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Marò, Renzi da Napolitano: "Impegnati a trovare una soluzione"

Al centro dell'incontro il caso dei due militari italiani e i prossimi passi del governo su lavoro e fisco. Il premier: "Oggi accordo con Termini Imerese, domani con Taranto. E' Jobs Act. Italia si tolga polvere di dosso e ce la farà"

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ROMA - Dalla situazione dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre fino alle prossime scadenze istituzionali. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi. Il colloquio era stato annunciato ieri dal capo dello Stato: con Renzi - aveva anticipato il presidente - avrebbe affrontato la situazione dei due marò italiani e i prossimi passi del governo italiano con quello indiano per farli rientrare in Italia.

In mattinata, nel corso di un'intervista, il premier aveva detto: "E' stato fatto un terribile pasticcio con errori grossolani, ma il mio governo è assolutamente impegnato a trovare una soluzione condivisa il prima possibile". Renzi, inoltre, ha illustrato a Napolitano le misure relative al lavoro e al fisco domani all'esame del Consiglio dei ministri.

Nel pomeriggio, poi, il premier ha scritto su Twitter, commentando l'intesa preliminare raggiunta con Metec per lo stabilimento di Termini Imerese e riferendosi al decreto salva-Ilva allo studio del governo.
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Intanto, nel verbale di accordo - definito ieri sera e che dovrebbe essere firmato questa sera dopo l'eventuale ok dell'assemblea dei lavoratori di Termini Imerese che si riunirà a breve - c'è scritto che "il governo ritiene che sia stata avviata a soluzione la crisi determinata dalla decisione del gruppo Fiat di cessare la produzione nel sito siciliano".

A seguire, intervistato da Isoradio, Renzi ha dichiarato che l'Italia "deve mettere il vestito bello, togliersi un po' di polvere di dosso" e "ce la farà" a uscire dalla crisi e tornare a crescere. Ancora: "Gli italiani devono ricominciare a credere un pò all'Italia", ha aggiunto Renzi, perché ora "sono un po' come quegli adolescenti che hanno qualche dubbio, qualche insicurezza. Stiamo uscendo da una fase di stanchezza e rassegnazione".
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