ad quelle sul lavoro, con i proventi che deriveranno dalla spending review e dal rientro dei capitali illegalmente esportati all'estero. Letta lo ribadisce aggiungendo che "questo è l'impegno che avevamo preso e che riconfermo qui. Il meccanismo di automatismo per la riduzione delle tasse sul lavoro con i proventi della spending e dei capitali illegalmente esportati è un impegno che confermo: sarà così, ci sono state discussioni e equivoci per l'interpretazione delle norme. Ma questo è l'impegno che ci prendiamo, ci saranno interventi per ridurre le tasse sul lavoro, il costo del peso fiscale sul lavoratore e su chi dà lavoro".
Pacchetto contro illegalità. Il governo varerà a gennaio un pacchetto di misure contro l'illegalità di natura finanziaria. "Se chiudiamo in parlamento entro gennaio con la delega - dice il premier - si può andare avanti con altre riforme sul fisco come quella sul catasto o altre norme anti elusione. A partire dalla delega e con l'attuazione dei provvedimenti varati, il 2014 sarà un anno importante per un fisco diverso". Ci saranno misure "sul tema dei capitali illegalmente importati e contro l'autoriciclaggio che staranno dentro al collegato al pacchetto di interventi che faremo contro le illegalità di natura finanziaria".
Renzi e la leadership. "Non sospetto che Matteo Renzi voglia subito elezioni. C'è occasione leadership per una generazione. Su legge elettorale e riforme, Pd e Renzi fano bene a parlare con Forza Italia". E poi: quest'anno ci sono state "turbolenze in parte dovute all'intreccio tra fattori esterni e politica", in particolare in relazione alla "sentenza che ha riguardato uno dei tre leader che hanno fatto nascere questo governo". Il riferimento di Letta è alla sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, aggiungendo che "ci sono cose che avrei potuto fare meglio, ma le tengo dentro".
Corsa alla premiership. "Dimostreremo che la nuova generazione sarà in grado di vivere in un modo assolutamente diverso la capacità di fare gioco di squadra". E secondo il premier questo gioco di squadra con Renzi, segretario Pd, "se ci sarà, e sono convinto che ci sarà, come in queste prime due settimane ha dimostrato di esserci, dimosterà tutti i suoi effetti positivi non solo la prossima settimana ma in futuro, e sarà una delle cose più importanti che renderà il Pd un partito in grado di vivere non solo in questi mesi ma molto a lungo".
Riforme costituzionali e Province. "Sulle riforme costituzionali il Governo farà la sua parte - afferma Letta -. Prima delle europee dovremo avere la nuova legge elettorale e i primi passaggi parlamentari sull'eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma del Titolo V, e l'eliminazione della parola 'Province' dalla Costituzione"
Dalla maggioranza "a tutti". Le riforme istituzionali "devono essere fatte naturalmente a partire dalla maggioranza di governo", ha detto Letta, ma "con un'apertura vera fuori dalla maggioranza" che "naturalmente riguarda tutti i soggetti politici, tutti i gruppi parlamentari".
Rimpasto di governo. Il rimpasto della formazione di governo "non è un tema all'ordine del giorno", sostiene Letta. Che anzi ringrazia "tutti i ministri e i sottosegretari che hanno lavorato con me, anche quelli che si sono dimessi a causa dell'uscita di Forza Italia dalla coalizione di governo".
Modello tedesco. Il governo lavorerà per avviare "la compartecipazione delle lavoratori alla vita dell'azienda sul modello tedesco, vogliamo sperimentarlo in società del perimetro pubblico che sono le Poste e se funziona lo faremo anche in modo più esteso". Poi Letta aggiunge: "Ho intenzione di coinvolgere le parti sociali".
Giustizia civile. Letta annuncia inoltre che sarà pronto per gennaio il provvedimento per l'efficienza della giustizia civile: "E' quasi pronto - ha detto - un altro intervento per rendere la giustizia civile più funzionante".
La politica dell'Iran. La svolta impartita da Hassan Rohani nella politica dell'Iran "è una opportunità. La percezione è che si apra una opportunità" per tutta la zona, dice Letta. "Per noi rimane fondamentale la soluzione pacifica delle vicende. Penso che uno sblocco della situazione iraniana sia fondamentale. Abbiamo voluto dare all'Iran una opportunità, ma tutto quello che stiamo facendo non molla in nulla il punto del disarmo nucleare in Iran, che è assolutamente necessario".
