Politica

Legge elettorale, Grillo: "Italicum pensato per fermare il M5s. Grave il silenzio del Colle"

Il leader a Cinque stelle: "Siamo senza scampo, in un ballottaggio col Pd, Berlusconi indirizzerà il voto con tv e giornali". Poi attacca Renzi: "Dietro l'ebetino c'è il condannato, è andato a Arcore per farsi dettare la linea e ci ha scopiazzato il programma". L'ex comico torna ad attaccare Napolitano: "L'impeachment ci sarà". Il Pd replica: "Testimonial della prima Repubblica"

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ROMA - Beppe Grillo attacca ancora l'"Italicum", la proposta di legge elettorale presentata ieri in Commissione alla Camera. Il progetto, partorito dall'incontro  tra segretario Pd, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sarebbe pensato apposta per fermare l'avanzata del Movimento: "Con quella legge il M5s è senza scampo". L'importante, secondo il movimento, "era fermarci, siamo la variante impazzita che non riescono a fermare", dice in una conferenza stampa riservata alla stampa estera a Roma.

Il leader a 5 stelle se la prende anche con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente del Consiglio Enrico Letta: "È grave il loro mutismo sulla legge elettorale. Il pericolo siamo noi, non solo per loro, ma anche per la Bce, la Troika, l'Ue". Il ricorso al doppio turno tra le due coalizioni che hanno raccolto più voti è uno dei punti più contrastati: "Noi saremo tagliati fuori. Immaginate il ballottaggio tra noi e il Pd: a chi indirizzerà il voto Berlusconi con le sue tv e i giornali?". Alla posizione di contrasto di Grillo risponde il Pd con le parole di Luca Lotti: "Grillo dia ai 150 parlamentari la possibilità di partecipare al cambiamento in corso nel Paese". Il leader a cinque stelle però dice di non avere preconcetti verso il Pd: "Quando vedremo i documenti in Parlamento discuteremo e i nostri parlamentari giudicheranno. Se il progetto di legge elettorale è in sintonia con il nostro voteremo sì".

Sulla proposta interna al M5s, invece, Grillo rivendica la discussione in corso sul blog: "Adesso i cittadini discutono in rete una legge elettorale e poi la si applica", ha aggiunto. Un progetto che però non arriverà prima della fine di febbraio, mentre la discussione in Aula partirà il 29 gennaio: "Chi l'ha detto che dobbiamo fare in fretta? A me non importa" risponde Grillo. Una legge che potrebbe avere al suo interno le preferenze: "Lo diciamo fin dal primo V-day". Per l'ex comico si può andare a votare con la legge elettorale che è adesso in vigore, il Porcellum senza premio di maggioranza, bocciato dalla Consulta perchè considerato incostituzionale: "Questa è la prassi che ho in testa io", solo dopo il voto "qualunque sia il governo e il Parlamento che ne scaturirà sarà legittimato a rifare la legge elettorale.

"Il condannato dietro l'ebetino". Grillo non risparmia critiche a Renzi: "Dietro l'ebetino c'è il condannato" ha detto il leader del M5s, poi aggiunge, "Renzi è andato da Berlusconi ad Arcore e il condannato gli ha dettato la linea, si è messo la camicina bianca ed è salito sul camper, scopiazzando il nostro programma".

"O vinciamo noi o ce ne andiamo". Su un possibile dialogo del Movimento con i partiti, ribadisce il secco no: "Non abbiamo idee né di destra né di sinistra, siamo ecumenici. Noi gli accordi con questi non li facciamo, o vinciamo o ce ne andiamo. Se gli italiani voteranno questi cialtroni, se li dovranno tenere".

Napolitano e le larghe intese. Grillo è tornato a parlare della messa in stato di accusa per Napolitano: "L'impeachment arriva, c'è tutto. Ci stanno lavorando due studi legali". L'accusa è per la formazione del governo di larghe intese: "Noi abbiamo preso il 25 per cento. Poi c'è stato il colpettino di stato di Napolitano che si è riunito in una notte con due persone e ha fatto le larghe intese".

Papa Francesco. "Noi siamo in completa sintonia con Papa Francesco, lui è visto come un pericolo per la finanza mondiale, come noi del resto siamo visti come un pericolo. Il nostro è movimento ecumenico, può entrare chiunque, ed è nato lo stesso giorno di San Francesco", ha detto Grillo.

La riforma fiscale M5s. Il leader pentastellato lancia l'idea di una riforma fiscale per rilanciare l'occupazione e attacca il piano di riforma del lavoro "Jobs act" annunciato dal segretario del Pd: "Non ce la faranno mai. Il lavoro deve essere per tutti" e per farlo si comincia "tassando i consumi e togliendo tutto il resto. Questo lo dicono professori svizzeri e austriaci, non un ex comico".

L'attacco a Speranza. Il leader del M5s attacca anche un altro esponente del Partito democratico, Roberto Speranza: "Si dimetta per il caso del lobbista Tivelli". Secondo il leader a cinque stelle "Speranza ha fatto un emendamento sulle pensioni d'oro: bellissimo, lo avremmo votato. Ma dopo una telefonata l'emendamento scompare. Abbiamo intercettato la telefonata e fatto espellere il lobbista. Ora dopo il lobbista dobbiamo cacciare il lobbizzato". Speranza ha risposto: "Da Grillo ancora solo urla e accuse deliranti. Non conosco, nè ho mai parlato con la persona a cui si riferisce Grillo e ho già dato mandato ai  miei legali di querelarlo per le accuse infondate e del tutto strumentali a me rivolte".

Europa ed elezioni. I temi europei sono al centro dell'intervento di Grillo: Fiscal compact, fondo Salva-stati e le prossime elezioni in programma a maggio. Sul Fiscal compact "il M5S è stato il primo a chiedere di rinegoziarlo con una mozione. Il Pd ha votato 'no' e se ne vanta" critica il leader a Cinque stelle. Intanto sostiene che il M5s "vincerà le Europee" e si presenterà da solo: "Poi vedremo se ci sara' qualche gruppo tedesco, finlandese con cui fare massa".

"Mi date del nazista". La conferenza stampa di oggi ha sancito la prima rottura tra Grillo e la stampa estera, da sempre presa come esempio dal leader del Movimento 5 stelle rispetto ai giornalisti italiani. "Mi avete dipinto sui vostri giornali tedeschi e francesi come un razzista, un nazista. Ma se in Italia non ci sono albe dorate è solo grazie a noi" ha detto Grillo.

Il ritorno in teatro. Intanto l'ex comico ha annunciato che trascorrerà il periodo della campagna elettorale per le prossime elezioni in teatro, con lo spettacolo "Te la do io l'Europa!". Otto date in giro per l'Italia per portare sul palco proprio i temi legati all'Europa e all'euro.

Le reazioni. "Non è assolutamente una legge contro il Movimento 5 Stelle, anzi: nella mia commissione c'è un'ottima collaborazione tra i parlamentari 5 Stelle e gli altri" afferma Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera a Radio24. Il Pd invece replica definendolo un esponente della "prima Repubblica. Lo showman ha deciso di stare sul tetto, la sua legge elettorale è stata confezionata dalla Corte Costituzionale. Per Grillo le cose vanno bene così come sono, troppa fatica lavorare per cambiarle in Parlamento".
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