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Floris: "Via dalla Rai perché non sentivo più la loro fiducia". Ma l'azienda: noi pronti a rinnovo

Il conduttore di Ballarò spiega i motivi dell'addio: "Sono stato sempre ottimamente compensato e ho ricevuto moltissimo. Il problema è lavorare senza progetti editoriali condivisi". La replica della tv di Stato: "Con lui nessun problema editoriale". Tris di ipotesi per la sua sostituzione: Vianello, Berlinguer e Greco

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ROMA - "Me ne vado per una scelta editoriale, la Rai non sposava le mie idee". E' questo il senso di una dichiarazione di Giovanni Floris, il giorno dopo l'annuncio dell'addio alla tv di stato. "Ho sempre saputo che lavorare per la Rai significa lavorare anche prescindendo dal mercato - spiega Floris - e ritengo giusto che il servizio pubblico segua logiche diverse".

Ma in una nota diffusa dopo le parole pronunciate da Floris, la Rai replica al conduttore: "Nessun problema editoriale con Giovanni Floris. L'azienda è pronta a rinnovare il contratto alle condizioni economiche che conosce".

Il giornalista, però, insiste nel sottolineare che il nodo non è economico: "Sono stato sempre ottimamente compensato, sono consapevole di aver ricevuto moltissimo. Invece è un problema lavorare senza progetti editoriali condivisi, e dubitando del sostegno e della fiducia dell'azienda riguardo a progetti che io non voglio imporre a nessuno e che hanno senso solo se sono sposati e non subiti. Il punto del lungo confronto è stato editoriale ed è su questo che ci siamo divisi. La Rai non sposava le mie idee e io faticavo a ritrovarmi nelle loro. Ma è legittimo avere posizioni diverse in un confronto professionale". Per questo, continua Floris, "semplicemente, mi sono rimesso in gioco, portandomi dietro le medesime idee, perché voglio provarci. Vedere se qualcuno ci crede. Alla Rai e ai tanti amici che ho lì, una volta ancora, tutta la mia gratitudine e il mio affetto".

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Il direttore generale di Viale Mazzini parla ai suoi di un divorzio 'doloroso e sofferto'. Ma Floris avrebbe avuto da La7 un'offerta milionaria 'e non pareggiabile'. Secondo indiscrezioni, il giornalista sarebbe rimasto in Rai a patto di prolungare la durata di Ballarò di mezzora, nella nuova stagione, di avere una striscia quotidiana di 10 minuti, in onda da gennaio 2015 e un aumento di stipendio, un contratto più ricco di 150 mila euro, circa 700 mila l'anno, oltre 2 milioni per tre stagioni. Persone vicine alla trattativa sostengono non ci fosse una fredda volontà di divorziare dalla Rai, anzi. L'addio sarebbe maturato solo di fronte alle esitazioni di Viale Mazzini.

"Floris è un uomo che ha mercato e chi lo prende fa un investimento nel proprio interesse, non un'opera pia. E' insensato aprire una polemica sui soldi, nessun editore è un filantropo", spiega il direttore del TgLa7 Enrico Mentana intervenendo sul contratto offerto dalla rete di Urbano Cairo al conduttore di Ballarò: "Saremmo tutti contenti dell'arrivo di Floris, con Santoro è una delle figure di punta sull'informazione". Il brand di Ballarò, continua Mentana "resta alla Rai, ma credo che sarà difficile sostituire Floris così come non è stato sostituito Santoro".

Intanto spunta un tris di ipotesi per la sostituzione alla guida di Ballarò. Per ora in Rai si starebbe valutando la soluzione interna, anche in linea con la spending review in atto, e i tre nomi che circolano insistentemente sono quelli del direttore di Rai3 Andrea Vianello, del direttore del Tg3 Bianca Berlinguer e del conduttore di Agorà Gerardo Greco. E se i ben informati vociferano che a Viale Mazzini al momento non sposterebbero volentieri in prime time quest'ultimo, che sta ottenendo un buon successo d'ascolti con il talk del mattino, viene ritenuta assai più probabile una deroga alla delibera aziendale sui 'doppi incarichi' per permettere la conduzione di Ballarò ad uno dei due direttori impegnati sulla terza rete. La Rai è comunque determinata a riportare in onda regolarmente il marchio e il format della trasmissione alla ripresa della stagione autunnale e una decisione sulla conduzione verrà presa a breve per permettere alla squadra del programma di arrivare all'esordio preparata.
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