ROMA - Dopo aver indotto Matteo Renzi a rimettere nell'armadietto gli scarpini da calzare per la "Partita del Cuore", il Movimento 5 Stelle non abbassa la guardia nel suo aperto confronto con il premier. Questa volta, M5s mette nel mirino i telegiornali, forte del richiamo di Agcom diramato dopo l'analisi degli spazi dedicati alla politica nell'informazione nel periodo tra il 5 e il 18 aprile e in vista della prossima verifica, relativa al periodo 19 aprile-2 maggio.
"Chiediamo che tutti rispettino le regole. Non è possibile che certi notiziari si trasformino in 'TeleRenzie', ancor di meno durante una campagna elettorale in cui vige la legge della par condicio". Lo afferma in una nota il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle, dopo aver presentato il secondo esposto delle ultime settimane all'Autorità garante nelle comunicazioni.
"Alcuni dati sono preoccupanti" afferma il capogruppo Giuseppe Brescia che cita in particolare quelli riguardanti edizioni di Studio Aperto, TgLa7 e SkyTg24, "dove spadroneggiano il Partito democratico e il suo segretario".
Secondo i dati diffusi da Agcom, nel periodo fra il 5 e il 18 aprile nelle edizioni di Studio Aperto il Pd ha goduto del 36,3% di spazio, Forza Italia del 25% e il MoVimento 5 Stelle dell'8,6%. A SkyTg24 il Pd e Renzi hanno messo assieme il 37,1% (16,1% e 21%), Forza Italia il 16,8% e il M5S il 7,2%. Al TgLa7 il presidente del Consiglio ha il 60%, il Pd l'11,4% e il M5S il 7,2%.
"Apprendiamo con soddisfazione il fatto che l'Agcom sia già intervenuta affermando di fatto le ragioni dell'esposto del MoVimento 5 Stelle. Ad esigere rispetto sono tutti coloro i quali guardano la televisione: il pluralismo - afferma il M5s - è un principio di garanzia, non tanto per le forze politiche ma per i cittadini".
Mentana contro Agcom e par condicio. Il primo a rispondere, non tanto al M5s quanto al richiamo dell'Agcom, è Enrico Mentana, seguito da una nota de La7 che ne sposa le ragioni. "Per la stupidità della legge (sulla par condicio, ndr) e per insipienza dell'Agcom, è stata inserita nel computo del tg la conferenza stampa di Renzi (sugli 80 euro, 18 aprile, ndr) e non l'analogo tempo dato a Di Maio e Romani in serata con un ascolto superiore. E' insensato, il tg non è una farmacia" dichiara all'Ansa il direttore del TgLa7.
"Il paradosso - aggiunge Mentana - è che l'aver trasmesso un avvenimento di interesse pubblico (la conferenza di Renzi, ndr) in edizione straordinaria, ha fatto sballare tutte le nostre percentuali. La decisione dell'Agcom è ridicola e insensata, è come mischiare le pere con le mele. Il tg non è una farmacia, deve poter seguire gli avvenimenti e le informazioni. Il risultato è che una legge, nata in altri tempi per limitare lo spazio per Berlusconi in tv, ora diventa una tagliola che impedisce di fare il proprio mestiere".
"In più - osserva ancora Mentana - non si considera che abbiamo trasmesso l'edizione straordinaria con Renzi alle 18, in orario non di punta. Hanno visto la diretta della conferenza stampa 297 mila persone, un quinto di quelli che hanno visto il tg e un terzo di quelli che hanno seguito la stessa sera Bersaglio Mobile sempre da me condotto, che ospitava Luigi Di Maio dei Movimento 5 Stelle e Paolo Romani di Forza Italia. Le due principali opposizioni hanno avuto lo stesso tempo di Renzi, in condizioni di ascolto migliori, ma questo tempo non è stato conteggiato".
"I dati sono sotto gli occhi di tutti - conclude il direttore del TgLa7 -. La stupidità della legge è sbalorditiva, anche perché tutto questo succede 40 giorni prima del voto, non il venerdì prima delle elezioni. Stiamo parlando di programmi giornalistici, non di tribune: se c'è una cosa che fa notizia bisogna darla".