Indulto e amnistia. "L'amnistia e l'indulto sono competenza esclusiva delle Camere - sottolinea il premier -. Abbiamo deciso di dare subito un segnale rispetto al discorso di Giorgio Napolitano con un primo passo importante: il decreto dell'altro giorno". Un dl che è un "primo passo importante perché va nella direzione, senza alcun pregiudizio per sicurezza dei cittadini, di modificare delle norme per la rendere vita nelle carceri meno drammatica di come avviene oggi a causa del sovraffollamento".
Immigrazione e Bossi-Fini. "Gli sbarchi nel 2013, per via dell'instabilità e delle tensioni nel Mediterraneo, sono più che triplicati in un anno - afferma Letta -. Ci siamo trovati sotto una pressione fortissima. Mare Nostrum è stata una risposta, le altre risposte sono state fornite durante il Consiglio europeo, con rafforzamento di Frontex ed Eurosur. Per questo servirà, già a gennaio, la revisione di alcuni aspetti della Bossi-Fini".
Gioco d'azzardo. "Il piano d'azione sul gioco d'azzardo non conterrà frasi o impegni generici. Ci sarà un complesso di interventi che modificheranno il modo d'agire del nostro Paese nei confronti di questo settore, che provoca danni sociali purtroppo molto forti. Sento fortissima la necessità di intervenire. Le società del settore non hanno accolto la sanatoria, pensano attraverso la giustizia di avere maggiore soddisfazione. Le critiche al governo su quel punto vengono meno - ha proseguito Letta -. Il piano d'azione è quasi pronto e conterrà un cambio radicale, necessario anche alla luce di quello che è avvenuto alla Camera con la cosiddetta 'porcata' sulle slot machine. Serve un cambio radicale".
Ius soli. Sulla riforma di cittadinanza, Letta dice: "Sono sempre stato convinto che una normativa diversa sulla cittadinanza, fondata sullo ius soli, sia necessaria. Rivendico il fatto di aver voluto un ministro dell'Immigrazione e di ver voluto Cecile Kyenge a ricoprire quel ruolo. Lavorerò perché una riforma della cittadinanza fondata sullo ius soli faccia parte del patto di gennaio. Sarà uno dei punti qualificanti del patto di governo".
Contro Grillo a difesa del Colle. "Dobbiamo renderci conto della impressionante fatica della politica nel dare risposte. Il presidente Napolitano ha salvato l'Italia che stava sbandando e andando fuori strada". Napolitano è stato, dice Letta, "un presidente della Repubblica saldo, fermo e attento al dettato costituzionale. Credo che nell'ultima settimana si sia veramente passato il limite negli attacchi al capo dello Stato". A ruota, Lette definisce "assolutamente fuori luogo" le parole di Beppe Grillo.
Stipendi dei politici. Dei costi della politica "tanti ne parlano, pochi fanno. Noi abbiamo fatto quello che potevamo fare: abbiamo eliminato con un decreto lo stipendio per ministri che siano anche parlamentari. E' facile fare dei tweet, ma la realtà è più complessa". Lo ha rivendicato il premier letta ricordando anche il decreto sul finanziamento ai partiti (rimborsi elettorali, ndr): "Erano decenni che si voleva intervenire, ora ai cittadini che non vorranno contribuire non sarà tolto un euro" anche se ci sarà una "fase di transizione" perché "il contributo volontario del 2 per mille non lo si può applicare dal giorno allla notte".
Premier tecnico. "Non sono e non sarò mai un premier tecnico - risponde Letta a una domanda della stampa -. In questi mesi, in particolare tra fine settembre e inizio ottobre quando il governo ha rischiato di cadere, ho dimostrato che cosa è necessario fare quando c'è bisogno di una svolta politica vera. E anche in futuro per il bene del Paese non avrei problemi a rifarlo, non per me ma per il bene del Paese".
Conflitto di interessi. "Non ho alcun dubbio" che il conflitto di interessi e la questione degli incroci proprietari saranno nel nuovo patto di governo", rassicura Letta. "Anche nel 'milleproroghe' che faremo venerdì in Consiglio dei ministri ci sarà pure la proroga sulla questione del divieto di incroci di proprietà. Chi aveva dubbi su questa cosa non so bene a quale presidente del Consiglio facesse riferimento. E' evidente che sono temi che hanno bisogno di soluzioni".