ROMA - Michaela Biancofiore, responsabile risorse umane di Fi, cosa ha spinto Bonaiuti a lasciare?
"SAPEVO DI problemi e risentimenti personali, questo non è un addio politico e sono molto dispiaciuta. Un conto sono i tradimenti di Alfano e dei ministri che prima della sentenza del primo agosto per opportunismo mai avrebbero lasciato Berlusconi e che poi invece hanno scelto le comode poltrone ministeriali. Un caso diverso è l'uscita di Paolo".
Perché diverso?
"Con più dialogo e maggiore attenzione umana nel partito ci sarebbero più comprensione e meno addii dolorosi. Però a fronte di qualcuno che indubbiamente manca di tatto all'interno di Fi, e non è certo Berlusconi, Bonaiuti nell'Ncd troverà le stesse persone che hanno usufruito dei benefici concessi dal presidente e che hanno condiviso la linea di quelli che oggi criticano. Parliamo di livori, bassezze e maleducazione che esponenti dell'Ncd in questi giorni hanno riservato a Berlusconi e Dell'Utri. Paolo in quel coacervo non c'entra niente".
Chi non ha avuto tatto?
"È una buona domanda, non so chi si è reso reo di allontanare Paolo da Berlusconi, ma se qualcuno senza avvertirlo gli ha spedito a casa le cose che aveva in ufficio ha mancato di cultura del tatto e del merito. Paolo è una persona che merita rispetto. D'altra parte Bonaiuti sbaglia, non solo per il momento difficile, ma perché è uno dei pochi che da Berlusconi ha avuto tutto e soprattutto ha avuto la fortuna di stare a stretto contatto con un uomo che ogni volta che puoi frequentarlo ti arricchisce per conoscenza delle cose e per sensibilità. Se però dall'altra parte Fi quell'entusiasmo lo spegne, ancora una volta il movimento e il suo leader sono due cose diverse che vanno riconciliate".
Tutti gli indizi portano al cosiddetto "cerchio magico".
"Tenderei ad escluderlo, non credo che qualcuno con mansioni di segreteria, seppur alta, possa prendere decisioni di questo genere, credo che sia qualcuno che abbia molto più potere all'interno del partito che abbia agito in questo senso. E se fosse qualcuno del cosiddetto cerchio magico, al quale mi lega una profonda amicizia, non avrei timore a dire che ha fatto un errore ad allontanare dal presidente persone che come Paolo gli vogliono veramente bene".
Teme defezioni di massa dopo le europee?
"Non credo a smottamenti e sbaglia chi pensa che le uscite dal partito corrispondano ad un calo di consensi perché chi ci vota sceglie Berlusconi. E Alfano non creda che più persone importa e più cresce il suo consenso".
"SAPEVO DI problemi e risentimenti personali, questo non è un addio politico e sono molto dispiaciuta. Un conto sono i tradimenti di Alfano e dei ministri che prima della sentenza del primo agosto per opportunismo mai avrebbero lasciato Berlusconi e che poi invece hanno scelto le comode poltrone ministeriali. Un caso diverso è l'uscita di Paolo".
Perché diverso?
"Con più dialogo e maggiore attenzione umana nel partito ci sarebbero più comprensione e meno addii dolorosi. Però a fronte di qualcuno che indubbiamente manca di tatto all'interno di Fi, e non è certo Berlusconi, Bonaiuti nell'Ncd troverà le stesse persone che hanno usufruito dei benefici concessi dal presidente e che hanno condiviso la linea di quelli che oggi criticano. Parliamo di livori, bassezze e maleducazione che esponenti dell'Ncd in questi giorni hanno riservato a Berlusconi e Dell'Utri. Paolo in quel coacervo non c'entra niente".
Chi non ha avuto tatto?
"È una buona domanda, non so chi si è reso reo di allontanare Paolo da Berlusconi, ma se qualcuno senza avvertirlo gli ha spedito a casa le cose che aveva in ufficio ha mancato di cultura del tatto e del merito. Paolo è una persona che merita rispetto. D'altra parte Bonaiuti sbaglia, non solo per il momento difficile, ma perché è uno dei pochi che da Berlusconi ha avuto tutto e soprattutto ha avuto la fortuna di stare a stretto contatto con un uomo che ogni volta che puoi frequentarlo ti arricchisce per conoscenza delle cose e per sensibilità. Se però dall'altra parte Fi quell'entusiasmo lo spegne, ancora una volta il movimento e il suo leader sono due cose diverse che vanno riconciliate".
Tutti gli indizi portano al cosiddetto "cerchio magico".
"Tenderei ad escluderlo, non credo che qualcuno con mansioni di segreteria, seppur alta, possa prendere decisioni di questo genere, credo che sia qualcuno che abbia molto più potere all'interno del partito che abbia agito in questo senso. E se fosse qualcuno del cosiddetto cerchio magico, al quale mi lega una profonda amicizia, non avrei timore a dire che ha fatto un errore ad allontanare dal presidente persone che come Paolo gli vogliono veramente bene".
Teme defezioni di massa dopo le europee?
"Non credo a smottamenti e sbaglia chi pensa che le uscite dal partito corrispondano ad un calo di consensi perché chi ci vota sceglie Berlusconi. E Alfano non creda che più persone importa e più cresce il suo consenso".