Politica

Renzi in tv: "Mafia a Roma, sono sconvolto. Le cene del Pd? Trasparenti"

Matteo Renzi a Bersaglio mobile (ansa)
Il premier a Bersaglio Mobile: "Voglio che i colpevoli paghino. Non consento di mettere in mezzo Poletti, è un galantuomo". Sui sindacati: "Non tratto con loro la legge di Stabilità". Il patto del Nazareno: "Non c'è l'agibilità politica di Berlusconi"
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ROMA - "Ho accolto proposta di Cosentino di un passo indietro e disposto il commissariamento del Pd di Roma nella persona di Matteo Orfini", ha detto il premier Matteo Renzi, intervenendo nel corso della trasmissione televisiva Bersaglio Mobile, sull'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nella capitale. E ha aggiunto: "Sono sconvolto a sentire Pignatone parlare di mafia. Vale la presunzione di innocenza ma sono sconvolto". 

Voglio che i colpevoli paghino. "Fra le centinaia di indagati c'è sicuramente qualcuno che non c'entra niente. Non voglio più usare aggettivi, voglio vedere la sentenza, voglio che i colpevoli paghino e gli innocenti vengano assolti", ha detto il premier all'inizio della trasmissione, condotta da Enrico Mentana. "Vale per tutti il principio di presunzione di innocenza e il governo ha scelto Cantone per l'anticorruzione. Certe vicende fanno rabbia, serve una riflessione profonda, certo l'epicentro è amministrazione di Alemanno ma alcuni nel Pd romano non possono tirare un sospiro di sollievo".
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Le cene del Pd. "Il quadro che emerge da Roma è oggettivamente sconvolgente per le contiguità tra ex criminali di realtà quasi neo fasciste e altre realtà discutibili. Mancano Jack Squartatore e il mostro di Lockness poi ci sono tutti. Ma non consento di mettere in mezzo Poletti: ha fatto solo una cena come presidente delle cooperative, è un galantuomo, un uomo dallo straordinario valore morale e civile", ha detto Renzi.
 
I finanziatori del Pd. A proposito del possibile coinvolgimento di finanziatori del Pd nell'inchiesta romana 'mondo di mezzo', il premier ha aggiunto: "Facciamo le cene di finanziamento, trasparenti. C'era qualcuno di questi? si vedrà". "Rivendico il fatto che il Pd a differenza del passato non si fa finanziare di nascosto dai cittadini". E alla domanda se  Salvatore Buzzi, coinvolto nell'inchiesta sulla mafia nella capitale, era alla cena per la raccolta fondi per il Pd all'Eur replica:"Non ne ho la più pallida idea" ma "facciamo cene trasparenti". Se qualcuno tra i coinvolti nell'inchiesta Mafia Capitale c'era, "i nomi si vedono. I nomi sono pubblici e registrati". - "Credo che il governo stia combattendo la corruzione come mai nessuno lo ha fatto".

SCHEDA Come cambierà il mercato del lavoro di G. BALESTRESTRI

Jobs Act. Poi ha affrontato l'altro tema del giorno, dopo il 'Sì' del Senato sulla fiducia al Jobs Act.  Il problema della disoccupazione "è il motivo per cui facciamo la riforma" del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi, ha spiegato, sono stati creati "100mila posti di lavoro", ma nei 6 anni precedenti "ne abbiamo persi un milione". "Abbiamo cercato di iniziare a bloccare la fuoriuscita di posti di lavoro - ha detto - e lo abbiamo fatto con realtà come Gela, Piombino, Terni, Trieste". Ma, spiega Renzi, "manca la ripartenza" e per questo "ci va un piano industriale per il paese".

Confindustria. A Marco Travaglio che lo ha accusato di aver copiato il Jobs Act dai documenti di Confindustria, Renzi ha replicato: "Il testo della delega sul lavoro è stato presentato dal governo ad aprile. Se lei ha un documento di confindustria di maggio è arrivato tardi". "Io non sono andato all'assemblea di Confindustria, ma con chi credete di parlare? Confindustria ha problemi di autoreferenzialità che hanno anche altre associazioni". Subito dopo Renzi ha ironizzato sul suo rapporto difficile con il sindacato: "La Cgil dovrebbe farmi un monumento, abbiamo fatto un' opera di rivitalizzazione. Mi daranno la tessera ad honorem. Camusso, Landini sono sempre in tv".

I sindacati e la Cgil. I sindacati hanno usato il tema del jobs act come "una bandierina", ci si è impiccati ad "un totem ideologico". E attacca la Cgil: "La Cgil dovrebbe farmi un monumento, sono sempre in tv. Mi daranno la tessera ad honorem, gli ho fatto una sponda...". E ancora: "Non tratto con i sindacati sulle leggi, c'ho già deputati e senatori figuriamoci se sulle leggi mi metto a trattare anche con i sindacati. Chi sciopera il 12 dicembre dice che sciopera contro il governo che ha dato gli 80 euro e non contro chi li ha tolti, sciopera contro chi ha tolto i co.co.co e co.co.pro e non con contro chi li ha messi, contro il governo che ha ridotto le tasse e non contro chi le ha alzate", ha aggiunto parlando della riforma del lavoro.