Mentana ha scritto anche un breve post su Facebook, nel quale parla di "brutta figura dell'Agcom" e aggiunge: "Non chiederanno mai scusa, ovviamente".
"Chiediamo che tutti rispettino le regole. Non è possibile che certi notiziari si trasformino in 'TeleRenzie', ancor di meno durante una campagna elettorale in cui vige la legge della par condicio". Lo afferma in una nota il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle, dopo aver presentato il secondo esposto delle ultime settimane all'Autorità garante nelle comunicazioni.
"Alcuni dati sono preoccupanti" afferma il capogruppo Giuseppe Brescia che cita in particolare quelli riguardanti edizioni di Studio Aperto, TgLa7 e SkyTg24, "dove spadroneggiano il Partito democratico e il suo segretario".
Secondo i dati diffusi da Agcom, nel periodo fra il 5 e il 18 aprile nelle edizioni di Studio Aperto il Pd ha goduto del 36,3% di spazio, Forza Italia del 25% e il MoVimento 5 Stelle dell'8,6%. A SkyTg24 il Pd e Renzi hanno messo assieme il 37,1% (16,1% e 21%), Forza Italia il 16,8% e il M5S il 7,2%. Al TgLa7 il presidente del Consiglio ha il 60%, il Pd l'11,4% e il M5S il 7,2%.
"Apprendiamo con soddisfazione il fatto che l'Agcom sia già intervenuta affermando di fatto le ragioni dell'esposto del MoVimento 5 Stelle. Ad esigere rispetto sono tutti coloro i quali guardano la televisione: il pluralismo - afferma il M5s - è un principio di garanzia, non tanto per le forze politiche ma per i cittadini".
Mentana contro Agcom e par condicio. Il primo a rispondere, non tanto al M5s quanto al richiamo dell'Agcom, è Enrico Mentana, seguito da una nota de La7 che ne sposa le ragioni. "Per la stupidità della legge (sulla par condicio, ndr) e per insipienza dell'Agcom, è stata inserita nel computo del tg la conferenza stampa di Renzi (sugli 80 euro, 18 aprile, ndr) e non l'analogo tempo dato a Di Maio e Romani in serata con un ascolto superiore. E' insensato, il tg non è una farmacia" dichiara all'Ansa il direttore del TgLa7.
"Il paradosso - aggiunge Mentana - è che l'aver trasmesso un avvenimento di interesse pubblico (la conferenza di Renzi, ndr) in edizione straordinaria, ha fatto sballare tutte le nostre percentuali. La decisione dell'Agcom è ridicola e insensata, è come mischiare le pere con le mele. Il tg non è una farmacia, deve poter seguire gli avvenimenti e le informazioni. Il risultato è che una legge, nata in altri tempi per limitare lo spazio per Berlusconi in tv, ora diventa una tagliola che impedisce di fare il proprio mestiere".
"In più - osserva ancora Mentana - non si considera che abbiamo trasmesso l'edizione straordinaria con Renzi alle 18, in orario non di punta. Hanno visto la diretta della conferenza stampa 297 mila persone, un quinto di quelli che hanno visto il tg e un terzo di quelli che hanno seguito la stessa sera Bersaglio Mobile sempre da me condotto, che ospitava Luigi Di Maio dei Movimento 5 Stelle e Paolo Romani di Forza Italia. Le due principali opposizioni hanno avuto lo stesso tempo di Renzi, in condizioni di ascolto migliori, ma questo tempo non è stato conteggiato".
"I dati sono sotto gli occhi di tutti - conclude il direttore del TgLa7 -. La stupidità della legge è sbalorditiva, anche perché tutto questo succede 40 giorni prima del voto, non il venerdì prima delle elezioni. Stiamo parlando di programmi giornalistici, non di tribune: se c'è una cosa che fa notizia bisogna darla".
Mentana ha scritto anche un breve post su Facebook, nel quale parla di "brutta figura dell'Agcom" e aggiunge: "Non chiederanno mai scusa, ovviamente".