Politica

Riforme, Grillo e Casaleggio: "Nessuna frattura nel M5S, ora in Aula per le preferenze"

I due fondatori del Movimento confermano lo stop alle trattative con il Pd e attaccano Renzi: "Vuole temporeggiare, adesso la sfida passa in Parlamento". Il ministro Boschi: "Avanti con il cambiamento, nonostante tutto"

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ROMA - "Il Pd sta mettendo in dubbio le buone intenzioni del Movimento 5 stelle al tavolo sulla legge elettorale". Dopo il secondo streaming Pd-M5S, le polemiche degli ultimi giorni e lo stop al dialogo deciso ieri dai pentastellati, i fondatori del Movimento Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non lasciano più spazio a trattative con i democratici. Passano al contrattacco e mettono nero su bianco che "è chiaro a chiunque abbia seguito lo streaming che il M5S aveva cinque punti chiari mentre il Pd cercava di non dare alcuna risposta concreta e di temporeggiare".

"Non esiste una linea Di Maio". "Renzi parla di una sconfessione dal blog che non c'è mai stata. Non esiste - chiariscono i due fondatori M5S - una linea Grillo/Casaleggio. Non esiste una linea Di Maio. Non esistono linee all'interno del movimento, se non - sottolineano - quella dei cittadini". "Il Pd questo fa fatica a comprenderlo perché difende solo le ragioni degli accordi segreti del patto del Nazareno. I fatti di questi giorni in aula al Senato lo dimostrano".

Ora la prova dell'Aula. "Sosteniamo senza riserva alcuna - prosegue la nota di Grillo e Casaleggio - la posizione della delegazione M5S. Per questo faremo ratificare i punti proposti al tavolo sul portale del Movimento di modo che i cittadini iscritti possano esprimersi. Cosi si potrà andare direttamente in Aula e votare una legge elettorale con le preferenze: dato che proprio Renzi - concludono, sfidando il premier - ha dichiarato più volte durante l'incontro di volere le preferenze nella legge elettorale".

Boschi: "Avanti".
"Andiamo avanti, nonostante Grillo", ha risposto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, a Bomporto (Modena), interpellata sul tema delle riforme istituzionali, attese da lunedì al voto in Senato. "Andiamo avanti esattamente come abbiamo fatto negli ultimi sei mesi. Speriamo che non ci sia ostruzionismo da parte di Sel e M5S, perché il Paese ha bisogno di queste riforme".
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