REGGIO CALABRIA - Si è aperto oggi il processo a carico di Claudio Scajola sulla latitanza dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici del Tribunale di Reggio Calabria, dopo oltre due ore di camera di consiglio, hanno infatti rigettato le istanze presentate dalla difesa sulla nullità del rito immediato. Subito dopo i difensori hanno chiesto un rinvio affinchè possa essere depositato al fascicolo del dibattimento tutto il materiale raccolto dall'accusa. Richiesta alla quale il pm non si è opposto. Il processo è stato così rinviato al 6 novembre. Dopo la seconda udienza si procederà più speditamente, con una seduta a settimana.
Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, intanto, ha dichiarato inammissibile "per carenza di interesse" il ricorso della Dda contro la decisione del gup che aveva escluso l'aggravante mafiosa nei confronti di Scajola e degli altri coimputati. La Dda potrà fare ricorso in Cassazione. L'accusa sosteneva che Scajola e gli altri imputati nel procedimento, avendo aiutato Matacena a evitare l'espiazione della pena inflittagli per concorso esterno in associazione mafiosa avevano anche agevolato la 'ndrangheta di cui Matacena, secondo la Dda, era un punto di riferimento. Secondo quanto appreso in Tribunale, in teoria la Procura potrebbe comunque contestare l'aggravante nel corso del dibattimento nei confronti di Scajola e della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi, iniziato stamane.
L'ex ministro Claudio Scajola, accompagnato dal suo avvocato Giorgio Perroni, è arrivato questa mattina al Tribunale di Reggio Calabria per partecipare alla prima udienza e si è limitato a salutare i cronisti con un "buon giorno", anche perché, ha spiegato Perroni, è in regime di arresti domiciliari e non può parlare.
Scajola è imputato per procurata inosservanza della pena nei confronti di Matacena in quanto, secondo i magistrati della Dda reggina che hanno coordinato le indagini, si sarebbe attivato per far trasferire l'ex deputato di Fi da Dubai, dove si trova attualmente, in Libano, ritenuto un Paese più sicuro per evitare l'estradizione. Come detto, insieme a Scajola sarà processata con rito ordinario la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. Non ci sarà, invece, la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, che sarà processata in abbreviato insieme all'ex segretaria di Scajola, Roberta Sacco, e il factotum di Matacena, Martino Politi.
Nei giorni scorsi si è appreso che quattro agenti della scorta di Scajola sono stati indagati per aver utilizzato l'auto di servizio allo scopo di accompagnare la Rizzo a Montecarlo, su indicazione dello stesso ex ministro.
Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, intanto, ha dichiarato inammissibile "per carenza di interesse" il ricorso della Dda contro la decisione del gup che aveva escluso l'aggravante mafiosa nei confronti di Scajola e degli altri coimputati. La Dda potrà fare ricorso in Cassazione. L'accusa sosteneva che Scajola e gli altri imputati nel procedimento, avendo aiutato Matacena a evitare l'espiazione della pena inflittagli per concorso esterno in associazione mafiosa avevano anche agevolato la 'ndrangheta di cui Matacena, secondo la Dda, era un punto di riferimento. Secondo quanto appreso in Tribunale, in teoria la Procura potrebbe comunque contestare l'aggravante nel corso del dibattimento nei confronti di Scajola e della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi, iniziato stamane.
L'ex ministro Claudio Scajola, accompagnato dal suo avvocato Giorgio Perroni, è arrivato questa mattina al Tribunale di Reggio Calabria per partecipare alla prima udienza e si è limitato a salutare i cronisti con un "buon giorno", anche perché, ha spiegato Perroni, è in regime di arresti domiciliari e non può parlare.
Scajola è imputato per procurata inosservanza della pena nei confronti di Matacena in quanto, secondo i magistrati della Dda reggina che hanno coordinato le indagini, si sarebbe attivato per far trasferire l'ex deputato di Fi da Dubai, dove si trova attualmente, in Libano, ritenuto un Paese più sicuro per evitare l'estradizione. Come detto, insieme a Scajola sarà processata con rito ordinario la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. Non ci sarà, invece, la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, che sarà processata in abbreviato insieme all'ex segretaria di Scajola, Roberta Sacco, e il factotum di Matacena, Martino Politi.
Nei giorni scorsi si è appreso che quattro agenti della scorta di Scajola sono stati indagati per aver utilizzato l'auto di servizio allo scopo di accompagnare la Rizzo a Montecarlo, su indicazione dello stesso ex ministro.