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Consulta, Catricalà: "Ritiro la mia candidatura". Pesa la spaccatura dentro Forza Italia

Il magistrato annuncia il passo indietro all'indomani della fumata nera in aula: "Spero che il parlamento superi l'impasse, ma non mi sostenga più". Reazioni in casa Fi: "Ora nuovo nome senza strappi"

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ROMA - "Ritiro la mia candidatura, spero che il parlamento superi l'impasse. Ringrazio i parlamentari che mi hanno votato ma chiedo loro di non sostenere ulteriormente la mia candidatura" per la Consulta". Antonio Catricalà annuncia così il proprio passo indietro dopo la fumata nera di ieri. "Non vorrei mettere a rischio la mia immagine professionale e spero che il parlamento possa più facilmente superare le contrapposizioni che hanno finora ostacolato l'elezione dei due giudici costituzionali. Non provo nessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C'è un problema, ho voluto risolverlo cosi".

Una mossa, quella dell'ex presidente dell'Antitrust vicino a Gianni Letta, che ora apre nuovi scenari. Di sicuro c'è che senza un nuovo nome da votare, anche lunedì potrebbe esserci l'ennesimo 'nulla di fatto' per l'elezione dei due giudici della Corte Costituzionale. Fonti politiche avevano fatto sapere che tra le fila dei frondisti di Forza Italia serpeggiava molto scetticismo su un cambio - in positivo - dello stallo ormai conclamato e sulla spaccatura interna al partito per i nomi da votare alla Consulta. Nel frattempo, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno ricalendarizzato una nuova seduta comune del parlamento (lunedì prossimo alle 15) per permettere alle forze di maggioranza e a Forza Italia di trovare profili condivisi.

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Sul passo indietro di Catricalà pesano le divisioni dentro Fi (alle prese, peraltro, con una bufera sulla gestione del partito): i senatori dissidenti, già usciti allo scoperto nel corso dell'esame del disegno di legge costituzionale a Palazzo Madama, non avevano alcuna intenzione di votare un uomo "che non ha mai avuto nulla a che fare con il nostro partito". Nell'ultimo scrutinio di ieri, non a caso, ha fatto capolino il loro candidato: Donato Bruno, storico amico di Marcello Previti, che ha raccolto 120 voti. Silvio Berlusconi, costretto ad Arcore per la fastidiosa infiammazione all'occhio sinistro, dopo quella che avrebbe definito 'un'imboscata', si è irrigidito e non poco.

In contatto telefonico continuo con Roma, Berlusconi ha dato mandato al suo fedelissimo Denis Verdini di risolvere la situazione nel week end all'interno del partito e in alternativa, raccontano, di proporre al Partito democratico un cambio di fronte. In sintesi, il piano B potrebbe essere quello di proporre due nomi nuovi di zecca, che a questo punto andrebbero a sostituire anche Luciano Violante. Non è un mistero che pure nelle fila del Nazareno ci siano state molte defezioni nella votazione di ieri a favore dell'ex presidente della Camera, che rimane comunque tra i più votati, 468 voti (ne servono 570 per essere eletti alla Consulta). L'importante, avrebbe ribadito il leader di Forza Italia, è che non salti l'accordo con Matteo Renzi. Oltre a Bruno, è circolato in quota forzista il nome del consigliere uscente del Csm, Niccolò Zanon, ma dalle parti di piazza San Lorenzo in Lucina assicurano che per ora non c'è nessuna indicazione da parte di Arcore e il fine settimana servirà a riflettere.

Ma è subito dopo l'ufficializzazione del passo indietro che da Fi arrivano le prime reazioni: "Nessuna fronda interna a Forza Italia - dice il presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani -  dietro una scelta che è e deve essere frutto di un voto del parlamento in seduta comune come dispone la costituzione: Forza Italia è dunque unita attorno al proprio leader, il presidente Berlusconi, per la scelta di un nuovo candidato, di pari levatura e preparazione, che - conclude - raccolga il favore di tutto il parlamento". E Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi: "Forza Italia, ne sono certo, riuscirà ad individuare una nuova e adeguata personalità da proporre al parlamento. Il tutto senza strappi o divisioni, con la guida saggia e decisiva del nostro presidente Berlusconi"





 
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