Politica

Bencini: "Sembrava l'inquisizione. E Beppe mente"

La senatrice grillina in lacrime dà le dimissioni dal Senato: "Ma se le respingono non vado con Renzi, resto nel gruppo"

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ROMA  -  Pranza alle quattro con un cappuccino. Occhi rossi, Alessandra Bencini ha appena consegnato le dimissioni da senatrice. È un fiume in piena, ma all'improvviso si ferma: "Non è che mi ha registrato? Vabbé, tanto ho detto solo quello che penso". Un grumo indefinito di tensione, delusionee lacrime.

Senatrice, non ha gradito lo spettacolo in streaming?
"Guardi, sembrava l'Inquisizione. Senza contare l'elemento del voyeurismo. E quello streaming che andava e veniva a seconda di chi parlava...".

Un processo pubblico. I più duri sembravano i deputati.
"Sono giovani. A vent'anni fai così. Poi crescendo impari a coltivare il dubbio, iniziano a mancare le certezze".

Un abbaglio collettivo?
"Se deve essere abbaglio, sia però democratico. Non come ieri. Non li hanno fatti parlare neanche dieci minuti a testa e li hanno cacciati. La cosa che più ha ferito è che avremmo potuto confrontarci prima di andare in congiunta. Non hanno voluto".

La stampa racconta da mesi delle vostre divisioni.
"Però voi decidete cosa evidenziare e date l'idea che sembriamo un movimento quasi para fascistoide, che non permette il dissenso. Così però non si cambiano le cose...".

Noi rileviamo anche le difficoltà del M5S, senatrice.
"Una cosa è certa, alcune cose non vanno. Ad esempio, chi ha deciso lamozione di sfiducia ai due nuovi ministri? Chi ne ha discusso? E ancora: assodato il no alla fiducia a Renzi, abbiamo discusso di come approcciarci? No, non l'abbiamo fatto".

A volte il M5S sembra avere paura di contaminarsi.
"Predichiamo trasparenza, poi abbiamo punti un po' oscuri".

Per Grillo gli espulsi tratterranno 20 mila euro al mese.
"Su quel post di Beppe io mi arrabbio. E poi non è neanche vero, visto chelo stipendio è di 14 mila euro. Io, poi, spendo tutta la quota riservata ai collaboratori. Per il resto, da sempre, il mio conto è sempre in rosso".

Sento in lei un'infinita delusione.
"(Bencini scoppia in lacrime, ndr) Io sono qui anche con sacrifici personali. È un'esperienza che ti cambia la vita. Vorrei essere utile ai miei figli, alla gente, al mio Paese. Penso ai voti che ho preso io, ma poi ci sono tutti quelli che non sono attivisti, ma che ci hanno votato. Se mi chiamano per un problema, per una fabbrica che chiude, che faccio? Gli chiedo per chi hai votato?".

E adesso?
"Mi dimetto, così nessuno può dire nulla. L'abbiamo sempre promesso".

L'Aula probabilmente respingerà le dimissioni.
"E vorrà dire che lavoreremo, ma a quel punto farò come ritengo sia giusto. Resto nel gruppo, non vado con Renzi".
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