"Piano Juncker timido". Intervenendo sulle politiche europee il premier ha anticipato una proposta che farà al prossimo Consiglio europeo. "Sblocchiamo dal patto un po' di investimenti, anziché creare un meccanismo arzigogolato", ha detto Renzi. "Il piano Juncker è un inizio timido, ma è un inizio. Sono 300 miliardi con una leva un po' discutibile - ha aggiunto - . Siamo in una fase di sostanziale stagnazione, l'Europa o cambia o va in difficoltà" e i segnali arrivati da Juncker, per cui l'Italia aveva accettato di votarlo "non sono sufficienti".

L'Ilva. Il premier ha risposto anche a domande sulla situazione dell'Ilva di Taranto. "Ci sono due alternative: aprire una procedura di sostanziale gara e scegliere un privato; o fare un intervento pubblico per un certo periodo di tempo, mettere a posto dal punto di vista ambientale e poi vendere quando l'azienda vale di più. Se serve l'intervento pubblico si fa l'intervento pubblico, lo ha fatto anche Obama - ha detto il premier - . "Fare un intervento pubblico sarebbe un rischio pazzesco, ma non sono ideologico, sono aperto a tutte e due le soluzioni - ha sottolineato Renzi - . Il miliardo e duecento milioni di euro sequestrati alla famiglia Riva sarebbe giusto che vengano usati per i cittadini di Taranto, per il risanamento ambientale".  E ha aggiunto: "Su Taranto non mollo di un centimetro, è una grandissima priorità. Io tornerò a Taranto, se ci saranno i fischi prenderò i fischi".

La Tav. "Sulla Torino-Lione andiamo avanti. Bisogna che vadano avanti anche i francesi. Sulla Tav la questione è molto semplice. La Tav va avanti, oggi ci siamo, è un problema di serietà".

Gli accordi con Fi. Nel Patto del Nazareno "non c'è l'agibilità politica" di Silvio Berlusconi "e non c'è il Quirinale dove" vige invece "un principio di buon senso, si cercherà di votare il presidente della Repubblica a larga maggioranza".

Su Napolitano. "Il presidente della Repubblica si chiama Giorgio Napolitano, probabilmente lascerà, ma è stato un grande presidente della Repubblica". Renzi continua: "Per me è un galantuomo e merita tutti gli onori. Il prossimo presidente della Repubblica per fare quello che ha fatto Napolitano dovrà lavorare parecchio..."

L'elezione del successore di Napolitano. "Il presidente della Repubblica bisogna sceglierlo tutti insieme, dovrà avere il massimo consenso possibile. Io credo che con i Cinque stelle sarà possibile" discutere sul sostituto di Napolitano, quando il Capo dello Stato deciderà di fare un passo indietro. E rispondendo a chi fa notare l'impossibilità di votare un presidente che mette d'accordo 5S e FI, Renzi risponde: "Credo che in un Paese civile lo si scelga tutti insieme".

E sulle indiscrezioni dei giorni scorsi secondo le quali il premier avrebbe detto di non voler ricandidare al Colle i nomi già bocciati dal Parlamento tra cui quello di Romano Prodi, Renzi ha detto: "Mai detto che i nomi bocciati non possono essere ricandidati" al Colle. "Non sta a me mettere veti, ci vuole condivisione".

Su Grillo e il M5s. "Il grande sogno dell'apriscatole è sparito. Adesso Grillo sta mandando tutti via, gli elettori vorrebbero che facessero le cose". E ancora: "Ho provato ad avere un canale ufficiale a partire dal brillante incontro con Grillo. Ma il problema non sono i rapporti che ho io e che cosa chiedevano gli elettori M5S e che risposta vedono. Ora, in questi mesi dopo le europee Grillo ha ingranato la retromarcia e se ha deciso davvero di lasciare i parlamentari liberi dal blog, è importante che si mettano in gioco, discutano e vengano a veder le carte".

La telefonata ad Artini. "Con Artini ho fatto la scuola insieme, eravamo in due sezioni diverse e facevamo ginnastica insieme. Per un anno e mezzo ho cercato di evitare contatti con lui per non creargli problemi ma quando l'ho visto oggetto di un attacco, gli ho solo detto 'in bocca al lupo, mi dispiace'. Artini è un pasdaran di M5s, convinto della rete e crede nel disegno di Beppe Grillo ma c'è anche una dimensione umana della politica e io non ci rinuncio".
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